La depavimentazione partecipata - il suolo intorno a noi
La parola depavimentazione sta diventando un tormentone, non meno dell'ormai passato "tre milioni di alberi" e, come in un menù da rosticceria, mettiamoci anche la parola resilienza, non si sa mai, va bene dappertutto.
Nel 2019 uno studio di UNIMI https://riviste.unimi.it/index.php/AMonline/article/view/12150 affronta il tema del depaving. Nello stesso anno Milano sperimenta le prime depavimentazioni.
Purtroppo, se ho ben stimato, dal 2019 ad oggi sono stati trasformati circa 50000mq di superfici impermeabili in terreno verde. Non facciamoci impressionare dal numero di zeri, 5 ettari in 7 anni è molto ben poca cosa.
Si può fare molto, veramente molto di più e va fatto in fretta. Non possiamo aspettare anni, la nonstra salute e il nostro ambiente non hanno tempo da perdere.
La depavimentazione è cosa seria, forse la più seria tra quelle emerse negli anni.
Depavimentare è propedeutico alla piantumazione di nuovi alberi, arbusti, fiori e ardirei anche alla creazione di piccoli giardini botanici. Depavimentando si mette a disposizione un suolo risorto da un'immensa pietra tombale.
Camminando sull'asfalto in queste giornate surriscaldate, fate caso al calore che sentite sul viso, potrete verificare che il calore viene dal basso in misura uguale, talvolta superiore, a quello emesso dal sole; anche all'ombra si continua a percepire la radiazione dal basso.
Togliere l'asfalto riduce davvero la temperatura; abbatte di almeno venti/trenta gradi la temperatura del suolo (del suolo, non dell'aria) che, lasciato scoperto, di notte si raffredda velocemente mentre l'asfalto (ma anche il pavè, ha lo stesso accumulo termico dell'asfalto) resta bollente per parecchie ore, ripartendo caldo al mattino dopo.
Il piano aria clima del 2022 recepisce la necessità di liberare il suolo, ma non è decollato un intervento massivo, si sono fatti soprattutto convegni, papers e articoli. Credo che l'attività concreta di depavimentazione risenta di un'organizzazione lenta e carente nella raccolta dati, oltre che nella designazione degli interventi. Siamo ancora nell'ambito culturale che vede piazze come San Babila, Cordusio, Castello ma anche le più vecchie Olivetti e Gae Aulenti come esempi architettonici di successo.
Tutti esempi falliti alla prova della vivibilità e dell'uso nelle stagioni calde, praticamente sei mesi l'anno.
Detto questo, proporrei una raccolta partecipata delle proposte di depavimentazione.
Se volete, segnalate rispondendo al post. I post di partecipaMi vengono diffusi a tutti gli interlocutori istituzionali.
Segnalate i luoghi che ritenete debbano essere depavimentati. Cercate asfalto dovunque, anche nei parchi dove ne troverete più di quanto ci si aspetta.
Anche i tratti che appaiono più piccoli, spesso non sono così piccoli. E' abbastanza facile "scoprire" aree di 300 - 500 metri quadri. Meglio una segnalazione in più che una in meno.
Liberiamo il nostro territorio.
----------------------------------------------------------------
Per conto mio, ecco cosa ho trovato:
Viale Brahms, Parco Ravizza, circa 3500mq
Via Van Beethoveen, Parco Ravizza, 1500mq
Corso Manusardi 700mq
Giardino San Gottardo 26 - 400mq
Parco della Resistenza, 1100mq
Via Boeri - Bazzi 440mq
Area largo Steiner 1100mq
Ex stazione gamba de legn piazza carrara sud 600mq
Sotto il cavalcavia Schiavoni 1300mq
Via san Domenico Savio, 1500mq
Poi abbiamo:
Via dei Missaglia da Boifava a De André 850mq
Via dei Missaglia da De André a Ruggiero 1000mq
Via dei Missaglia da Ruggiero a Feraboli 850mq
In totale 14840mq.
Togliamo il 30% per varie cause: sovrastima, motivi tecnici ecc. restano circa 10400mq.
Le tre depavimentazioni di via dei Missaglia, non influiscono direttamente sulle isole di calore cittadine, ma rendono percorribile la lunga pista da Boifava a Feraboli, ora inutilizzata. La parte asfaltata della pista è verso strada. Togliendo l'asfalto si possono mettere circa 200 alberi più arbusti e siepi, rendere permeabile il suolo e vivibile il percorso.


