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Segnalo il post di Massimiliano Favoti Le città che imparano a bere la pioggia perché affronta un’importante questione ecologica, anche per  Milano, che gode di una importante falda acquifera, ma è afflitta da inondazioni.

"Il testo analizza la necessità di trasformare le aree urbane in città spugna per affrontare le crescenti sfide dello stress idrico e del cambiamento climatico. L'autore critica il modello tradizionale basato sull'impermeabilizzazione del suolo, proponendo invece una progettazione rigenerativa che trattiene l'acqua piovana anziché smaltirla frettolosamente. Attraverso l'adozione di infrastrutture verdi, superfici drenanti e bacini di accumulo, le metropoli possono integrare l'acqua nei principi dell'economia circolare. Questo approccio mira a ristabilire un equilibrio tra ambiente costruito e natura, rendendo le città più resilienti e capaci di custodire risorse preziose. Il documento si configura quindi come un invito alla partecipazione attiva per ripensare la gestione delle risorse naturali nel contesto metropolitano milanese e globale." (Google Gemini Notebook)

Ovviamente il tema è critico anche per la questione Alberi in città? qui sollevata, ma per la discussione specifica si rimanda al post di Massimiliano Favoti.

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