Idrocarburi nel Naviglio Grande: rischio di un disastro ambientale?!

Approfondisci: https://spondeticino.it/idrocarburi-nel-naviglio-grande-un-disastro-ambientale-che-minaccia-il-parco-del-ticino-e-la-sua-fauna/
Lo sversamento di idrocarburi avvenuto nel Naviglio Grande tra Magenta e Milano rappresenta uno dei più seri episodi di inquinamento ambientale degli ultimi anni nel territorio milanese. La sostanza oleosa, probabilmente gasolio o una miscela ricca di idrocarburi, si è riversata nelle acque del canale all'altezza di Pontevecchio di Magenta e, spinta dalla corrente, ha percorso circa 28 chilometri fino a raggiungere la Darsena di Milano, superando in parte le barriere di contenimento predisposte dai soccorritori.
L'emergenza ha mobilitato Vigili del Fuoco, Protezione Civile, ARPA Lombardia, Consorzio Est Ticino Villoresi, Comune di Milano e Parco Lombardo della Valle del Ticino. Nonostante l'installazione di sette barriere galleggianti e l'impiego di materiali assorbenti, una parte della sostanza inquinante è riuscita a proseguire il proprio percorso lungo il sistema dei Navigli.
La preoccupazione maggiore riguarda però gli effetti sull'ecosistema del Parco del Ticino, una delle aree naturalistiche più importanti della Lombardia e dell'intera Pianura Padana. Secondo il direttore del Parco, Claudio De Paola, lo sversamento ha provocato un forte deterioramento della qualità delle acque e rischia di avere conseguenze particolarmente pesanti sulla fauna ittica, sulla biodiversità e sul delicato sistema irriguo che alimenta campagne, rogge e zone umide del territorio.
Gli idrocarburi formano infatti una pellicola superficiale che ostacola l'ossigenazione dell'acqua e può compromettere la sopravvivenza di pesci, anfibi, insetti acquatici e altri organismi che costituiscono la base della catena alimentare. Le specie ittiche presenti nei Navigli e nelle aree collegate al Ticino potrebbero subire danni diretti alle branchie, problemi riproduttivi e un aumento della mortalità degli esemplari più giovani.
Anche gli uccelli acquatici risultano particolarmente vulnerabili. Aironi, garzette, germani reali e altre specie tipiche delle aree umide del Parco rischiano di entrare in contatto con le sostanze oleose, che possono compromettere il piumaggio e la capacità di isolamento termico, oltre a provocare effetti tossici attraverso l'ingestione accidentale degli inquinanti. I danni potrebbero manifestarsi non solo nell'immediato ma anche nei prossimi mesi, alterando gli equilibri ecologici di habitat già sottoposti a forti pressioni ambientali.
Per limitare la diffusione della contaminazione, il Consorzio Est Ticino Villoresi ha inoltre disposto la chiusura di alcune bocche irrigue, con l'obiettivo di impedire che gli idrocarburi raggiungano le rogge agricole, le risaie e ulteriori aree naturalistiche. Questa misura evidenzia la gravità della situazione e il timore che l'inquinamento possa estendersi ben oltre il corso principale del Naviglio.
Le operazioni di bonifica e aspirazione della sostanza inquinante proseguiranno nei prossimi giorni, mentre ARPA Lombardia sta analizzando i campioni prelevati per determinarne con precisione la composizione. Tuttavia, anche se l'emergenza verrà contenuta, gli effetti sull'ambiente potrebbero richiedere tempi molto lunghi per essere completamente valutati e recuperati. Il Parco del Ticino parla già di danni potenzialmente ingenti a fauna, biodiversità e sistema ecologico, una ferita che coinvolge non solo il territorio di Magenta e Milano ma uno dei più preziosi patrimoni naturali della Lombardia
Per altre informazioni consulta: www.coordinamentoparcoovest.it

