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11 anni fa
Via Novara, 326-342, 20153 Milano, Italia
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L’AGRICOLTURA PERIURBANA E I PARCHI DI CINTURA
A cura del gruppo agricoltura dei circoli del PD di Zona 7 - Milano

Premessa

Siamo consapevoli delle questioni grandi del nostro tempo (il cambiamento climatico, i mutamenti indotti dall'espansione della quale è responsabile prima la società occidentale, oggi anche altri paesi.
Nè possiamo sottrarci al compito di individuare soluzioni ai problemi della modernità, come quello dell'habitat in cui viviamo.
Che qui molto parzialmente si cercano di affrontare a partire da contesti a noi prossimi: la “sostenibilità del territorio”.

L’agricoltura periurbana

E’ parte del sistema più ampio del verde di cintura.
I parchi di cintura si compongono di aree per la fruizione di verde pubblico nelle sue diverse funzioni, in sinergia con aree di produzione agraria.

L’equilibrio ecologico (faunistico e floristico) e una fruizione equilibrata dipendono dal bilanciamento fra il verde pubblico e quello privato.
Le prime, le aree di verde pubblico, contengono elementi di forte naturalità, superiori a quelle di un giardino pubblico. Per essere in sinergia non devono consumare suolo.
Quindi i progetti devono rispettare l’assetto dei suoli, non si devono riempire le aree con attrezzature pesanti, in genere non si deve far ricorso a interventi irreversibili.
Vanno realizzate infrastrutture leggere e diversificate per la loro fruizione.
La progettazione e l’organizzazione della parte pubblica del parco può favorire lo sviluppo verso un’agricoltura periurbana con redditi per le aziende e riduzione della filiera di distribuzione.
Le seconde, le aree agricole dedicate alla produzione, assolvono contemporaneamente una funzione pubblica, le cui ricadute sono di interesse generale: paesaggi, spazi aperti.
Il parco di cintura, in una città come Milano, consentirebbe all’agricoltura e all’impresa agricola di innovarsi e trasformarsi, sottraendole alla pressione urbana e, in qualche misura, invertendo tale tendenza.
Compete alla parte pubblica, al Comune di Milano, la definizione di tale disegno, promuovendo luoghi pubblici di confronto.
Sono richiesti interventi diversificati per definire l’assetto del territorio: sulla struttura, sulla forma, sul paesaggio e sulle coltivazioni agricole.
Altra tutela è la riorganizzazione del sistema idrico già esistente, con particolare riguardo ai fontanili, che numerosi sono presenti nella nostra zona.
I diritti d’acqua restano comunque operanti, anche nel caso diffuso in cui le cui teste siano ubicate in terreni di proprietà privata.
Si suggerisce all’attenzione dell’Amministrazione comunale l’opportunità di prendere in considerazione la riunificazione delle competenze relative al verde, all’agricoltura e al demanio dei fabbricati e dei terreni rurali, eventualmente in un unico assessorato.

Si aderisce alla richiesta del Cdz 6, rivolta all'Amministrazione comunale, di indire un convegno internazionale sull'agricoltura periurbana, sulla base degli studi e interventi per migliorare produttività agricola locale, monitorare l'offerta di prodotti sostenibili e il risanamento ambientale, svolti come operatori nel Consiglio di zona 7, nei circoli politici e nelle associazioni dei GAS e del DESR coinvolti nei processi di trasformazione delle zone Ovest  più direttamente a contatto con l'Expo 2015.

Nel documento si prende in considerazione il  territorio esterno della zona 7 del Comune di Milano: un’area  frazionata da super - strade radiali e tangenziali, nella quale città e campagna si compenetrano lungo un indefinito e intricato confine, ove ancora galleggiano tra importanti enclave agricole, alcuni vecchi borghi (Figino, Quinto Romano, Muggiano, Assiano, Trenno).
Ma si segnalano altre importanti enclave fuori dal contesto preso in considerazione (l’ambito di Vighignolo e il parco dei fontanili di Rho, circondato da barriere infrastrutturali e da fronti urbani compatti, per il quale potenziare i collegamenti esistenti, e il tratto meridionale della Valle dell’Olona, Castellazzo di Rho e Nerviano, che offrono forse l’unica occasione di collegamento con il Parco delle Groane.
In quest’area si incontrano diverse cascine dismesse (spesso semidiroccate), campi in stato di abbandono, canali di irrigazione asciutti e pieni di detriti, insediamenti abusivi, percorsi rurali interrotti da barriere insormontabili, etc. Ma anche numerose cascine ancora attive e il consolidarsi, in alcune di queste, di nuove attività, come  la vendita diretta dei prodotti agricoli, la coltivazione di prodotti per la distribuzione diretta ai consumatori, la ricettività leggera, la ristorazione, l’organizzazione di iniziative culturali e ricreative e di servizi per soggetti esterni (manutenzione ordinaria di alcuni parchi, custodia di cavalli, etc.).
Da una parte quindi il degrado, dall’altra ampie risorse per un possibile riscatto, in parte già in atto, ma che in altri casi necessita di essere guidato, incentivato o innescato; riscatto che deve riguardare il territorio nella sua complessità: le attività, l’ambiente, il paesaggio, il tessuto insediativo (le cascine, i vecchi borghi), i percorsi e i collegamenti, il regime delle acque di superficie e di falda, etc.; e che, infine, deve coinvolgere tutti i soggetti: gli agricoltori e le loro associazioni, le amministrazioni pubbliche, gli enti di gestione e di controllo delle acque e del suolo e i cittadini e le loro associazioni, fruitori e consumatori dei prodotti agricoli e fruitori dell’area.

Il degrado non riguarda solo le aree agricole.

Oltre a tutelare le aree verdi e agricole, si devono tutelare le altre aree degradate, male o abusivamente utilizzate da soggetti diversi, con interventi di recupero alla natura o all’agricoltura.

Expo 2015

Il tema “Nutrire il pianeta” riguarda direttamente l’agricoltura nel mondo e si svolge a ridosso del territorio di cui sopra: nello stato di degrado in cui si trova attualmente, non sarebbe certo un esempio di buone pratiche (pur presenti, ma oscurate dalle situazioni di degrado).
Nelle parti che seguono si indicano alcune situazioni specifiche meritevoli di particolare attenzione, non solo limitate ad attività agricole o cascine, ma anche a interventi di recupero ambientale di grande qualità, da completare, quali il Parco delle Cave e il Bosco in Città.
Si ritiene infatti che la sopravvivenza e l’auspicata crescita dell’agricoltura periurbana non possano prescindere dalla realizzazione di interventi di recupero paesaggistico che rendano la fruizione del territorio ricco di attrattive, di carattere prevalentemente naturalistico.
Il recupero del paesaggio è un interesse della città e insieme un interesse economico delle imprese agricole.
La presenza di numerose cave in disuso, eredità di antiche dismissioni di terreni agricoli, è una specificità della nostra zona. Esse possono costituire un notevole risorsa, come ha dimostrato l’intervento  sopracitato del Parco delle Cave, ove esse hanno costituito la base per uno straordinario recupero  ambientale e paesaggistico.
Diversamente, ove non accuratamente gestite e controllate,  possono diventare pericolose discariche di materiali inquinanti, come ha dimostrato il caso della Cava Calchi Taeggi. Il loro recupero è quindi necessario, oltre che ricco di potenzialità.

La normativa di riferimento

Le previsioni del Parco Agricolo Sud Milano

L’area di nostro interesse è  compresa nel Parco Sud, nell’ambito del Piano di Cintura Urbana n. 1, la cui redazione compete alla Provincia (ente gestore del Parco Agricolo Sud Milano), in concerto con il Comune di Milano.
Il PCU n. 1, in  base al Piano di Settore  Agricolo (PSA) approvato nel 2007, dovrà avere una superficie agricola minima di 442,48 ettari (cioè circa il 44% della superficie complessiva dell’ambito, pari a  997,31 ettari).  Le altre destinazioni principali indicate nel PSA sono: parchi urbani (405,34 ettari - Bosco in Città, Parco delle Cave, Parco di Trenno) e impianti sportivi e ricreativi (145,16 ettari - area ippodromi), come risulta dal quadro sottostante:

PCU n. 1 – Il Bosco in città

azzonamento del PTC (art 26)                                ha   997,31

Sub-zona impianti sportivi e ricreativi (art 36)                             145,16

Sub-zona parchi urbani (art 36)                                     405,24

Sub-zona cave cessate (art 37)                                                    4,43

Superficie agricola del comparto ha 442,48  (44,37%)

Gli indirizzi del Piano Paesistico Regionale (PPR)

Il Piano di Cintura Urbana  dovrà  seguire gli “indirizzi” contenuti nel  PPR (Piano Paesistico Regionale), di cui si riportano qui di seguito alcuni estratti significativi (in corsivo):

Indirizzi e misure di riqualificazione e contenimento del degrado paesaggistico/ambientale

Centri e nuclei storici soggetti a perdita di identità e riconoscibilità:

• valorizzazione dei nuclei storici, del patrimonio edilizio rurale di valore storico-testimoniale e delle opere e manufatti rurali anche in funzione di usi turistici e fruitivi sostenibili, in stretta relazione con le strutture del parco Sud Milano e promozione di iniziative legate alla fruizione, in particolare legati a percorsi e itinerari prossimi ai corsi d’acqua

.

Aree a monocoltura:

• riqualificazione attraverso interventi finalizzati all’arricchimento del mosaico paesistico (recupero di assetti tradizionali del paesaggio agrario, colture promiscue, formazione di filari, siepi, specialmente quando utili a ripristinare strutture più complesse, ad es. rafforzando la trama della centuriazione e dell’impianto della bonifica cistercense con finalità ecosistemiche (aumento della biodiversità) e di usi multipli dello spazio rurale, prioritariamente correlati alla formazione della Rete verde, soprattutto finalizzati al contenimento dell’urbanizzazione

Fenomeni alluvionali:

• distogliere le piene di Olona/Bozzente/Lura dai nodi idraulici più critici del sistema metropolitano milanese (Rho-Pero e Milano) riavviando le acque del sottobacino occidentale milanese nella loro valle naturale;

• riqualificare gli ambiti fluviali dei corsi d’acqua Olona, Bozzente e Lura attraverso il recupero della continuità longitudinale dei corsi d’acqua interrotta artificialmente in epoca storica, riequilibrando l’assetto dell’intero territorio non solo in relazione alla sicurezza idraulica, ma anche al complessivo riequilibrio idrologico delle campagne e delle falde;

• migliorare la qualità dei corsi d’acqua, anche attraverso l’incremento della loro capacità autodepurativa ed in relazione a quanto previsto nel PTUA (Programma di Tutela e Uso delle Acque) e dal PdG Po (Piano di Gestione Po);

• recuperare le funzioni del reticolo irriguo dei cavi e dei fontanili;

• incrementare la vegetazione ripariale e delle fasce tampone (autodepurazione e biodiversità)

Territori contermini delle reti infrastrutturali:

• attenta considerazione degli interventi di servizio alle infrastrutture cercando di evitare la possibile accentuazione dell’effetto di frattura indotto, operando riconnessioni funzionali tra i territori separati e recuperando gli ambiti marginali con la massima riduzione dell’impatto intrusivo

• ricostruzione del tessuto urbano o agricolo tenendo conto dell’organizzazione territoriale preesistente e valorizzazione dei nuovi collegamenti fra le parti del territorio prima separate (operando riconnessioni funzionali tra i territori separati e recuperando gli ambiti marginali) negli interventi di recupero dei tracciati territoriali declassati interpretandoli come occasioni fondamentali di riqualificazione anche paesaggistica.


Gli indirizzi del PPR sopra riportati dovranno trovare nei PCU una formulazione che li trasformi in norme prescrittive di tutela.

L’obiettivo del piano dovrà essere il mantenimento delle attività agricole e la prosecuzione degli interventi di forestazione urbana.

Il parco quindi sarà caratterizzato da  un mix di agricoltura e spazi pubblici, di agricoltura e natura.

Le prescrizioni dovranno prevedere l’integrazione degli spazi aperti con i parchi cittadini, lo sviluppo di naturalità, il mantenimento di attività agricole.
Si tratta di un processo di trasformazione già avviato, e in alcune parti realizzato per quanto riguarda gli aspetti dello sviluppo della naturalità, ma scarsamente analizzato e avviato per la trasformazione verso una agricoltura periurbana che innovi la relazione con la città.


Il territorio

Gli aspetti naturalistici

Il Centro della Forestazione Urbana di Italia Nostra ha sviluppato su queste aree studi sintetizzati nel quaderno “natura e agricoltura nuovi paesaggi per la città”. Approfondimenti tematici per una cintura verde Ovest Milano”.

Un aspetto ha interessato la fauna spontanea.

Un gruppo di zoologi ha ripartito il territorio in una mappa regolare, ha applicato un indice numerico correlato al grado di naturalità ad ogni elemento della griglia; è così pervenuto a determinare il grado di naturalità di ogni area.

Ne risulta una carta che identifica i livelli diversi che si hanno nei diversi punti del territorio. I più alti gradi di naturalità si evidenziano dove sono stati realizzati mix di ambienti differenziati (boschi, laghetti prati), ciò si riscontra principalmente nei parchi urbani, ma anche taluni spazi agricoli possono esprimere valori elevati di naturalità (ad esempio le risaie), mentre hanno, in genere, scarso valore le aree condotte a monocoltura a cereale vernino e estivo.

Si può dunque perseguire lo sviluppo di un alto valore naturalistico agendo sia sul tipo di agricoltura praticato (indirizzo produttivo e gestione), sia sulla modalità di realizzazione del verde pubblico.

Gli zoologi evidenziano come l’area sia fortemente confinata tra le aree urbanizzate di Milano, Settimo, Rho ed evidenziano le aree chiave sulle quali operare con particolare attenzione naturalistica per collegare la cintura verde con l’esterno (grande importanza il collegamento a nord di Figino verso il Parco dei 5 comuni. Si evidenzia in tal senso che le destinazioni di Piano, con la puntuale destinazione delle aree, possono contribuire qualitativamente allo sviluppo del sistema

Un altro aspetto della naturalità dell’area è studiato da un botanico, che censisce la flora presente.

Di 542 specie presenti nel Comune di Milano, nel Parco delle Cave se ne registrano 334.

La fascia Ovest di Milano concentra l’80% della biodiversità floristica cittadina.

Vi sono specie non rare, ma legate ad ambienti minacciati.

La diversificazione ambientale è fortemente sottolineata dal botanico che considera l’area significativamente ricca sotto l’aspetto floristico.


Esame delle aree agricole.

Le colture agrarie sono al 28% mais seminativo di cereale estivo praticato generalmente in monocoltura, 21% cereali vernini, frumento orzo triticale e segale, 16% riso, 24 % prato stabile, 2% erbai, 8 % set aside: dati dello studio, da aggiornare.

Le contenute dimensioni del prato stabile, verosimilmente ulteriormente ridottesi successivamente all’indagine e l’ampio sviluppo della cerealicoltura, sono segno di un’agricoltura che si va rivolgendo verso la cerealicoltura in monocoltura.

Aziende agricole per classi di superficie: l’analisi evidenzia aziende di limitate superfici.

Su 32 aziende, 12 hanno superfici minori di 10 ettari, 7 si collocano tra i 10 ed i 20 ettari, 7 tra i 20 ed i 50 ettari e solo 5 hanno superfici che eccedono i 50 ettari.

Considerati gli ordinamenti colturali, la gran parte delle aziende presenta grandi difficoltà economiche, fino a difficoltà di sopravvivenza.

Sono presenti sistemi di adattamento, ad esempio vi sono aziende che coltivano aree formalmente di altre aziende, che ormai esistono solo sulla carta poiché non hanno più una vera struttura aziendale, mezzi ed attrezzature, ricorrendo a contratti di coltivazione con “terzisti”, di fatto affitti o sub affitti mascherati.

Sostanzialmente, l’agricoltore “urbano” non libera il suolo, perché l’affitto della cascina gli costa molto meno di un immobile urbano, o perché attende l’indennizzo di buona uscita al momento della trasformazione d’uso del suolo.

L’81% delle superfici è in affitto. E’ una situazione diffusa nell’agricoltura lombarda. L’affitto può consentire lo sviluppo ottimale della attività agricola, purchè sia garantita una durata congrua del rapporto contrattuale, ai fini dell’investimento - sviluppo aziendale,

Solo il 16% è in proprietà dello stesso conduttore.

I proprietari dei terreni sono per il 51% privati, 23% immobiliari, 25% Comune, 1% Regione.

Il 57% dei conduttori ha più di 60 anni.


Centri aziendali

Un grave problema delle aree agricole prossime alla città è costituito dalla separazione della proprietà dei fabbricati aziendali dalle aree agricole. Questo si verifica anche nella nostra area, dove, ad esempio, le aree di proprietà comunale non hanno cascine proprie. Ad esempio, la grande area agricola ad ovest di Trenno, proprietà privata, è stata separata dalla grande cascina con stalle e portici ubicata al centro del borgo, che oggi appartiene a proprietà diversa.
Sarà quindi necessaria in alcuni casi la ricostituzione di centri aziendali, collegati con la trasformazione verso l’agricoltura periurbana, che possano essere occasione di occupazione lavorativa in particolar modo per i giovani.

La crisi del reddito agricolo può trovare risposta non solo e non necessariamente nell’estensione cioè nella quantità di superficie coltivata.
E’ da considerare l’indirizzo produttivo (sono molto diverse la monocoltura cerealicola, l’orticoltura o il lattiero caseario, l’allevamento di cavalli per agriturismo), o la possibilità di vendita diretta.
La trasformazione verso una agricoltura produttrice di beni da destinare al mercato locale (latte e trasformati, prodotti orticoli, floricoli) consentirebbe di realizzare redditi congrui anche ad aziende con superfici contenute.

La pianificazione

L’attività agricola nella cintura verde Ovest Milano presenta diverse problematicità sulle quali l’ente locale può positivamente agire sia attraverso gli indirizzi pianificatori, ai quali si chiede in prima istanza di definire quali siano  le aree di verde pubblico (e privato), e quali le aree dedicate alla produzione agricola, sia con la gestione del patrimonio di proprietà pubblica presente (comune di Milano ed altri).
In alternativa, il mercato genererà una semplificazione con l’espulsione delle aziende più deboli a favore delle più forti ed evoluzioni non necessariamente indirizzate verso una positiva integrazione con la città.
Ecco quindi la necessità di introdurre provvedimenti, anche a costo zero, che possono innescare  l’interesse a effettuare investimenti da parte degli imprenditori agricoli.

Il bisogno di suolo

E’uno dei nodi critici rilevati per le aziende agricole.
Ne deriva la necessità di una pianificazione urbanistica a tutela delle aree agricole.
Che riorganizzi, trasformandolo, il territorio garantendo per l’azienda la “massa critica” corrispondente e necessaria allo svolgimento dell’attività.
Che ne fissi la destinazione agricola per un periodo di tempo considerevolmente più lungo dei contratti di fittanza agraria.

I contratti agricoli

Per gli agricoltori che operano su aree in affitto, una delle ragioni che li inducono a non effettuare investimenti   è la mancata sicurezza del rinnovo dei contratti agricoli in scadenza. Ad esempio, diverse aziende agricole di proprietà dell’Ospedale Maggiore di Milano sono messe in vendita  per  finanziare  interventi di rinnovamento delle strutture ospedaliere. In questi casi dovrà essere garantita la continuazione dell’attività da parte del compratore e il riconoscimento del valore economico delle migliorie effettuate dall’affittuario.
In altri casi  i contratti in essere con gli agricoltori sono disdetti a seguito dell’interesse dei proprietari ad avviare attività diverse da quelle agricole, come spesso accade nelle aree periurbane.

Alcuni dispositivi di legge sembrano perfino “indurre” le dismissioni di attività agricole che in genere preludono a queste operazioni.  La vigente  Legge Regionate Urbanistica  (L.R. 12/05 – Interventi su aree destinate all’agricoltura - art.89 ) prevede che i terreni (agricoli) delle aree intercluse in zone già urbanizzate e non funzionali all’agricoltura stessa e dismesse da tale attività da almeno tre anni possano essere inseriti in un “programma integrato di intervento” che preveda altre destinazioni.  Se poi la nuova destinazione prevista è quella “produttiva di beni e servizi” (ivi incluse le attività commerciali e artigiane, le attività turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e dagli intermediari finanziari, i servizi di telecomunicazione), la legislazione vigente  (DPR 447/1998, come modificato dal DPR 440/2000) consente procedure accellerate e semplificate per i  nuovi insediamenti  anche su aree agricole, attraverso lo “sportello unico per le attività produttive”, presente in ogni comune.

Solo in parte le aree agricole del Parco Sud possono essere considerate indenni dai rischi suddetti, come dimostra il caso del CERBA, prestigioso istituto scientifico, sicuramente di interesse pubblico, la cui ubicazione nell’area del Parco è discussa, alla luce dell’elevatissimo consumo di suolo e a fronte di  possibili ubicazioni alternative.

In altri casi, più frequenti, la perdita di suoli agricoli è indotta da una combinazione di interessi, di per sè assolutamente legittimi, ma dannosi per la continua erosione di suolo che generano: l’interesse dei proprietari alla trasformazione dei terreni agricoli in terreni edificabili per attività più redditizie, combinato con quello dei comuni a incassare i contributi di urbanizzazione e gli oneri di concessione relativi agli interventi edilizi.

Al fine di contrastare  il rischio di  un elevato consumo di suolo agricolo e di creare condizioni più favorevoli per la sottoscrizione di contratti agricoli che favoriscano i investimenti a lungo termine, si ritiene che i sopracitati dispositivi legislativi e regolamentari siano rivisti e corretti e che i Comuni dispongano di risorse diverse e alternative a quelle connesse con l’edificazione dei loro territori.


La gestione

Si chiede di valutare la possibilità di istituire nuove forme di governance, che valorizzino l’interesse pubblico, anche con la partecipazione economica dei cittadini (Gruppi di Acquisto Terreni). Oggetto della governance può essere la gestione delle aree agricole e dei fabbricati rurali di proprietà degli enti: Comune, Regione, Ospedali, assicurando la conservazione e la manutenzione del patrimonio, l’esercizio di una buona agricoltura agevolando la trasformazione nell’agricoltura periurbana.
In casi determinati e specifici, si propone l’acquisizione dai proprietari delle aree agricole critiche e degli immobili di interesse paesaggistico o monumentale, attraverso un diritto di prelazione.
Il Comune di Milano sta nel frattempo avviando un tavolo di coordinamento dei settori coinvolti alla pianificazione delle aree agricole: Cultura, Verde, Urbanistica, Demanio, Decentramento. Contestualmente si sta definendo il Documento programmatico del Distretto Agricolo Milanese.
La partecipazione dei consumatori ( Gruppi di acquisto solidale, Botteghe equosolidali, associazioni d'aiuto ai produttori agricoli)  nella rete del DESR (Distretto agricolo solidale rurale ) che rappresenta il sostegno al Parco Agricolo Sud, sta portando avanti la costruzione della domanda e della offerta di prodotti locali sostenibili, puntando inoltre a consorzi fra agricoltori e a patti con amministratori sensibili per l'ottimizzazione di servizi ai cittadini sul fronte logistico-alimentare e ricreativo-ambientale.

Alcune proposte

  • Il Parco delle Cave dimostra  un intervento di grande qualità, che resta nella disponibilità della città anche dopo il cambio di gestione avvenuto durante l’Amministrazione Moratti/Cadeo.
    Tuttavia il processo di sviluppo del parco si è arrestato.
    Al suo interno, la Cava Ongari – Cerutti (circa 20 ha) è interdetta alla frequentazione e chiusa per ordinanza sindacale.
    E’un’area strategica per la costruzione del sistema del verde di cintura dell’ovest milanese, perché è il collegamento fra le aree naturalistiche e agricole del Parco delle Cave, con quelle verdi e agricole esterne.
    Italia Nostra e il Comune di Milano avevano a suo tempo elaborato un progetto di riqualificazione e infrastrutturazione della cava Ongari: accesso principale al parco delle Cave, corridoio ecologico, area avventure per bambini, riqualificazione lato via Quarti, ecc.
    Si propone al Comune di Milano di ripristinare la convenzione con Italia Nostra per riprendere il tema del completamento del Parco delle Cave, quale tassello del più ampio sistema del Verde di cintura, in collegamento con il sistema della cintura ovest e con le aree dell’Expo.

  • Cascina  Linterno.

    Si ritiene che non sia un tema a sé stante, ma che vada affrontato con interventi coerenti con il disegno più ampio costituito dal Parco delle Cave e dal sistema del verde di cintura dell’ Ovest milanese.
    In considerazione dell’importanza storica del manufatto (le prime notizie della Cascina si hanno nella “Carta Investiture” del 1154 conservata nella Canonica di Sant’Ambrogio) appare prioritaria l’analisi materica propedeutica.


    Si sottolinea che la cascina non può essere separata dai terreni agricoli. Si individua un mix di funzioni culturali e agricole, che ne garantiscano il mantenimento e l’attività continuativa. Si realizza così il tema della tutela del paesaggio agrario “arcaico”. Oltre all’alloggio dell’agricoltore, alle infrastrutture dimensionate con la struttura e i suoi terreni da realizzare all’esterno (stalle, fienili, percorsi, ricovero per gli attrezzi), si ritiene coerente con l’evento Expo l’ipotesi di rafforzare una rete di ricettività leggera. Qui una foresteria per piccoli gruppi. Nelle adiacenze, uno studio di IN prevede la realizzazione di “giardini della frutta”, in coerenza con il tema oggetto dell’Expo e dell’agricoltura di prossimità, re-introducendo una coltura tradizionale della città di Milano.
  • Cascina Caldera.

    Espropriata dal Comune di Milano con la finalità di centro parco, attualmente Cascina Caldera è sede di un’azienda agricola, all’origine collocata in via transitoria. In considerazione della sua posizione baricentrica  rispetto al sistema dei parchi, si propone di adibirla a sede di un centro per la gestione del parco, attrezzandola con spazi a disposizione per eventi organizzati da terzi e con  una foresteria, da gestire in rete con quella da realizzare alla Cascina Linterno e con quella già attiva per piccoli gruppi della Cascina San Romano (Boscoincittà).

  • Aree di espansione del Verde

Tra le priorità, si indicano le aree a nord delle ex Pompe Peroni (via delle FF.AA.), e quella a nord della Cava Ongari, fino al confine dell’abitato di Quinto Romano, che nella loro apparente marginalità sono invece essenziali per il completamento del Parco delle Cave.
Si individuano alcuni esempi di aree che, malgrado le destinazioni urbanistiche, restano utilizzate per scopi diversi, generando degrado.

E’ il caso dell’area di fronte ad Acquatica sottratta all’agricoltura e adibita a parcheggi.
Oppure dell’area di via Novara/Caio Mario recintata e abbandonata.
Lo stesso vale per i numerosi autodemolitori presenti a Quinto Romano lungo la via Caio Mario.
Si pone qui il problema del ripristino delle situazioni compromesse, restituendole alla natura, al parco pubblico o alle attività agricole produttive, che possono arrivare fino contro la città.

  • Assiano

    Si evidenzia la straordinaria importanza  del sito, di proprietà prevalentemente pubblica, sia per la parte del coltivato, circa 500 ha con valore paesaggistico e produttivo, che dell’edificato, in evidente decadenza. Con l’urgenza improcrastinabile di dover intervenire.

Si sostiene l’impegno già assunto dal C.d.Z.7 di promuovere, insieme con l’assessorato del Comune di Milano, un tavolo per costruire un progetto condiviso di riqualificazione del borgo e di rilancio dell’economia agricola, che includa la ricomposizione dei terreni con i fabbricati. Tra le funzioni, si propone di sperimentare filiere di trasformazione e di distribuzione dei prodotti, una scuola di formazione per giovani imprenditori agricoli.

  • Percorsi tematici.

Qui si riprende soltanto l’idea, già indicata altrove, di rendere le cascine di Milano partecipi, ove possibile, dei percorsi tematici delle cascine del Parco Sud, progetto Landscape  Expo Tour (LET) circuiti percorribili a piedi o in bicicletta per conoscere le pecurialità del territorio agricolo milanese.
Tenendo a mente come le cascine possano costituire dei veri e propri padiglioni “fuori sito”di promozione di e per attività in coerenza con l’oggetto dell’Esposizione Universale di Milano.


Ringraziamenti

Si ringraziano i relatori che hanno partecipato agli incontri pubblici di approfondimento:

Luciano Cecchi, pensionato, Sergio Pellizzoni, consigliere di Italia Nostra Milano, Dario Olivero, vicepresidente della Confederazione Italiana Agricoltura, Pietro Lembi, presidente del Comitato Cascine Milano 2015, Alessandro Belgiojoso, promotore dell’Associazione 100 Cascine, Arturo Calaminici, consigliere provinciale del PD, Dante Perin, del coordinamento del Distretto di Economia Solidale e Rurale del Parco Agricolo Sud Milano.


Milano, 7 febbraio 2012

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avatar Roberto Gariboldi 11 anni fa
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La Cascina Linterno, dal momento della sua acquisizione pubblica (giugno 2010) è oggetto di contrastanti proposte di destinazione che, a lungo andare, non fanno bene a questo monumento protetto e vincolato...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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Gariboldi, personalmente penso che il destino della cascina sia intimamante legato al futuro del parco delle Cave e del sistema del verde di cintura dell'Ovest milanese.  Rispetto, ma non trovo dirimente la...
avatar Massimo De Rigo 11 anni fa
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Angione, non si scherza sulla fatica di tanta brava gente che assieme a figure illuminate in campo culturale e sociale, ha studiato per quindici anni - negli archivi di mezza Italia - un percorso culturale...
avatar Lucia Castellano 11 anni fa
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Non mi risulta di aver mai lasciato nessuno fuori dalla mia porta, men che mai Italia Nostra. Mi ricordate per favore la data e il contesto in cui si sarebbe verificato questo episodio? Ho incontrato Italia...
avatar Massimo De Rigo 11 anni fa
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Buona sera. L'appuntamento in questione era stato concordato per lo scorso lunedi 30 gennaio, alle ore 12. La riunione era stata fissata da tempo, in seguito alla lettera scritta da Italia Nostra lo...
avatar Lucia Castellano 11 anni fa
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Grazie, lo faro' sicuramente.
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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Italia Nostra è stata lasciata fuori dal parco delle Cave dalla precedente Amministrazione di centro destra, guidata dal sindaco Moratti. Fino a quando ha potuto collaborare con il Comune, il Parco ha costituito...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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Caro Massimo, ti chiederi solo, se ti è possibile, di non attribuirmi pensieri non miei, al fine di poter argomentare le tue opinioni. Che meritano lo stesso rispetto che a loro volta sono in grado di...
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Lo scenario, che si sta configurando attorno a Cascina Linterno, è davvero incomprensibile. Stiamo assistendo alla messa in scena di un copione già visto e ampiamente collaudato. Tutti i politici della Zona 7,...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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Mainardi, come probabilmente sai partecipai alla stesura di quell'odg del PD che hai citato. Trovo molto importanti, l'ho scritto più volte, le ricerche sulla presenza del Petrarca, ma non credo tale presenza...
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Caro Angione. Non è mia intenzione controbattere le tue opinioni, che rispetto pur non condividendole pienamente. Prendo semplicemente atto di una determinazione, incomprensibile e trasversale, nel voler...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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La mia opinione è che la Cascina Linterno sia un tassello del più ampio mosaico costituito dal Parco delle Cave e dal sistema del verde di cintura dell’Ovest milanese. E’ all’interno di tale disegno che andrebbe...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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Un esempio di disegno di piano di verde di cintura possibile dell'Ovest metropolitano Milanese, che riprende riflessioni avviate in precedenza e interrotte durante l'amministrazione Moratti, e meritevoli a mio...
avatar Massimo De Rigo 11 anni fa
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La mia opinione, condivisa dal CSA Comitato Salvaguardia Ambiente e Cultura - nato nel 2007 per arginare l'impatto spaventoso di un un nuovo comprensorio edilizio sulle aree naturalistiche del Parco delle Cave...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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Massimo, sono contrario al buio della notte, dove tutte le vacche sono grigie. Confonde la gente per bene con chi lo è di meno. Un metodo da sempre usato da chi vuole lasciare tutto come sta. Mentre invece...
avatar Gianni Bianchi 11 anni fa
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"Copio" e "incollo" ciò che ho appena scritto, su face-book, ad Elena Paredi preoccupata per una fine ingloriosa di Cascina Linterno. Gianni Bianchi .- Presidente Associazione "Amici Cascina Linterno" Nessun...
avatar Massimo De Rigo 11 anni fa
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Benissimo, tutti tranquilli allora: ci sono finalmente le persone "serie". È ora di finirla con le persone poco serie, visionari che si sono inventati la Solitudine di Linterno di Francesco Petrarca, magari...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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La mappa con le aziende agricole, i GAS, i punti di distribuzione e di vendita diretta dei prodotti agricoli della campagna milanese . Se siete un produttore, un distributore, o fate parte di un gas e non siete...
avatar Corrado Angione 11 anni fa
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Da Venerdì 21 a domenica 23 Settembre 2012 Milano festeggerà la fine dell'estate con tre giorni dedicati alla scoperta delle cascine ; un patrimonio di luoghi, pratiche ed energie di estremo valore che è...