Con una proposta di Piano urbanistico (il PGT) che prefigura importantissime trasformazioni (e tanto cemento!) della città senza peraltro dirci cosa si costruirà, quali servizi verranno realizzati e quali funzioni verranno a calare nelle diverse zone di Milano, propongo che Milano aggiorni, se necessario, il suo Statuto e soprattutto si doti di un regolamento che preveda espressamente che piani e progetti di una certa dimensione e che possono cambiare il paesaggio urbano e la qualità della vita di interi quartieri, siano discussi e valutati da forum civici (in rete e nel territorio) e che l'esito di tali percorsi partecipativi sia necessariamente richiamato nei provvedimenti che le Amministrazioni competenti (il comune innanzitutto) saranno chiamati ad assumere per approvare l'intervento in questione. In particolare il processo di partecipazione, che dovrà essere serio e non episodico, dovrà permettere ai cittadini di dire la loro sui servizi di quartiere (verde, istruzione, spazi pubblici..) , la sostenibilità ambientale, il paesaggio urbano che deriverà dall'intervento proposto ed essere messi nelle condizioni di poter richiedere varianti in base alle esigenze e alle istanze condivise nel percorso di partecipazione.

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