Da quanto è stata aperta al pubblico la M1, nel lontano 1964, Milano, con una mentalità provincialotta, si è convinta che una città moderna deve avere solo metrò e poco o nulla in superficie, tantomeno tram. Fortunatamente, siamo così lenti nel decidere e nel fare, che questa mentalità trasversale non é riuscita ad affermarsi, malgrado ondate di menzogne che prima fecero sparire la maggior parte delle line filoviarie e poi ridussero oltremisura la rete tranviaria cittadina. Con mia grande delusione, anche questa amministrazione ha ripreso questa errata filosofia, senza accorgersi che in tutto il mondo si é tornati a costruire tranvie in grande stile, Parigi inclusa. Mi auguro dunque che i nuovi amministratori invertano il concetto sbandierato sinora "i tram ostacolano le auto" e riprendano l'espansione della rete, aumentando anche i binari  in centro, perché la loro esasperata riduzione ha creato alcune strozzature, come quella di via Orefici, che é stata usata per dare all'incolpevole tram la colpa degli ingorghi.

Occorre dunque capire che a Milano abbiamo già 6 linee del metrò; che anche l'utente del metrò deve poi spostarsi nel tessuto urbano (che facciamo: ingorghiamo la città di taxi come a New York?); che i flussi maggiori di utenza devono essere gerarchicamente movimentati da Metrò, tram, filobus e bus, ossia primariamente da mezzi infrastrutturati. Che le infrastrutture vanno sfruttate al meglio (quindi riutilizzare i numerosi binari abbandonati); che i tracciati delle linee vanno studiati in modo da servire il pubblico ma anche per evitare che le linee di bus sottraggano utenza alle linee più infrastrutturate; che ogni linea di metrò deve avere un tracciato ridondato da porzioni di linee di superficie, utili in caso di blocco della sotterranea; che le corsie preferenziali, per essere tali, devono essere parte solo al TPL ed ai mezzi di emergenza, devono essere prive di frequenti interruzioni, devono avere semafori asseviti. Allora i tram (e gli altri mezzi pubblici) circoleranno velocemente e si capirà ancora di più che un jumbo occupa dinamicamente meno spazio di due bus e, con un solo operatore, porta più persone.

Il tram, o meglio, le ventotto, é anche il simbolo di Milano; le ventotto DEVONO restare in servizio fino al 2028 il centenario, ma solo su una/due linee, come richiamo turistico (e richiamano, ve l'assicuro, anche a S.Francisco), non su numerose linee come oggi: perché seppur graziose, seppur ai loro tempi estremamente innovative, oggi rappresentano il passato del tram, con un certo numero di difetti (altezza del pianale, rumorosità, capacità).

In sostanza, auspico che l'amministrazione entrante affidi la mobilità milanese a qualcuno esperto ed informato.

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