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<title><![CDATA[PM10, PM2,5 Milano chiede di respirare meglio, quali provvedimenti?]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003]]></link>
<description><![CDATA[Egregio Assessore Maran,
Sarebbe opportuno aprire un brainstorming che abbracci proposte da/per tutta la città. Premetto che qui volutamente non si parla di "riscaldamento" delle case che merita un trattamento a sè, ed è cosa assai rilevante da non trascurare, parliamo ora solamente del traffico, un capitolo importante.
Una misura che va presa a prescindere da qualsiasi altro più dettagliato piano di città e/o area vasta, è quella di ridurre la velocità a 90 km/h nella lunga tratta urbana della A7 Milano-Genova via del Mare a partire dalla Tangenziale Ovest (Assago).
Il traffico persistente di auto che sfrecciano costantemente anche a 150 km/h per tutta la giornata, con emissioni sproporzionate, impone una rivisitazione dei limiti di velocità come anzidetto e la posa contestuale di telecamere fisse in almeno 3 punti, o addirittura del sistema Tutor: proprio dalle finestre del Comando locale di Polizia Stradale  è possibile godere lo spettacolo indegno di reiterate infrazioni al codice della strada di migliaia di automobilisti in transito ogni giorno, relativamente al superamento continuo dei limiti di velocità attuali peraltro più elevati degli auspicabili 90 km/h.
Il volume di inquinamento da PM10 e PM2,5 (polveri sottili) e degli altri inquinanti che si insinua in città da questa arteria, a causa della velocità eccessiva in un numero abnorme di automezzi, è impressionante ed è un problema grave di igiene e pubblica incolumità a cui va posto rimedio, senza considerare il rumore di fondo di motori e il rotolamento delle gomme divenuto negli anni insopportabile (che meriterebbe altri interventi di architettura verde, il completamento terrapieno alberato fino alla Cascina  Cantalupa) e l'apposizione a lato e al centro di barriere fonoassorbenti per una altezza sufficiente ad essere efficaci, non meno di 4/6 metri a seconda della tratta coinvolta.Da LA REPUBBLICA web: http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/07/17/news/niente_diesel_o_blocchi_allungati_gi_si_litiga_sulle_misure_antismog-39174871/ Niente diesel o blocchi allungati?Già si litiga sulle misure antismogRegione, Provincia e Comune sono divisi sui provvedimenti da adottare contro il Pm10E Legambiente: "Sarebbe più utile, nei periodi critici, il limite dei 90 all’ora in autostrada"di ALESSIA GALLIONE
Sembrano ancora lontane le rigide giornate invernali passate a fare la conta della sequenza di sforamenti del Pm10. Eppure, lo smog ha già fatto irruzione nel dibattito di mezza estate. E sulle ricette per non ritrovarsi a fronteggiare l’ennesima emergenza, si viaggia già in ordine sparso. Dalla Regione che propone blocchi allungati o la messa al bando dei diesel Euro 3; al Comune che preferirebbe azioni mirate sui mezzi pesanti; fino agli ambientalisti che rilanciano i controlli.È già aperto il dibattito sul prossimo autunno dei veleni. E, sulle ricette per cercare almeno di scalfire la solita cappa di smog che sovrasta Milano e la Regione, si prepara già lo scontro. Perché al “Tavolo aria” a cui il Pirellone ha convocato Comuni, Province, associazioni ambientaliste e categorie economiche, l’assessore all’Ambiente, Marcello Raimondi, ha alzato la posta. Mettendo sul piatto divieti più severi. Con una premessa: «Saranno attuati se saranno condivisi da tutti i soggetti, più di 2mila, che nei prossimi mesi vogliamo incontrare prima di redigere il nuovo Piano regionale sulla qualità dell’aria», dice. Una condivisione che, per ora, non c’è.La prima proposta, quella che più concretamente potrebbe essere adottata già dal prossimo autunno, è l’allungamento a tutto il giorno dello stop ai veicoli (gli Euro 0 benzina e gli Euro 0,1,2 diesel) che oggi sono bloccati per sei mesi e per dodici ore. Ma c’è anche un’ipotesi più audace e destinata a far più discutere, ma che difficilmente potrà scattare nell’immediato visto che coinvolgerebbe 676mila auto che, contando anche veicoli commerciali e bus, fanno arrivare a quasi un milione di motori in Lombardia: la messa al bando — «graduale» è però la precisazione — degli Euro 3 diesel.È questa la nuova frontiera della lotta allo smog, quella che — dicono gli esperti — è responsabile da sola dell’11 per cento del Pm10 da traffico. I diesel Euro 3 — a eccezione di quelli per i residenti — sono già stati bloccati ai varchi di Area C e, durante l’ultima emergenza inquinamento, eccezionalmente, anche nei Comuni della provincia che hanno aderito a uno speciale protocollo. Ma quest’ultimo, appunto, era una sorta di sottoscrizione volontaria. Il potere di mettere divieti è in mano al Pirellone e se si andasse davvero verso questo orizzonte sarebbe una svolta decisa. Eppure, lo stesso Raimondi non pone un traguardo immediato. Non nel 2012, insomma: «Non è subito in agenda, ma è giusto iniziare a porsi il problema di condividere una data oltre cui questi veicoli non possano più circolare», sostiene l’assessore. Che però dice «di aver trovato molti soggetti preoccupati per la situazione economica». A partire dai rappresentanti di Confcommercio Lombardia che lo hanno giudicato un provvedimento «che arrecherebbe ulteriori gravi danni alle imprese».Per ora non c’è alcuna decisione. Ma il Tavolo, che dovrà affrontare aspetti più ampi compresi il riscaldamento e gli incentivi, è aperto. “Stati generali”, li chiamano in Regione. Sui diesel Euro 3, l’assessore comunale alla Mobilità, Pierfrancesco Maran, si toglie un sassolino: «Sono le proposte che abbiamo fatto lo scorso anno. È un anno che andiamo in questa direzione, prima con Area C poi con il protocollo firmato con la Provincia che, ricordo, vide la Regione contraria». Eppure, per Maran «sarebbe irrealistico pensare a un blocco strutturale». Al limite, è la proposta, lo stop si può fare «nei momenti di emergenza». Un’idea condivisa dalla sua omologa in Provincia, l’assessore Cristina Stancari: «Il nostro protocollo sarebbe un buon compromesso: è un metodo già testato dai sindaci che hanno aderito e ha avuto benefici. In ogni caso dobbiamo pensare sempre più a provvedimenti strutturali».Per Palazzo Marino, però, la soluzione è un’altra: «Invece di intervenire sulle auto private potremmo concentrarci sui veicoli come i tir: il 35 per cento è ancora Euro 0», lancia Maran. E, per facilitare i controlli, potrebbe essere creato un adesivo in modo che sia più facile riconoscere i trasgressori. A proposito delle verifiche del rispetto dei divieti attuali, per un altro rappresentante del Tavolo come il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine, è da lì che bisogna partire: «Altrimenti qualsiasi provvedimento è inutile». Anche lui ha la sua linea. Ancora una volta diversa: «La priorità vera è decongestionare le infrastrutture stradali, puntare sul trasporto pubblico». E i diesel Euro 3? «Sarebbe più utile, nei periodi critici, il limite dei 90 all’ora in autostrada, ma la Regione dice no».(17 luglio 2012)]]></description>
<ttl>60</ttl>
<image><title>partecipaMi</title>
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<link>https://www.partecipami.it</link>
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<item><title><![CDATA[Tutto il settore pubblico dia l'esempio: via tutte...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_13565]]></link>
<description><![CDATA[Tutto il settore pubblico dia l'esempio: via tutte le auto pubbliche a partire da quelle della giunta.
Certo per l'inquinamento fanno poco, ma per l'esempio fanno molto.
Se i mezzi pubblici sono sufficienti per i cittadini, lo sono certamente per i politici.]]></description>
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<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 16:15:10 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Una densità abitativa maggiore dovrebbe comportar...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_13517]]></link>
<description><![CDATA[Una densità abitativa maggiore dovrebbe comportare un minor spazio per i parcheggi e dunque un minor numero di auto per abitante, Milano invece è l'opposto delle altre città.
I mezzi di Milano sono insufficienti è vero, ma bisogna anche mettere in conto che i mezzi pubblici di Milano costano poco! Per esempio il settimanale dei tanto efficienti mezzi di Londra <a href="http://www.tfl.gov.uk/tickets/14416.aspx" target="_blank">costa 29,20 sterline</a> (circa 36,15 €), e il settimanale a Berlino <a href="http://www.berlin.de/international/berlin_a-z/traffico_locale/index.it.php" target="_blank">costa 26,20 €</a>! Da noi con 30 euro viaggi per un mese intero (4,5 settimane!).
Nonostante questo tutti si sono arrabbiati <a href="/infodiscs/view/2502" target="_blank">quando Pisapia ha aumentato il biglietto ad 1,50 €</a>, eppure ha anche messo la linea notturna il week-end e fra qualche anno avremmo due linee metropolitane in più, insomma se aumenti i servizi devi aumentare anche i costi.
PS: non è del tutto vero però quello che dico: a Milano c'è un'altissima evasione del biglietto che dovrebbe essere superata sostituendo i mezzi pubblici vecchi con degli autobus o dei tram che contengono il tornello all'entrata.]]></description>
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<pubDate>Wed, 28 Nov 2012 01:19:25 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Milano ha una densita' abitativa ben maggiore, i m...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_13495]]></link>
<description><![CDATA[Milano ha una densita' abitativa ben maggiore, i mezzi di trasporto sono insufficienti, la tipologia urbanistica differente.]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 07:38:39 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Esatto, infatti in Olanda e in Germania dove nelle...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_13489]]></link>
<description><![CDATA[Esatto, infatti in Olanda e in Germania dove nelle città si circola in bici sono molto più poveri ed arretrati di noi Italiani, mi dicono che vivono nelle caverne............]]></description>
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<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 18:41:39 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Senza auto torneremo nelle caverne... come stanno ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_12653]]></link>
<description><![CDATA[Senza auto torneremo nelle caverne... come stanno facendo tutti gli altri paesi dell'Europa.
Faccio notare che Milano è fra le città europee con il maggior numero di auto per abitanti (<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_ottobre_9/milano-piano-antitraffico-2112168746867.shtml" target="_blank">vedi articolo corriere</a>), ovviamente tutte quelle città che hanno poche auto sono in crisi più di noi e gli abitanti vivono tutti nelle caverne.]]></description>
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<pubDate>Fri, 12 Oct 2012 14:29:14 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[da parte mia nessuna utopia, ma una chiara determi...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_12621]]></link>
<description><![CDATA[da parte mia nessuna utopia, ma una chiara determinazione dei fattori inquinanti, proprio per verificare se la chisuara al traffico abbia la massima incidenza sull'inquinamento o meno e quale sia il taffico veramente inquinante.
Se guardi l'elenco dei fattori inquinanti, da me consociuti, ti accorgi che il traffico privato, numericamente, è solo una piccola parte.]]></description>
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<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 11:44:27 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Quanta utopia, in auto si lavora, rallentare il la...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_12612]]></link>
<description><![CDATA[Quanta utopia, in auto si lavora, rallentare il lavoro ci impoverisce, meno pil meno lavoro per tutti, continuate cosi', torneremo nelle caverne.]]></description>
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<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 07:34:26 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Io ho letto velocemente tutti gli interventi relat...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_12585]]></link>
<description><![CDATA[Io ho letto velocemente tutti gli interventi relativi ad inquinamento e proposte e ho qui visto due metodi di approccio distinti:
<ol style="text-align: justify;">
<li>facciamo subito in base a quello che sappiamo</li>
<li>facciamo un piano mobilità</li>
</ol>
Io sono per un approccio metodologico, anche se a breve più lento, per potere capire di più, agire mirati, spendere meno o meglio.
La prima domanda è:
<span style="font-size: medium;">che cosa genera l'inquinamento:</span>
<ol style="text-align: justify;">
<li>riscaldamento edifici statali</li>
<li>riscaldamento edifici regionali</li>
<li>riscaldamento edifici provinciali</li>
<li>riscaldamento edifici comunali</li>
<li>riscaldamento edifici di enti pubblici vari</li>
<li>impianti di condizionamento (vedi sopra)</li>
<li>traffico pubblico civile</li>
<li>traffico pubblico militare</li>
<li>traffico privato pesante</li>
<li>traffico privato medio-leggero</li>
<li>aeroporti pubblici e privati</li>
<li>eventi civili di manifestazioni ed in ogni caso di concentrazione di persone</li>
<li>eventi atmosferici, effetto serra o similari o nebbie o altri fenomeni atmosferici bloccanti l'evaporazione</li>
<li>ecc.</li>
</ol>
<span style="font-size: medium;">riscaldamento edifici:</span>
<ol style="text-align: justify;">
<li>quali norme deve rispettare il riscaldamento</li>
<li>quali enti pubblici ad ogni livello sono coinvolti</li>
<li>chi rispetta le norme</li>
<li>chi non rispetta le norme</li>
<li>azioni in tutte le direzioni sopra elencate per fare rispettare le norme (disponibilità finanziaria, piano di rientro, ecc)</li>
</ol>
<span style="font-size: medium;">traffico autoveicoli o assimilati</span>
<ol style="text-align: justify;">
<li>quali norme deve rispettare il traffico (emissioni, ecc.)</li>
<li>quali enti pubblici ad ogni livello sono coinvolti</li>
<li>chi rispetta le norme</li>
<li>chi non rispetta le norme</li>
<li>azioni in tutte le direzioni sopra elencate per fare rispettare le norme (disponibilità finanziaria, piano di rientro, ecc)</li>
</ol>
<span style="font-size: medium;">aeroporti pubblici e privati</span>
<ol style="text-align: justify;">
<li>quali norme deve rispettare il traffico (emissioni, ecc.)</li>
<li>quali enti pubblici ad ogni livello sono coinvolti</li>
<li>chi rispetta le norme</li>
<li>chi non rispetta le norme</li>
<li>azioni in tutte le direzioni sopra elencate per fare rispettare le norme (disponibilità finanziaria, piano di rientro, ecc)</li>
</ol>
<span style="font-size: medium;">eventi atmosferici</span>
<ol style="text-align: justify;">
<li>quali sono gli eventi che sensibilizzano l'inquinamento</li>
<li>come prevederli</li>
<li>come intervenire sull'inquinamento in base gli stessi</li>
</ol>
<span style="font-size: medium;">eventi civili di manifestazioni ed in ogni caso di concentrazione di persone</span>
<ol style="text-align: justify;">
<li>quando ci sono (partite di calcio, scioperi, manifestazioni, ecc,)</li>
<li>chi le organizza</li>
<li>chi misura la concentrazione di attività e mezzi inquinanti</li>
<li>come fare a distribuirli, riorganizzarli, ecc.</li>
</ol>
Come si vede dall'esempio sopra riportato, l'argomento può essere diviso in vari argomenti affrontabili in parallelo.
Tanti dati come sul riscaldamento sono rilevati per legge da appositi enti, idem per il trasporto
Bisogna fare tante commissione di tecnici, con personale già esitente, da coordinare per creare una banca dati unica dove mettere le informazioni per il progetto di riduzione inquinamento, consultando ora gli approcci internazionali.
Il mio intendimento e non avere approcci diversi e ispirati da pressioni affettivo politiche, ma un approccio unico che serva a totalizzare in modo previsionale l'inquinamento previsto.
Il mio pensiero sottintende un largo campo di evasione delle norme proprio nel pubblico, del tipo del predicatore che predioca bene e razzoli male e faccio degli esempi:
<ol style="text-align: justify;">
<li>quanto inquina una caldaia a carbone, a nafta, a gasolio di un ente pubblico ??</li>
<li>quanto inquina un camion CP, CM dell'esercito italiano che circoli per la città ??</li>
<li>quanti sono mediamente gli autoveicoli circolanti e quanti sono a norma (si possono incrociare i dati in automatico per quelli della città, si possono stimare quelli provenienti dall'esterno)</li>
<li>quanto inquina l'aeroporto di Linate</li>
<li>quanto inquinano le auto blu e se è possibile sostituirle con i mezzi pubblici</li>
<li>quanto inquinano tutte le auto che hanno autoirzzazioni all'ingresso in città</li>
</ol>
e poi dal punto di vista numerico
<ol style="text-align: justify;">
<li>quanti mezzi entrano in città</li>
<li>quanti mezzi escono dalla città e poi rientrano</li>
<li>quali sono i mezzi di comunicazione a disposizione della città e dove e come si interscambiano</li>
<li>quali sono i volumi di passeggeri dei diversi mezzi pubblici</li>
</ol>
Sicuramente questo entrerà nel piano della mobilità, ma non solo, qui stiamo parlando di un piano globale antinquinamento.
Raccogliamo metodologicamente i dati e creiamo una banca dati, poi troviamo da questa spunto per le soluzioni.
A mio giudizio non serve ora bloccare una strada o un auto, non sapendo i riflessi sul circostante (domanda fatta all'assesore D'Alfonso durante la <a href="/infodiscs/view/6728" target="_blank">presentazione dell'area C in zona 8</a>, che non ha ancora ricevuto risposta), ma sicuramente serve forzare la messa a norma di impianti e mezzi, a spron battuto.
Caldamente consiglierei di introdurre cittadini non impegnati in ogni commissione in modo da aver un apporto gratis da parte della cittadinanza che si sente corresponsabilizzata del problema.
Il tutto va gestito da un team di progetto fatto da esperti di progetto non da burocrati e basta e dove la presenza politica non sia operativa ma di indirizzo.
Il team prepara un piano di progetto che viene pubblicato sul sito del comune dove ad ogni attività c'è una relazione finale e/o di stato avanzamento che spieghi cosa e come si stia facendo e quanto stia effettivamente costando (attività, risorse, costi e tempi).
Il progetto deve essere messo a budget.]]></description>
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<pubDate>Mon, 08 Oct 2012 17:12:46 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Condivido in questo caso perfino le virgole.
Aggi...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_11084]]></link>
<description><![CDATA[Condivido in questo caso perfino le virgole.
Aggiungo un aggettivo: stiamo ovviamente parlando del Piano Urbano della Mobilità <strong>*Sostenibile*</strong>, giacché è precisamente di questo che Milano (in verità, l'intera area metropolitana) ha assoluto e urgente bisogno. E non è possibile rinviare ancora a lungo.]]></description>
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<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 18:07:47 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Mi dispiace ma non condivido l'indirizzo della tua...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_11050]]></link>
<description><![CDATA[Mi dispiace ma non condivido l'indirizzo della tua (sua se preferisce il "Lei") proposta. O meglio condivido tutti e 6 i punti, condivido il fatto che bisogna fare alla svelta e non perdersi in chiacchiere, non condivido però il "fare" e subito con risultati nel breve e medio termine.
Come ho già scritto nel <a href="/infodiscs/view/11003#body_11029" target="_blank">mio ultimo intervento</a>, le precedenti giunte hanno ragionato in questo modo, combinando tanti pasticci perché hanno ragionato solo a livello locale (quartiere, via) e non tenedo conto che tutti gli interventi vanno fatti tenendo conto dell'intera città.
Prima bisogna capire quali sono i quartieri (le vie) di Milano più adatti alla pedonalizzazione, alle ciclabili, quali sono adatti alle strisce gialle e quali alle automobili, il tutto con cartina e puntine in mano. Per far ciò non serve tanto tempo, bisogna chiamare ovviamente degli esperti che se ne intendano, mettersi di buona volontà e cercare nel futuro di rispettare il più possibile le decisioni prese.
Dopo si può agire con le piste ciclabili, le zone pedonali, ecc. Altrimenti si finisce per spendere soldi in cose inutili che creano solo altri problemi (ripeto ancora l'inutile tratta Testi-Zara fatta sia dal tram 31 che dalla metrò 5, una metrò 4 di dubbia utilità, piste ciclabili inutili fatte in fretta e furia negli ultimi 6 mesi di giunta).
Ovviamente io mi aspetto un serio piano per la mobilità entro gli inizi del 2013, perché poi mancheranno solo 3 anni per realizzare i vari interventi (nel 2016 ci sono le elezioni).]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 21:37:44 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Al di là delle belle chiose che conosciamo, occor...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_11047]]></link>
<description><![CDATA[Al di là delle belle chiose che conosciamo, occorre produrre in modo sintetico punti chiari di intervento, poche parole e significative, ricche di elementi risolutivi.
Ne accenno alcune:
1. individuare subito più aree da pedonalizzare completamente in centro e nei centri di periferia, attorno alle scuole ... etc., un piano quinquennale in forte progressione con impegno di realizzare;
2. strade con velocità a 30 km/h, piano quinquennale, idem;
3. più corsie bus/taxi protette (strisce gialle);
4. meno parcheggi in centro e riconversione a verde o allargamento marciapiede alberato (es. Corso Buenos Aires);
5. individuare la linea-7 del Metrò in prospettiva;
6. piste ciclabili in centro e nelle periferie in sede protetta (es. percorsi da/per le scuole);
...  continua.
Cose chiare, fattibili nel concreto pian piano con risorse più o meno limitate, facendo i conti con la realtà, non troppe discussioni sui massimi sistemi per poi non fare nulla.
Ricordiamoci sempre che siamo ancora all'anno zero, per questo non ci si può ingolfare con piani mastodontici, prima occorre fare un primo stadio e muoverci da questo terribile zero, poi gli spazi si apriranno a piani globali più impegnativi (e costosi).
Non serve produrre carte e belle idee, occorre "fare" e subito, serve concretezza e risultati godibili nel breve medio termine.]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 19:11:51 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Milano ha bisogno del Piano Urbano della Mobilità...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11003#body_11045]]></link>
<description><![CDATA[Milano ha bisogno del Piano Urbano della Mobilità. Non esiste un'unica misura risolutiva, ma un insieme di misure integrate che devono procedere secondo un piano coerente.
Viene prima il servizio bus by night o il bus by day nelle periferie? Prioritario dare la caccia ai contravventori della 90/91 o recuperare i mancati incassi della sosta a pagamento? Per ridurre smog e traffico è sufficiente Area C oppure è necessario sviluppare contestualmente altre misure in tutta l’area urbana? Sono più urgenti cinquanta nuove stazioni BikeMi o cinque grandi Ciclostazioni in corrispondenza dei principali snodi ferroviari urbani? Meglio trenta nuove “Zone 30″ o meglio trenta nuovi semafori intelligenti a servizio delle linee di trasporto pubblico?
Potremmo continuare all’infinito senza mai arrivare a una risposta definitiva, perchè a Milano serve tutto questo e molto altro ancora, senza che un provvedimento escluda l’altro. Si tratta semplicemente di indicare una gerarchia di priorità. Per farlo, è necessario disporre di una strategia di medio – lungo periodo con obiettivi precisi, modellati sulla base delle risorse disponibili (che, dopo l’entrata in vigore di Area C, non sono poche).
Tutto questo ha un nome preciso: si chiama Piano Urbano della Mobilità. L’ultimo redatto risale al 2001. Il PUM è, o almeno dovrebbe essere, non solo uno strumento funzionale all’Amministrazione per sviluppare una politica integrata della mobilità urbana. È, o dovrebbe essere, alla pari del Piano di Governo del Territorio una sorta di “patto civico” fra governo locale e cittadinanza, nel quale vengono indicati obiettivi precisi e misurabili per costruire un modello di città sostenibile.
Questo aiuta nella comunicazione dei provvedimenti da adottare e aiuta anche nell’assunzione di misure difficili, ma necessarie per risolvere i problemi reali. È un’alternativa un po’ più faticosa, me ne rendo conto, rispetto alla quick communication via social network, ma ne vale la pena. Perché se indico alla città obiettivi precisi di interesse generale ai quali punto, allora anche misure come l’aumento del biglietto del bus, l’avvio di Area C, i momentanei disagi legati alla necessità di modificare l’assetto delle strade e potenziare la rete e il servizio di trasporto pubblico, vengono accettati dai cittadini come sacrifici necessari per raggiungere il traguardo: cambiare e migliorare la città in cui viviamo. Diversamente ogni iniziativa, pure importante, rischia di essere strumentalizzata da chi in modo pregiudiziale si oppone a qualunque misura di cambiamento.
Prendiamo il caso dell’annunciato piano di creazione di nuove “Zone 30″ nella città. Le Zone 30 sono autentici indicatori di qualità e civiltà urbana: eppure si sono subito levate voci di opinionisti che paventano, con le Zone 30, la paralisi del traffico cittadino. Realizzare “Zone 30″ non significa piantare pali con nuovi limiti di velocità e mettere un vigile in agguato: significa modificare strutturalmente alcuni assi viabilistici pericolosi (disassamenti); gerarchizzare i canali di traffico; allontanare i flussi di attraversamento da zone residenziali e servizi di quartiere (in modo che anche il traffico privato di attraversamento scorra in modo più fluido); aumentare gli attraversamenti ciclopedonali protetti; estendere spazi e percorsi pedonalizzati; estendere la regolamentazione della sosta. Poi, alla fine, posso pure decidere di installare la nuova segnaletica, ma di fatto sono le modifiche strutturali dello spazio urbano che hanno di fatto “creato” la Zona 30.
Per realizzare Zone 30 come avviene nel resto d’Europa, non ci sono scorciatoie o furbizie: occorre sottrarre spazio fisico urbano alle auto. Se si decide di intraprendere questa strada – che richiede indubbiamente coraggio – è fondamentale avere uno strumento come il Piano urbano della Mobilità.
Un obiettivo del Piano potrebbe essere, ad esempio, programmare una serie di interventi finalizzati a liberare tre milioni di mq di suolo urbano attualmente occupati dalle auto per restituirli, in termini di vivibilità e salute, a pedoni – ciclisti – mobilità pubblica. Milano ha quasi 150.000 auto di troppo (parlo solo dei residenti), con un tasso di motorizzazione che non ha pari in Europa: 55 vetture ogni 100 abitanti (Parigi 25, Amsterdam 25, Berlino 29, Barcellona 38). Chi governa una città non decide i piani delle industrie automobilistiche; ma riorganizzando l’uso e l’accessibilità degli spazi urbani in modo diverso dal modello tradizionale (prima viene l’auto privata, poi – se avanza spazio – tutto il resto), incide concretamente sulle scelte di mobilità urbana da parte dei cittadini.
Enrico Fedrighini*
*Portavoce Comitato Promotore MilanoSiMuove
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<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 18:33:55 +0200</pubDate>
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<description><![CDATA[Per me, a parte i singoli interventi come quello proposto della riduzione della velocità dell'A7, è necessario pianificare realmente la mobilità della città.
Fino ad ora Milano non ha mai avuto un piano serio per la mobilità che guardasse il futuro. Tutti gli interventi sono stati fatti in base alle esigenze attuali (se lì ci sono  più macchine allarghiamo la strada, se lì manca il metrò facciamo il metrò, se lì c'è spazio facciamo la ciclabile) non si è mai fatto un piano per guardare al futuro.
Bisogna seriamente studiare tutte le priorità di ogni quartiere di milano e decidere quali vie sono adatte allo scorrimento veloce delle automobile e quali invece sono adatte ai mezzi alternativi. Insomma bisogna fare questo piano nella pratica, mappa della città in mano.
Bisogna inoltre definire <strong>precisamente</strong> punti di interscambio con le persone che vengono da fuori Milano, e potenziare i mezzi in tali punti, magari depotenziandoli in altri posti dove non sono necessari.
Un esempio di come le scorse amministrazioni hanno agito senza un serio piano di mobilità, può essere visto in viale Zara-Fulvio Testi. Si sono spesi un sacco di soldi per fare la nuovissima metrotramvia numero 31, che fa lo stesso identico percorso che qualche anno dopo avrebbe dovuto fare la più efficiente metro 5 ed ora (l'anno prossimo) ci ritroveremo con due linee (metrò e tram) che fanno la stessa identica tratta.
Si sono fatte in molti luoghi piste ciclabili senza alcun senso e da gente che non sa niente di ciclabilità, per esempio la pista ciclabile in via San Marco pavimentata con i ciottoli che non fanno altro che spingere i ciclisti ad andare sul più liscio marciapiede.
Il nuovo tunnel che passa sotto i grattacieli di Porta nuova con due corsie per senso di marcia (quando nel centro di Milano le auto sarebbero da rallentare) e nessuna pista ciclabile.
La priorità data alla metrò 4 al posto che una più utile metrò che percorra la circonvalazione della 90-91.
Questi sono solo alcuni degli esempi di errori che si commettono senza fare un serio piano di mobilità.]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 13:23:15 +0200</pubDate>
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