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<title><![CDATA[Ripensando al patto di stabilità ]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663]]></link>
<description><![CDATA[Ricevo e a mia volta suggerisco la lettura dell'articolo "Tre big per i trasporti di Torino", pubblicato su Il Sole 24 Ore di oggi, 31 agosto 2012. (non lo trovo disponibile sul sito de IlSole, è comunque disponibile qui
http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-159388558)Mi fermo sulle ultime righe riportate nella didascalia, proprio in fondo.Sto raccogliendo un po' le idee e mi sembra interessante poter ragionare e riflettere con contributi di altri.
Mi chiesi tante volte che cosa avrebbe potuto succedere alla Milano che non avesse voluto rispettare il patto di stabilità. Andare a dismettere una parte del patrimonio oppure decidere di non rispettare obiettivi di bilancio perlomeno discutibili?Me lo chiesi durante le discussioni e i Consigli di novembre, cercando di capire quale fosse la logica che guidava Torino, che andava in direzione diversa da quella scelta da noi milanesi...Oggi mi sembra che il caso di Torino presenti molto punti problematici.Non è finita bene, anzi, non sta finendo bene per nulla.Le restrizioni imposte dal rispetto del patto di stabilità sono vessatorie, ma decidere di non rispettarlo (come urlava qualcuno, come chiedeva qualcuno, come proponeva qualcuno) non ha portato - almeno a Torino... - risultati meravigliosi. Anzi, di fatto nuove dismissioni perché in un modo o nell'altro i conti bisogna che tornino.Altrimenti è tutto fermo.O sbaglio?Mi interessano (senza retorica, né polemica) eventuali commenti.
Anna]]></description>
<ttl>60</ttl>
<image><title>partecipaMi</title>
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<item><title><![CDATA[Privato, da privare, togliere...
Se in casa hai u...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_12667]]></link>
<description><![CDATA[Privato, da privare, togliere...
Se in casa hai un rubinetto che perde non dai all'idraulico l'autorizzazione ad usare il tuo bagno quando gli serve in cambio della riparazione.
Allo stesso modo, se un'azienda pubblica non funziona (e in questo caso la parola da usare non è rotta ma corrotta) va bene chiamare un professionista per rimetterla in sesto, è giusto pagarlo per il suo lavoro (se l'azienda risanata risparmia x questi saranno dati al professionista come compenso per un certo periodo), giusto però anche non pagarlo (o pagarlo poco) se fallisce.
Si potrebbe ipotizzare una legge per cui ogni cinque anni le aziende pubbliche sono affidate ad enti privati per un intero anno.
In questo anno il privato deve ristrutturarle in modo da renderle più redditizie eliminando gli sprechi.
Una percentuale dei soldi così risparmiati sarà il suo compenso nei successivi 4 anni, fintanto che i livelli di spesa rimarranno al di sotto di quelli precedenti al suo intervento.]]></description>
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<pubDate>Sat, 13 Oct 2012 00:03:47 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Direi che sei stata utilissima: prima però dobbia...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11975]]></link>
<description><![CDATA[Direi che sei stata utilissima: prima però dobbiamo fare un lavoro di analisi, non decidere di vendere.
Personale ce n'è a iosa, usiamolo per analizzare il bilancio sotto guida sistematica. Io sono convinto che un buon 30% siano cose inutili o spese clientelari.]]></description>
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<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 20:19:00 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Non voglio entrare nel merito del significato del ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11879]]></link>
<description><![CDATA[Non voglio entrare nel merito del significato del Debito Pubblico, ma portare l'attenzione sull'eterno binomio privato/pubblico.   Non credo, contrariamente a Bruno, che tutto il male venga dal privato. Anzi, sono convinto che se si stabiliscono regole precise e itereresti mirati i capitali privati possono diventare una linfa importantissima per il miglioramento e lo sviluppo dei servizi pubblici. Come dici tu, se un privato vuole fare soldi con attracco un servizio pubblico, significa che questo servizio è "attraente" economicamente oltre che utile al cittadino.  Facciamo partecipare in maniera minoritaria i privati e miglioriamo i nostri servizi!   Dove reperire altrimenti i fondi necessari per lo sviluppo? Nuove tasse (in tutte le loro forme)?]]></description>
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<pubDate>Mon, 10 Sep 2012 22:07:35 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[In questi casi si parla di "ricette" a richiamare ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11776]]></link>
<description><![CDATA[In questi casi si parla di "ricette" a richiamare l'esigenza che ci siano diversi elementi che interagiscono tra loro nella giusta misura per ottenere un risultato positivo.
Gli stessi ingredienti usati male possono creare un disastro.
Il patto di stabilità è un ingrediente imposto dallo stato, altri ingredienti sono imposti dai cittadini e dal territorio e da eventi internazionali, ecc...
Ovvio che questo ingrediente può essere compatibile o meno con gli altri, e anche quando la ricetta lo prevede può sempre essere usato bene o male, ovvero in misura sbagliata.
Detto questo passo alla mia ricetta economica personale:
Il primo ingrediente che non può mancare è l'equilibrio demografico: ogni area può ospitare un certo numero di abitanti, se si va oltre il limite non c'è ricchezza sufficiente per tutti, se si scende sotto una certa soglia non c'è abbastanza densità per sostenere un sistema di produzione di massa come quello delle grandi città.
Queste due soglie variano da territorio a territorio, da città e città, e sono influenzate anche dalle infrastrutture e dai territori vicini.
Una buona amministrazione come prima cosa dovrebbe individuare questi limiti, osservare se la situazione demografica è all'interno del suddetto intervallo, se non lo fosse operare in primis per riportare la situazione in equilibrio.
Se non c'è questo equilibrio demografico non esiste sistema economico in grado di garantire una ricchezza sufficiente a tutti.
Nel caso la città abbia i numeri giusti può prosperare.
Per prosperare servono due ingredienti importanti, un buon bilancio commerciale con le aree esterne e una produzione di ricchezza interna.
Deve essere quindi individuato un mercato interno di produzione e consumo: se i cittadini del comune acquistano mobili svedesi, cibo francese e mangiano in ristoranti cinesi i loro soldi escono fisicamente dal comune. Per mantenere l'equilibrio queste persone devono lavorare per aziende che esportano in svezia, francia e cina.
La protezione del bilancio commerciale è fondamentale e va protetta se necessario.
Per mantenere l'equilibrio si può agire limitando la presenza di aziende "estere" incentivando quelle interne. Questo va contro l'attuale idea di mercato libero e sta facendo danni in ogni ordine e grado di livello.
Ogni mercato locale andrebbe protetto, ma si fa l'opposto incensando gli investimenti esteri come manna dal cielo.
La produzione di ricchezza è l'altro parametro che si lega al mercato: non avendo materie prime la nostra ricchezza sono i cittadini e il loro lavoro.
Se importiamo legno e col lavoro lo trasformiamo in sedie che poi esportiamo con un ricavo significa che dopo aver importato 100 legno e esportato 100 sedie in città sono rimaste N sedie, una ricchezza che ha elevato la qualità di vita dei cittadini; e così per ogni altra cosa prodotta o trasformata.
E' l'unica strada percorribile per il benessere.
Quindi una città sana produce, non burocrazia, non scartoffie... produce beni e servizi tipici di una vita ad alto tenore.
Continuiamo coi beni pubblici e le attività pubbliche.
Tutti i beni e le attività di interesse comune devono essere pubbliche, non è ammissibile che qualcuno lucri su un servizio utile o addirittura indispensabile alla comunità.
Se qualcuno compra un'azienda pubblica è perché pensa di poterci fare soldi, allora quell'azienda va valorizzata dal gestore pubblico.
I soldi esistono per creare ricchezza attraverso il lavoro, sono nati per quello, e il debito pubblico è l'investimento che chi governa fa per farci lavorare.
Azzerare il debito pubblico equivale ad uccidere il mercato del lavoro.
Il dramma del patto di stabilità è che non risolve i problemi strutturali.
Io potrei dire anche domani come fare a risanare i conti pubblici del comune, dell'Italia e dell'Europa ma sarebbe necessario cambiare radicalmente il sistema economico e alcune regole che ci hanno insegnato essere le uniche giuste ma non è così.]]></description>
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<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 22:44:28 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Personalmente trovo che il rispetto del patto di s...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11753]]></link>
<description><![CDATA[Personalmente trovo che il rispetto del patto di stabilità, anche se estremamente faticoso nel senso più lato del termine, sia un atto dovuto verso i cittadini, quantomeno per l'intento che questo procedimento ha il coraggio di manifestare.
Posso capire che, politicamente, sia un intralcio per la visibilità della Giunta attuale e che parecchi avrebbero desiderato che un tale obbligo cadesse sulle spalle delle Giunte precedenti, ma secondo dati recenti Milano è la città con il più alto debito procapite d'Italia (ho paura di andare a cercare i dati europei). Una città sana, con un'economia sana non può permettersi di crescere con un debito pubblico di quasi 4 miliardi di Euro.
Ma queste sono considerazioni personali, probabilmente il tema meriterebbe una discussione molto più approfondita.
Come dici tu, Anna, Torino ha fatto la furba percorrendo una strada alternativa al patto di stabilità. Un percorso che in tempi di crisi, politicamente,  è forse più "spendibile" di un taglio di budget senza precedenti. Questo articolo però mette in mostra, da un lato, la fragilità della scelta intrapresa da Torino (ora si ritrova a dover far cassa vendendo parti importanti di società pubbliche) e, dall'altra, mette ancor più in evidenza la necessità di contenere le spese e sanare i bilanci.
La privatizzazione è, a mio avviso, una delle strade ma operata in modo selvaggio può avere a lungo termine delle controindicazioni notevoli. Quali saranno le regole imposte dai nuovi azionisti privati? Quali saranno gli obiettivi di guadagno e cosa gli investitori sono disposti a sacrificare pur di arrivarci? Di privatizzazioni assassine in Italia ce ne intendiamo..
Ciononostante, trovo che sia un procedimento che debba essere tenuto in considerazione. Concettualmente trovo interessante la coesistenza di pubblico e privato nelle società che forniscono servizi d'utilità pubblica. Una parte, quella privata, piena di energia e necessità di profitto, dall'altra, quella pubblica, con ben chiari in mente gli obiettivi da raggiungere e la qualità dei servizi da proporre. Mentre uno spinge con forza con nuove idee e capitali, l'altra dovrebbe guidarne gli sforzi nella direzione del bene comune.
La mia conclusione è si al patto di stabilità, ma si anche alla partecipazione minoritaria di società pubbliche da parte di soggetti privati. Utilizziamo il capitale privato per "mettere in moto la macchina" e utilizziamo il Comune per guidarla nella direzione giusta.<br /><br /><img src="http://www.partecipami.it/infodiscs/getfile/3071" alt="http://www.partecipami.it/infodiscs/getfile/3071" />]]></description>
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<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 09:32:33 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Non è facile rispondere.
Apprezzo la richiesta d...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11748]]></link>
<description><![CDATA[Non è facile rispondere.
Apprezzo la richiesta di confronto, ma.... è arduo, senza scrivere un trattato, estrapolare dal proprio pensiero stralci che rimangano frasi coerenti e sensate.
Iniziamo:
A) Non dimentichiamoci l'aria nuova che Milano desidera.  C'è ancora voglia di rinnovamento. Le persone apprezzano chi rompe con le vecchie logiche del passato. Basta pensare al compiacimento che tutti hanno provato leggendo quanto Hollande ha scritto agli interessati per motivare l'eliminazione delle auto blu.
B) Risanare i conti Comunali temo sia la priorità e non solo per la necessità di fare cassa.
C) I milanesi si attendono risultati. La nuova giunta non può deludere le aspettative. In una situazione di crisi generale, sarebbe estremamente importante poter continuare a credere al sogno Pisapia. Osate! Ma osate coinvolgendo l'opinione pubblica, spiegando il piano che intendete attuare. Comunicate il disegno. Non azioni slegate, ma un piano composito e sinergico di risanamento e crescita.
Ciò detto, preciso che personalmente ritengo una smacco dover svendere pezzi delle proprietà collettive per sanare gli errori e le aberrazioni di bilancio. Ma non credo che ci sia amministratore responsabile che venda il patrimonio a cuor leggero. Specialmente se le responsabilità non sono imputabili alla propria giunta. E' una disfatta, per tutti.
Se si deve arrivare a tanto, come cittadina vorrei poter constatare che non si distruggano delle ricchezze collettive per mettere una pezza, ma che si stia costruendo il futuro della città.
Un'amputazione di beni non fine a se stessa, dunque, ma necessaria per realizzare un progetto di ripresa più ampia del "bene collettivo", che le persone possano comprendere, condividere e desiderare.
Mi rincresce. Non credo di essere stata di grande aiuto. Mi rendo conto di avere un approccio di mediazione, comunicazione e compromissorio. Non può essere diversamente se si presume un clima di collaborazione faticosa, dolorosa che ci accomuni nella ricerca di un bene comune.
Sono certa che deciderà per il meglio.]]></description>
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<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 23:18:31 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[La relazione è questa:

patto di stabilità
re...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11739]]></link>
<description><![CDATA[La relazione è questa:
<ol style="text-align: justify;">
<li>patto di stabilità</li>
<li>revisione della spesa</li>
</ol>
quindi analisi ABC della spesa divisa per:
<ul style="text-align: justify;">
<li>investimenti </li>
<li>costi</li>
</ul>
proprosta di tagli/controlli sul budget di spesa (per gli investimenti potrebbero esserci anche degli aumenti)
<ul style="text-align: justify;">
<li>individuazione dei punti critici/dei punti modificabili</li>
<li>insieme delle proposte di modifica</li>
</ul>
Poi, non citato
analisi delle proposte contro leggi, regolamenti, necessità, filosofie ed altro
<ol style="text-align: justify;">
<li>sintesi</li>
<li>pianificazione dei tagli spesa</li>
<li>pianificazione degli interventi di modifica per taglaire la spesa</li>
</ol>
 
Conclusione:
<ol style="text-align: justify;">
<li>niente chiacchiere,</li>
<li>niente riunioni, seminari, ecc</li>
<li>prima proposta ragionata e pesata minimamente</li>
<li>poi discussione come si vuole sulle cose fattibili a breve, medio e lungo termine</li>
</ol>
Penso che il tempo delle chiacchiere sia finito: ogni comune deve conoscere bene
<ol style="text-align: justify;">
<li>come è fatta la propria spesa</li>
<li>dove sta il grasso che cola</li>
<li>dove sono i punti critici</li>
</ol>
L'esame deve essere alla portata anche dei vari gruppi politici che senza soverchi intermediari devono poter leggere i bilanci a livello europeo.
Sappiamo quanto stiamo spendendo e dove, indipendentemente dai capitoli di spesa ??
A me tutte le chiacchiere su Torino non interessano. Prima vediamo dove risparmiare poi eventualmente dove vendere: il buon padre di famiglia.]]></description>
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<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 18:41:03 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Caro Roberto,ho approvato il tuo commento, ma non ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11726]]></link>
<description><![CDATA[Caro Roberto,<br />ho approvato il tuo commento, ma non credo d'aver capito la relazione che c'e' con il post di Anna Scavuzzo, mi/ci aiuti a capire esplicitandola?<br /><br />Grazie!<br /><br />Oliverio]]></description>
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<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 10:39:38 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Se non ho capito male, questo è un lavoro di simu...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/11663#body_11721]]></link>
<description><![CDATA[Se non ho capito male, questo è un lavoro di simulazione.
<br />Per me l'approccio operativo deve essere il seguente:
dividi gli investimenti dalle spese
ordina gli investimenti in logica ABC per importo investimento e durata investimento
ordina le spese in logica ABC per importo della spesa
attribuisci un peso ad ogni investimento e spesa ed una percentuale di riduzione (una o più a seconda della raffinatezza della tua analisi) (oppure creati una tabella excel/access peso-% riduzione)
<br />ordina poi gli investimenti per percentuale di riduzione e ricalcola l'importo rimanente
ordina poi le spese per percentuale di riduzione e ricalcola l'importo rimanente
<br />poi quadra il totale riduzione ed il totale rimanente con il totale originale per gli investimenti
poi quadra il totale riduzione ed il totale rimanente con il totale originale per le spese
<br />se tu indicherai diversi coefficienti di riduzione e/o differenti pesi, potrai avere diversi approcci.
qual è il tuo problema reale ??
tu ti trovi con un bilancio per capitoli di spesa, non per conto di classificazione, quindi rischi di avere una suddivisione eccessiva per i tuoi dati.
Il lavoro va fatto o su una base access o su base excel.
Ti suggerisco di far scaricare tutti i budget (saldi) per periodo su uno di questi due supporti e poi di esaminare tutto per conto tuo.
Un informatico ti potrà rendere la vita più facile, ma, visto che sei un fisico, dovresti poterlo fare da solo.
E' ovvio che dovrai fare molte simulazioni ed excel dovrebbe avere dei buoni strumenti di goal -seeking e un reporting pluridimensioni.
Renditi autonoma da tutta la struttura comunale, che usi solo per ricerche mirate.]]></description>
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<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 00:01:21 +0200</pubDate>
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