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<title><![CDATA[Quando Milano fa primavera: lettera di un cittadino qualunque di area moderata.]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/1797]]></link>
<description><![CDATA[Gentili Signore ed Egregi Signori,
a voi che siete milanesi di nascita, residenti, domiciliati, pendolari o che semplicemente passate una parte importante del vostro tempo a Milano per lavoro o motivi professionali, a voi tutti chiedo di dedicarmi qualche minuto della vostra attenzione. 
Sono un normale cittadino di area moderata che non si è mai occupato attivamente di politica. Ho deciso di scrivere questa lettera perché non riesco più a subire passivamente la falsa democrazia in cui ci siamo ritrovati a vivere proprio a Milano, capitale economica del nostro Paese e sedicente metropoli europea, dove tutto si sta giocando sul piano virtuale di una comunicazione basata su false promesse, risultati fittizi, nemici inesistenti e paure costruite ad-hoc. Nel frattempo, l’amministrazione non è mai stata così lontana dai bisogni della città e dalle richieste di noi cittadini: non occorre andare a Barcellona, Berlino o Monaco di Baviera, basta andare a Torino per rendersene conto.
Proviamo a ritrovare fiducia nel concetto di democrazia europea: chi ha lavorato male per cinque anni, dimostrando concretamente di non essere all’altezza del compito che si è assunto, deve andare a casa. Chiunque di noi, se lavorasse male e senza soddisfare i bisogni dei propri clienti per un intero ciclo economico, sarebbe fuori dal mercato o perderebbe il proprio lavoro.
L’imperativo civile è CAMBIARE, non importa se per la destra o per la sinistra: nella vita reale le ideologie non esistono più. Dobbiamo andare TUTTI a votare per l’Avvocato Giuliano Pisapia, non affinché vinca una fazione politica, ma perché oggi quest’uomo è l’espressione della Grande Milano sana, intraprendente e onesta. Una città protesa al progresso e lungimirante, non per buonismo, ma per intelligente convenienza. E se non potete votare per Milano, vi esorto a fare tutto il possibile per sostenere questa sorprendente primavera.
Per chi è interessato, seguono alcuni esempi di malsana ipocrisia amministrativa di questi ultimi anni.
1) Meno tasse, SI’ ma IN COMPENSO i servizi di base sono molto peggiorati e il loro costo è salito esponenzialmente: nel mio bilancio familiare segno meno 350 euro di ICI per la prima casa e più 1020 euro per un pessimo servizio di refezione scolastica dei nostri due figli. Dicono che Milano Ristorazione fosse all’origine un progetto di eccellenza, ora i prodotti alimentari sono di qualità scadente e di dubbia provenienza, il cibo è in gran parte rifiutato dai bambini e finisce nella spazzatura: siamo alle azioni legali e alla diffida al T.A.R. da parte delle associazioni di genitori (http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_aprile_5/class-action-milano-ristorazione-190375493855.shtml).
 2) ECOPASS per risolvere i problemi del traffico: il progetto realizzato è costato una follia a noi cittadini (oltre 450 milioni di euro nei primi 3 anni di sperimentazione, dai dati di Palazzo Marino) e non ha portato alcun beneficio sostanziale. Ora cercano di comprarci, promettendo di abolirlo e vanificando completamente un’enorme investimento che andrebbe solo  gestito con intelligenza.
 3) Varato in fretta e furia il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) per “lo sviluppo sostenibile della città”: ospedali, parchi e aree meno edificate in genere possono vendere “diritti volumetrici” a quartieri e zone in qualunque parte del territorio comunale, per uno sviluppo edilizio totalmente incontrollato. In compenso, è nato il principio del “verde in verticale” di terrazzi e balconi, come se gli spazi di verde pubblico avessero, per il tessuto urbano, la stessa valenza e fruibilità di quelli verticali e privati.
4) “La sinistra vuole costruire una moschea a Milano”: questo progetto è previsto anche dal già citato PGT approvato dalla giunta Moratti, come riferito da Il Sole 24 Ore del 20/5/2011. Inoltre, a Milano vivono più di 50.000 cittadini di origine musulmana (Dossier Statistico Caritas Migrantes 2010): molti si ritrovano a pregare per le strade vicino a Viale Jenner. A voi il giudizio su che cosa sia più “sicuro” per la città. 
5) “Se la sinistra vince, Milano sarà meno sicura”: Milano non è più sicura perché si smantella qualche campo ROM (senza affrontare realmente il problema) o perché “non accetteremo nessuno dei 700 profughi del Nord Africa assegnati alla Lombardia”. Milano NON è sicura per l’aria che respiriamo, per il cibo che fanno mangiare ai nostri figli, per la mancanza – o peggio la fittizia presenza – di piste ciclabili, di frequenti mezzi pubblici nelle ore notturne, di luoghi di incontro culturale e d’integrazione. Una città in difesa è chiusa, provinciale, non diventerà mai una grande città.
Ci sarebbero molti altri esempi, a partire dal nulla-di-fatto per l’Expo dopo quasi due anni e mezzo dall’assegnazione, ma non voglio abusare oltre del vostro tempo. 
Dimostriamo a questo Paese che MILANO è capace di rinascere alla democrazia e di essere, ancora una volta, pioniera.
Grazie per l’attenzione 
Guido Cuzzocrea]]></description>
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<image><title>partecipaMi</title>
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