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<title><![CDATA[Lo scandalo dell'accoglienza con grande guadagno: indaghiamo anche a Milano?]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/25412]]></link>
<description><![CDATA[Sono da un paio d'anni contro questa invasione di clandestini pilotata dalle onlus e cooperative cattoliche e le coop di sinistra.
Ieri è scoppiato lo scandalo a Roma: finalmente la verità viene alla luce.
Sfruttamento di immigrati e Rom a spese del povero cittadino tartassato di tasse anche per questo.
Facciamo un'indagine anche a Milano ???
http://voxnews.info/...
Via il ministro Poletti, in odor di mafia, almeno odore per ora.
http://www.repubblica.it/...
Mafia Capitale, "il comune va azzerato". E il M5S chiede le dimissioni del ministro Poletti
Blitz dei grillini con in Campidoglio. Di Maio: "E' uno schifo". Di Battista: "Il prefetto deve agire di conseguenza
il commissariamento"
di CARMINE SAVIANO

http://www.lastampa.it/...
Mafia, appalti e tangenti: 37 arresti a Roma. Indagato Alemanno, in carcere anche ex Nar



Maxi-operazione di carabinieri e Finanza. Il ministro Alfano: «L’inchiesta è solida». A capo della cosca Massimo Carmianti, il “Nero” di “Romanzo criminale”. Sequestrati beni per 200 milioni di euro. Nei guai politici locali e consiglieri regionali







L’arresto di Massimo Carminati
 
02/12/2014




GRAZIA LONGO


ROMA
 
Un collaudato e redditizio patto di ferro tra mafia e politica a Roma, non a caso definito dagli inquirenti «Mafia capitale». L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è indagato per associazione mafiosa e, per lo stesso reato, in manette è finito, tra gli altri, l’ex terrorista nero Massimo Carminati, «il Nero» di Romanzo Criminale (personaggio di spicco nella banda della Magliana è accusato anche dell’omicidio Pecorelli) interpretato al cinema da Riccardo Scamarcio. Saltano subito all’occhio questi due nomi nella maxi operazione della Procura e dei carabinieri del Ros di Roma, con Massimo Carminati ritenuto al vertice dell’associazione mafiosa. La prima, in assoluto, di connotazione esclusivamente romana. 

I NOMI ECCELLENTI  
Nel complesso gli arrestati sono 37, tra cui anche l’ex ad dell’Ente Eur,Riccardo Mancini, oltre a una serie di «eccellenti» indagati. Ma l’aspetto più inquietante è la scoperta di un sistema mafioso per l’aggiudicazione di appalti pubblici con il coinvolgimento di funzionari e politici del Comune di Roma e della Regione Lazio. I Ros hanno perquisito il Campidoglio, la Regione e diverse abitazioni private tra cui quella dell’ex sindaco Alemanno. Hanno ricevuto un avviso di garanzia anche il consigliere regionale Pd Eugenio Patanè, quello PdlLuca Gramazio, e il presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti.  
COME AGIVA LA “CUPOLA” DELLA CAPITALE
È stato, insomma, individuato un sodalizio mafioso da anni radicato nella capitale con diffuse infiltrazioni nel mondo imprenditoriale per ottenere appalti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, anche per quanto riguarda i campi nomadi e i centri di accoglienza per gli immigrati. I reati ipotizzati sono associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati ancora. L’indagine è coordinata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Michele Prestipino e dai sostituto Paolo Ielo e Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli. Contestualmente all’operazione «Mafia capitale», la Guardia di Finanza sta procedendo al sequestro di beni per oltre 200 milioni di euro, in applicazione di un decreto firmato dal Tribunale di Roma. 
IL CAPO ERA CARMINATI  
Intercettazioni telefoniche, pedinamenti e una proficua e altamente professionale attività investigativa ha consentito di smascherare uno scandalo tra mafia e politica di dimensioni inimmaginabili. Che risale, peraltro, a molti anni fa. Si legge infatti nell’ordinanza del gip Flavia Costantini: «E’ difficile stabilire esattamente il tipo di collegamento tra l’odierna organizzazione mafiosa riconducibile a Massimo Carminati e il substrato criminale romano degli anni ottanta, nel quale essa certamente affonda le sue radici. Esistono indiscutibili corrispondenze sul piano soggettivo e sul piano oggettivo». E ancora: «Sul piano soggettivo Mafia Capitale si è strutturata prevalentemente attorno alla figura di Massimo Carminati, il quale ha mantenuto e mantiene stretti legami con soggetti che hanno fatto parte della Banda della Magliana o che comunque le gravitavano intorno». 
PIGNATONE: “OMERTA’ E ASSOGGETTAMENTO”  
Mafia e politica che hanno fruttato fior di quattrini. Tutto grazie - come si legge nell’ordinanza - «al riferimento alla forza di intimidazione del vincolo associativo deve intendersi che l’associazione abbia conseguito in concreto, nell’ambiente circostante nel quale essa opera, un’effettiva capacità di intimidazione, sino ad estendere intorno a sè un alone permanente di intimidazione diffusa, tale che si mantenga vivo anche a prescindere da singoli atti di intimidazione concreti posti in essere da questo o quell’associato». L’inchiesta Mafia Capitale del procuratore Giuseppe Pignatone viene ben riassunta dal gip nell’ordinanza: «Le indagini svolte hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine all’esistenza di una organizzazione criminale di stampo mafioso operante nel territorio della città di Roma, la quale si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne derivano per commettere delitti e per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, di appalti e servizi pubblici». 
L’EX SINDACO: “DIMOSTRERO’ LA MIA ESTRANEITA’”  
In un comunicato Gianni Alemanno si difende e respinge le accuse: «Chi mi conosce sa bene che organizzazioni mafiose e criminali di ogni genere io le ho sempre combattute a viso aperto e senza indulgenza. Dimostrerò la mia totale estraneità». «Sono sicuro - conclude - che il lavoro della Magistratura, dopo queste fasi iniziali, si concluderà con un pieno proscioglimento nei miei confronti». 
ALFANO: “INCHIESTA SOLIDA”  
«Ho grande stima e considerazione per il procuratore capo di Roma che ha grande spessore competenza equilibrio, quindi sono convinto della solidità dell’inchiesta» commenta il ministro dell’Interno Angelino Alfano a «Di martedì» su La7 aggiungendo: «Su persone che conosco, come Alemanno, mi auguro riesca a dimostrare la sua estraneità così come ha detto». «Se l’inchiesta è fondata - ha aggiunto Alfano - ci sono cialtroni che non smettono di rubare; inutile fare le leggi se si continua a rubare, non si deve rubare!», ha tuonato il ministro. 
Ecco l’elenco degli ordini di custodia cautelare emessi dal gip di Roma Flavia Costantini.  
In carcere:  
Massimo CARMINATI 
Riccardo BRUGIA 
Roberto LACOPO 
Matteo CALVIO 
Fabio GAUDENZI 
Raffaele BRACCI 
Cristiano GUARNERA 
Giuseppe IETTO 
Agostino GAGLIANONE 
Salvatore BUZZI 
Fabrizio Franco TESTA 
Carlo PUCCI 
Riccardo MANCINI 
Franco PANZIRONI 
Sandro COLTELLACCI 
Nadia CERRITO 
Giovanni FISCON 
Claudio CALDARELLI 
Carlo Maria GUARANY 
Emanuela BUGITTI 
Alessandra GARRONE 
Paolo DI NINNO 
Pierina CHIARAVALLE 
Giuseppe MOGLIANI 
Giovanni LACOPO 
Claudio TURELLA 
Emilio GAMMUTO 
Giovanni DE CARLO 
Luca ODEVAINE 
 
Ai domiciliari:  
Patrizia CARACUZZI 
Emanuela SALVATORI 
Sergio MENICHELLI 
Franco CANCELLI 
Marco PLACIDI 
Raniero LUCCI 
Rossana CALISTRI  
Mario SCHINA 
Rifiutata dal gip Costantini la richiesta della procura di misura cautelare nei confronti di Gennaro Mokbel e Salvatore Forlenza, che rimangono tuttavia indagati.




 
http://www.rainews.it/...
 
ITALIA
L'inchiesta
Mafia Capitale, il prefetto di Roma: "Fatti mai visti. Scioglimento del Comune? Valutiamo le carte"
"Stiamo leggendo l'ordinanza e poi riferiremo al ministro" ha detto Percoraro. Ieri il Movimento 5 Stelle ha chiesto lo scioglimento del Comune di Roma per mafia

Mafia capitale, il libro mastro del clan di Carminati e i "doppi" stipendi dei politici
Mafia Capitale, Renzi commissaria il Pd e Alemanno si autosospende
Mafia Capitale, Renzi: "Sconvolto, commissariato il Pd di Roma"
Mafia a Roma, Alemanno: "Mai conosciuto Carminati. Uscito dall'esperienza di sindaco più povero"
Mafia Capitale, Morassut: "E' storia della destra predona a Roma. Addolora coinvolgimento PD"
Mafia Capitale, Croppi, ex assessore giunta Alemanno: "Ci sono pratiche legalizzate"
04 dicembre 2014
"Stiamo leggendo le 1.200 pagine dell'ordinanza in modo da valutare" la possibilità di sciogliere il Comune di Roma "e poi riferiremo al ministro". Lo ha detto il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, parlando - a margine di una cerimonia presso i vigili del fuoco - dell'inchiesta della procura su 'Mafia Capitale'."Stiamo leggendo le carte - ha spiegato Pecoraro - e nei prossimi giorni presenteremo le nostre valutazioni al ministro. Bisogna comunque tenere conto - ha aggiunto - che siamo la capitale e la nostra decisione, qualunque essa sia, riguarderà tutto il nostro Paese".  Ieri il Movimento 5 Stelle ha chiesto lo scioglimento del Comune di Roma per mafia. Posizione espressa da una delegazione M5S in un incontro con Pecoraro. "Il prefetto sa benissimo che la situazione è molto grave e che potrebbero esserci i presupposti" per lo scioglimento del Comune di Roma per mafia, e "qualora ci fossero, ha detto che non si tirerà indietro". E' quanto ha riferito il capogruppo alla Camera del M5S, Andrea Cecconi.Pecoraro: "Roma non ha mai vissuto sitazione simile""Quelli emersi dall'inchiesta 'Mafia Capitale' "sono fatti gravi per il tipo d'imputazione, Roma non ha mai vissuto una situazione del genere" ha detto oggi Pecoraro. L'inchiesta, ha spiegato, "ha fatto emergere modalità di tipo mafioso usate dagli indagati, ma non si tratta delle tradizionali mafia, camorra e 'ndrangheta, ma di metodi mafiosi usati per ottenere profitti e vantaggi". Il prefetto ha ricordato: "Già nel 2011, in un'audizione alla commissione Antimafia, parlai della presenza a Roma di un tipo diverso di delinquenza, che non è la tradizionale mafia, ma quella di soggetti criminali che puntano ad inserirsi nel mondo degli affari. In quel periodo - ha aggiunto - dopo il sequestro del Cafè de Paris e di alcuni alberghi, avevamo intuito che c'era qualcosa, ma le cose che stanno emergendo vanno molto al di là che ciò che si pensava". Questa, ha sottolineato, "è una criminalità che colpisce una società sana come quella romana, che necessita di una competizione sana tra le aziende e di una burocrazia efficiente, mentre ciò che si sta scoprendo è l'esatto contrario".


"Stiamo leggendo le 1.200 pagine dell'ordinanza in modo da valutare" la possibilità di sciogliere il Comune di Roma "e poi riferiremo al ministro". Lo ha detto il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, parlando - a margine di una cerimonia presso i vigili del fuoco - dell'inchiesta della procura su 'Mafia Capitale'. "Stiamo leggendo le carte - ha spiegato Pecoraro - e nei prossimi giorni presenteremo le nostre valutazioni al ministro. Bisogna comunque tenere conto - ha aggiunto - che siamo la capitale e la nostra decisione, qualunque essa sia, riguarderà tutto il nostro Paese".   Ieri il Movimento 5 Stelle ha chiesto lo scioglimento del Comune di Roma per mafia. Posizione espressa da una delegazione M5S in un incontro con Pecoraro. "Il prefetto sa benissimo che la situazione è molto grave e che potrebbero esserci i presupposti" per lo scioglimento del Comune di Roma per mafia, e "qualora ci fossero, ha detto che non si tirerà indietro". E' quanto ha riferito il capogruppo alla Camera del M5S, Andrea Cecconi.Pecoraro: "Roma non ha mai vissuto sitazione simile" "Quelli emersi dall'inchiesta 'Mafia Capitale' "sono fatti gravi per il tipo d'imputazione, Roma non ha mai vissuto una situazione del genere" ha detto oggi Pecoraro. L'inchiesta, ha spiegato, "ha fatto emergere modalità di tipo mafioso usate dagli indagati, ma non si tratta delle tradizionali mafia, camorra e 'ndrangheta, ma di metodi mafiosi usati per ottenere profitti e vantaggi". Il prefetto ha ricordato: "Già nel 2011, in un'audizione alla commissione Antimafia, parlai della presenza a Roma di un tipo diverso di delinquenza, che non è la tradizionale mafia, ma quella di soggetti criminali che puntano ad inserirsi nel mondo degli affari. In quel periodo - ha aggiunto - dopo il sequestro del Cafè de Paris e di alcuni alberghi, avevamo intuito che c'era qualcosa, ma le cose che stanno emergendo vanno molto al di là che ciò che si pensava". Questa, ha sottolineato, "è una criminalità che colpisce una società sana come quella romana, che necessita di una competizione sana tra le aziende e di una burocrazia efficiente, mentre ciò che si sta scoprendo è l'esatto contrario".

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<item><title><![CDATA[Milano e lo sterco del diavolo
"Il denaro a serviz...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/25412#body_26034]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-size:13pt;"><strong>Milano e lo sterco del diavolo</strong></span>
"Il denaro a servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se però è una cooperativa autentica, vera"
Nonostante io sia un credente non più di tanto (e ancor meno un praticante), è bello sentire che il Papa dice delle parole che sono come quelle alle quali anch'io penso.
Danno fiducia verranno predisposti controlli sempre più diffusi e stringenti contro i trafficoni del lavoro nero e dello sfruttamento.
<a href="http://www.famigliacristiana.it/articolo/cooperative-udienza-papa-denaro-sterco.aspx" target="_blank">http://www.famigliacristiana.it/articolo/cooperative-udienza-papa-denaro-sterco.aspx</a> ]]></description>
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<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 13:00:11 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[ecco l'unione destra e sinistra alle spalle dei ci...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/25412#body_25416]]></link>
<description><![CDATA[ecco l'unione destra e sinistra alle spalle dei cittadini<br /><br />I MILIONI “RUBATI” CON IL BUSINESS DEI CLANDESTINI? GRAZIE AL COCCO DI VELTRONI. SAI CHIE ‘ QUESTO SIGNORE? SAI CHE 20 ANNI FA EBBE UNA CONDANNA INFAME? <img src="http://cat.nl.eu.criteo.com/delivery/lg.php?ckmode=9&cb=87580b34c0&loc=http%3A%2F%2Fwww.grandecocomero.com%2Fodevaine-veltroni-milioni-clandestini-profughi-condanna-droga%2F&referer=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2F&c1=oUSZAktCdY3o2H5gWcom69jaYy6x2XMR8uW35KrCa6rLUQympZOrhn2q40uKkHTqWl7ZfZf-e8Qkff9O7scHCqAKqFlf7ffDSCODIJClbprXWWiYIJN33TOyjVAeK479v4F474gE47BMnsMjSjlqiXnZSGvS1x9sc6e4EY_-hv-CLiWkWdOJuK29oV5v_Tn0&c2=VtXMEwGkGXCyvpDOxEpDyngF8wc_5UGc" alt="" width="0" height="0" />
<a href="http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_03/odevaine-cambio-cognome-una-condanna-droga-45da1450-7ae8-11e4-825c-8af4d2bb568e.shtml">http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_03/odevaine-cambio-cognome-una-condanna-droga-45da1450-7ae8-11e4-825c-8af4d2bb568e.shtml</a>
<div class="entry"><a href="http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_03/odevaine-cambio-cognome-una-condanna-droga-45da1450-7ae8-11e4-825c-8af4d2bb568e.shtml" target="_blank"><span style="font-size:13pt;"><strong>«Odevaine cambiò cognome dopo una condanna per droga»</strong></span></a><br /><strong>Scelto da Veltroni e Zingaretti, ha conservato per 25 anni il segreto ora rivelato dall’ordinanza sulla mafia a Roma. Nell’aprile scorso gli Usa gli hanno negato il visto«</strong>
<div class="chapter clearfix" style="text-align:justify;">
ROMA – Ha cambiato cognome per nascondere una condanna per droga, poi cancellata dall’indulto, allo scopo di non compromettere la sua carriera nelle istituzioni. È il segreto che Luca Odevaine, 58 anni, prima vice capo di gabinetto con Walter Veltroni, poi capo della polizia provinciale con Nicola Zingaretti e ora al Tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo del ministero dell’Interno, è riuscito a celare per 25 anni. Finché, adesso, a rivelarlo è l’ordinanza del gip Flavia Costantini sulla mafia a Roma.
<strong>CONDANNA E INDULTO</strong>
</div>
<div class="chapter clearfix" style="text-align:justify;">
La condanna risale al 1989. «Due anni di reclusione per il reato di stupefacenti – scrive il giudice – pena per la quale gli è stato concesso l’indulto nel 1991 e la riabilitazione nel 2003». Ma Odevaine, considerato dalla procura un elemento centrale nel business degli immigrati, non vuole rovinarsi la carriera iniziata a Legambiente negli anni ‘90: e «per non compromettere le sue possibilità istituzionali si fa cambiare il cognome». È un escamotage «di cui nessuna delle amministrazioni interessate si accorge». Negli Stati Uniti, invece, Odevaine non sfugge a più solerti controllori. Il dipartimento di Stato Usa, osserva Costantini, «gli nega il visto d’ingresso per i suoi precedenti penali, fatto di cui l’indagato si duole assai, proprio mentre commette gravissimi reati contro la pubblica amministrazione».
<strong>«MI HANNO RESPINTO, ROBA DA MATTI»</strong>
</div>
<div class="chapter" style="text-align:justify;">
Accade pochi mesi fa, ad aprile scorso. In un’intercettazione Odevaine se ne lamenta: «Sai che gli americani mi hanno respinto il visto… mi hanno messo l’articolo di una legge… e mi hanno citato l’articolo di una legge che dirà che se uno è stato condannato non può anda’ negli Stati Uniti, cioè una roba da matti… è veramente una cosa assurda, cioè in una democrazia come quella… cioè che uno abbia avuto una condanna 26 anni fa… che sia stato riabilitato e comunque ha avuto ruoli pubblici e tutto quanto tu non puoi anda’ negli Stati Uniti».
<strong>«A LUCA GLI DO CINQUEMILA EURO AL MESE»</strong>
</div>
<div class="chapter" style="text-align:justify;">
«Lo sai a Luca quanto gli do? Cinquemila euro al mese… ogni mese… e io ne piglio quattromila». È questa una delle intercettazioni in base a cui la procura contesta a Odevaine di pilotare i flussi degli immigrati nei centri di Salvatore Buzzi, il braccio destro di Massimo Carminati. Odevaine, per l’accusa, è «un signore che attraversa, in senso verticale e orizzontale, tutte le amministrazioni pubbliche più significative nel settore dell’emergenza immigrati» e il suo «sistema», così lo definisce l’ordinanza, si fonda «su una attribuzione di favori a imprese amiche, che si dividono il mercato». In un’altra conversazione è lo stesso Odevaine che spiega: «<strong>Cioè chiaramente stando a questo tavolo nazionale… e avendo questa relazione continua con il ministero… sono in grado un po’ di orientare i flussi che arrivano da… da giù</strong>»
</div>
——–
Così le coop hanno riempito Roma di profughi e campi rom<br />“Gli immigrati rendono più della droga”. Ecco perché, nonostante il tetto di 250 profughi, a Roma ce ne sono più di 2.500
“Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”. Massimo Carminati aveva un braccio destro proveniente dall’estrema sinistra.
Ma Salvatore Buzzi, 59 anni, arrestato con il presunto capo della “Mafia Capitale”, intercettato dai carabinieri diceva candidamente che “la politica è una cosa, gli affari sò affari”.
E lui, condannato in passato per omicidio, si era inventato prima una cooperativa sociale con ex detenuti, poi aveva creato un piccolo impero nel settore. Capace di mettere al tavolo – in senso letterale – esponenti di destra e di sinistra, a lui Carminati aveva chiesto di “mettersi la minigonna e battere” per ingraziarsi la nuova giunta Marino. Perché, grazie alla sua cooperativa e al sodalizio con l’ex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni, Luca Odevaine, facevano tutti una “paccata” di soldi coi fondi per l’accoglienza degli immigrati e per la gestione dei campi nomadi.
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</div>]]></description>
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<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 00:22:35 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[ed i Rom ??
http://www.lastampa.it/...
Blitz dei C...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/25412#body_25413]]></link>
<description><![CDATA[<strong>ed i Rom ??</strong>
<a href="http://www.lastampa.it/2014/12/02/cronaca/nel-campo-nomadi-un-tesoro-nascosto-LeRIELxqFdwOFmfRxChR1K/pagina.html" target="_blank">http://www.lastampa.it/...</a>
Blitz dei Carabinieri <br /><br /><a href="http://www.lastampa.it/2014/12/02/cronaca/nel-campo-nomadi-un-tesoro-nascosto-LeRIELxqFdwOFmfRxChR1K/pagina.html" target="_blank"><strong><span style="font-size:13pt;">nel campo nomadi rivela un vero tesoro nascosto</span></strong></a>
<div class="post-meta" style="text-align:justify;">TORINO – 3/12/14</div>
<div class="entry" style="text-align:justify;">
<a href="http://www.sostenitori.info/wp-content/uploads/2014/12/carabiniere3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-124476" src="http://www.sostenitori.info/wp-content/uploads/2014/12/carabiniere3.jpg" alt="carabiniere3" width="600" height="450" /></a><br /><br />Un arsenale e un tesoro di refurtiva nascosti nel campo sinti di corso Unione Sovietica alle porte di Torino. E’ il risultato di un maxi controllo effettuato domenica dai carabinieri della compagnia Mirafiori. I fucili, di cui due di precisione, erano nascosti in un’intercapedine sotto terra in una cabina di derivazione dell’Enel all’interno del campo. I fucili sono stati rubati il 29 novembre a Moncalieri in un’abitazione e pistola rubata nel 2011. In uno scarico fognario, dentro un sacco di plastica, c’erano scanner, un distintivo della polizia e un pistola semiautomatica calibro 22. In una sorta di casetta bunker al centro del campo, protetta da una porta di ferro, sono state rinvenute targhe automobilistiche posticce, un kit per fabbricarle e refurtiva.<br />Sequestrate roulottes, camper, macchine e moto intestate probabilmente a prestanome. Tra la refurtiva recuperata: orologi, gioielli, collezione di monete, argenteria e una moneta commemorativa di un chilo di argento. Trovati anche 20 mila euro in contanti.
<center class="ebz_native_center ebz_native"></center>Nel corso del blitz sono stati utilizzati anche metal detector. La refurtiva sarà in esposizione nei prossimi giorni presso la caserma di via Plava 79. L’attività investigativa fa parte di una serie di accertamenti per combattere il fenomeno delle truffe agli anziani.<br />di Massimiliano Peggio<br /><br /><strong>chi ci guadagna ??</strong>
</div>]]></description>
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<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 18:10:21 +0100</pubDate>
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