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<title><![CDATA[L'uso della rete e la società a livello globale e locale: premiare la viralità o la conoscenza condivisa?]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834]]></link>
<description><![CDATA[Una società a caccia di video virali a ogni costo è una società primitiva, un sistema che premia questi comportamenti è un sistema primitivo... e la cosa grave, anzi gravissima, è che questo sistema usa la rete che è lo strumento che più di qualsiasi altro ha accelerato il progresso!Oliverio
]]></description>
<ttl>60</ttl>
<image><title>partecipaMi</title>
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<item><title><![CDATA[Intelligenza artificiale al servizio del cittadino...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_44735]]></link>
<description><![CDATA[<strong><a href="/infodiscs/view/44734" target="_blank">Intelligenza artificiale al servizio del cittadino [Marco Cappato]?</a></strong>
Segnalo la discussione innescata dalla <strong>recente videointervista a Marco Cappato</strong>, perché riprende ma in modo costruttivo, i temi di questa questione che ci perseguita da anni. ]]></description>
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<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 19:49:26 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[A proposito di “viralità” in questa discussio...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_44174]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">A proposito di “viralità” in questa discussione, ho chiesto all’IA “</span><a href="/infodiscs/view/44170" target="_blank"><span style="font-weight:400;">Quale virus maligno sta contaminando l'infosfera, con il regredire al nazionalismo, imperialismo e corsa agli armamenti?</span></a><span style="font-weight:400;">”, intendendo per “infosfera” l’</span><strong>intero mondo dei media</strong><span style="font-weight:400;">: digitali, come quelli oggetto di questa discussione,  ma anche tradizionali.<br /></span><span style="font-weight:400;">Infatti credo sia mistificatorio prendersela solo con le reti sociali, per i virus maligni che vi possono albergare, quando constatiamo che troppa <strong>stampa e televisione</strong> sia tendenziosa e spesso falsa o ipocrita.<br /></span><span style="font-weight:400;">Ed anche la sistematica lamentazione sulla prepotenza dei tecnocrati padroni non può far dimenticare le analoghe critiche ai magnati del </span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quarto_potere" target="_blank"><span style="font-weight:400;">Quarto Potere</span></a><span style="font-weight:400;">.<br /></span><span style="font-weight:400;">Per altro </span><a href="/infodiscs/view/37834#body_39269" target="_blank"><span style="font-weight:400;">scrissi qui</span></a><span style="font-weight:400;"> come le </span><strong>reti sociali siano complementari</strong><span style="font-weight:400;"> a piattaforme di partecipazione civica come questa, fungendo da </span><strong>salotto e megafono</strong><span style="font-weight:400;">, per le nostre impegnative discussioni.</span>
<strong>Quindi vista l’importanza e attualità di questa discussione l’ho sottoposta all’IA (Google NotebookLM), che ha creato il sommario, l’infografica e la tabella delle argomentazioni in calce ed ha prodotto i rapporti multimediali allegati.</strong>
<em><span style="font-weight:400;">Questa discussione raccoglie un dibattito pluriennale sulla </span></em><strong><em>trasformazione digitale</em></strong><em><span style="font-weight:400;"> e il suo impatto sulla società, contrapponendo la </span></em><strong><em>viralità dei social network</em></strong><em><span style="font-weight:400;"> commerciali alla </span></em><strong><em>conoscenza condivisa</em></strong><em><span style="font-weight:400;"> delle reti civiche. Gli autori criticano il potere dei giganti tecnologici, definendo "primitivo" un sistema che premia l'effimero a scapito dell'approfondimento culturale e della </span></em><strong><em>partecipazione democratica</em></strong><em><span style="font-weight:400;">. Tra le soluzioni proposte emergono l'adozione di </span></em><strong><em>software open source</em></strong><em><span style="font-weight:400;">, l'alfabetizzazione digitale e la creazione di un "</span></em><strong><em>sindacato della rete</em></strong><em><span style="font-weight:400;">" per restituire ai cittadini il controllo sui propri dati. Viene evidenziata l'importanza di piattaforme locali come </span></em><strong><em>partecipaMi</em></strong><em><span style="font-weight:400;">, capaci di favorire un dialogo civile autentico e duraturo rispetto alle "bolle" algoritmiche dei privati. In definitiva, le fonti invitano a una </span></em><strong><em>transizione digitale consapevole</em></strong><em><span style="font-weight:400;"> che metta al centro il bene comune anziché il mero profitto aziendale.<br /><br /></span></em>
<img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/37834/7241AFC.jpg" alt="" width="700" height="390" />
<img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/44174/D86C0AD.png" alt="" width="700" height="319" />
<iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/QP2JKLx0hD8?si=ePdQI2OZpJhcnODx" width="697" height="392" frameborder="0"></iframe>]]></description>
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<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 22:17:48 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Colgo l'occasione della pubblicazione dell'articol...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_43921]]></link>
<description><![CDATA[Colgo l'occasione della pubblicazione dell'articolo (segnalato oggi da Radio3-Terzapagina):<br /><a href="https://www.rivistastudio.com/indie-web-cosa-e/" target="_blank">L’Indie Web, il movimento che vuole tornare a Internet com’era prima che i social la rovinassero</a> <br />per riproporre la questione sul [dis]valore delle Reti Sociali.
Mi pare tuttavia una visione retrogada, che rischia di buttare il bambino con l'acqua sporca; in particolare risolleva l'antica battagli sull'anonimato in rete, che RCM aveva vinto (meritatamente a mio parere) sulle frange dei nostagici dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bulletin_board_system" target="_blank">BBS</a>.<br /><br />
<img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/43921/A6D7A70.jpg" alt="" width="700" height="338" />]]></description>
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<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 10:49:55 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Posso testimoniare sui rapporti tra viralità e co...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_42878]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">Posso testimoniare sui rapporti tra viralità e conoscenza, in quanto amministratore della </span><strong>Sezione partecipaMi</strong> <a href="/fsn" target="_blank"><span style="font-weight:400;">Filosofia sui Navigli</span></a><span style="font-weight:400;"> e membro del </span><strong>Gruppo Facebook</strong> <a href="https://www.facebook.com/groups/303315451322403?locale=it_IT" target="_blank"><span style="font-weight:400;">Filosofia Viva</span></a><span style="font-weight:400;">.<br /></span><span style="font-weight:400;">Ambedue sono iniziative gratuite a partecipazione libera, seppur moderata, ma </span><strong>“Filosofia Viva”</strong><span style="font-weight:400;"> ha oggi 7778 membri e dibattiti quotidiani in rete, con numerosi promotori e partecipanti, mentre </span><strong>“Filosofia sui Navigli”</strong><span style="font-weight:400;"> ha oggi 327 simpatizzanti, di cui una cinquantina frequentatori degli incontri domenicali ibridi (in presenza e in rete) e qualche sparuto partecipante ai dibattiti in rete, avviati a seguito di ogni incontro ed informati dalla videoregistrazione e documentazione fornita dal relatore.</span>
<span style="font-weight:400;">Senza entrare nel giudizio di merito, constato che le discussioni su </span><strong>Facebook</strong><span style="font-weight:400;"> sono varie e spontanee; ma si accendono e spengono nel giro di qualche giorno, mentre quelle su </span><strong>partecipaMi</strong><span style="font-weight:400;"> persistono, come questa a cui sto contribuendo “L'uso della rete e la società a livello globale e locale: premiare la viralità o la conoscenza condivisa?”, avviata <strong>quattro anni fa</strong>, ed in particolare quelle di Filosofia sui Navigli sono circoscritte ai temi trattati da relatori competenti.</span>
<span style="font-weight:400;">Per altro frequento diversi </span><strong>BLOG</strong><span style="font-weight:400;"> e ricevo qualche </span><strong>Newsletter</strong><span style="font-weight:400;"> da rinomati intellettuali e giornalisti, con interessanti contributi, su ogni argomento di cultura o attualità, da cui d</span><span style="font-weight:400;">educo che, come si dice "in Italia ci sono più scrittori che lettori", la vanità di esibire le proprie idee o criticare quelle degli altri faccia aggio sulla disponibilità a capire e collaborare, e che, anche a prescindere dalla </span><strong>massima di Mc Luhan “il medium è il messaggio"</strong><span style="font-weight:400;">, sarebbe opportuno chiarire tutto ciò, anche dallo stesso </span><strong>punto di vista filosofico</strong><span style="font-weight:400;">.</span>
<span style="font-weight:400;">Nel frattempo ho dialogato sul tema con l’</span><strong>Intelligenza Artificiale Gemini di Google</strong><span style="font-weight:400;">, come riportato in <a href="/infodiscs/getfile/19715" target="_blank">allegato</a>, da cui desumo che l’IA non sia entrata nello specifico delle due iniziative (</span><a href="https://www.facebook.com/groups/303315451322403/about?locale=it_IT" target="_blank"><span style="font-weight:400;">descrizione del Gruppo Facebook</span></a><span style="font-weight:400;"> e </span><a href="/content/view/114" target="_blank"><span style="font-weight:400;">pagina descrittiva della Sezione partecipaMi</span></a><span style="font-weight:400;">): <strong>potremmo farlo noi?</strong>.<br /><br /></span>
<span style="font-weight:400;"><img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/37834/0B52ACF.jpg" alt="" width="559" height="327" /></span>
<span style="font-weight:400;">(Immagini su "reward virality or shared knowledge" generate da Runway)</span>]]></description>
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<pubDate>Sun, 25 Aug 2024 09:29:36 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Ho appreso (da https://nexa.polito.it/ ) che l'E...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_42516]]></link>
<description><![CDATA[Ho appreso (da <a href="https://nexa.polito.it/" target="_blank">https://nexa.polito.it/</a> ) che l'Europa abbandona due iniziative: 
<ul style="text-align:justify;"><li>hosting di video/streaming (alla youtube, per capirci...), basata su PeerTube</li>
<li>EU Voice - <a href="https://social.network.europa.eu/public" target="_blank">https://social.network.europa.eu/public</a> - come piattaforma "social" (a-la twitter, per capirci...), basata su Mastodon </li>
</ul>Domando: una raccolta di firme? Almeno per chiedere ai candidati la loro opinione e un impegno.<br />Gli anni li ho ma continuo a credere nell'impegno civico.<br /><br />Auguri di cuore, Europa.<br /><br />Duccio (Alessandro Marzocchi)]]></description>
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<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 22:13:27 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Nel nostro Gruppo Facebook si è riaccesa la discu...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_41192]]></link>
<description><![CDATA[Nel nostro <strong>Gruppo Facebook</strong> si è riaccesa la discussione sul ruolo delle <em>piattaforme di partecipazione</em>, in relazione alle malesorti della nostra <strong>RCM</strong>.<br />Discussione che rimando ai <em>principi critici</em> espressi nell'opera citata nel commento sovrastante, a cui aggiungo qualche considerazione personale.
Atteso che ritengo <strong>Twitter</strong>& C. adatti a mere battute e <strong>Facebook</strong> e <strong>Linkedin</strong> inadeguati a sostenere discussioni prolungate e sostanziose, che lascino il segno, mi trovo bene con <a href="/fsn" target="_blank">Filosofia sui Navigli</a> su <strong>partecipaMi</strong>, corroborato dallo <strong>Zoom di Fondazione RCM</strong>, per integrare discussioni <em>sincrone ibride</em> con <em>asincrone virtuali</em>. (*)<br />Quindi vorrei che <strong>partecipaMi</strong> comprendesse tale funzionalità, in modo fluido e open source, così come che fosse più push, a partire dall'integrazione degli Eventi con il Calendario personale, come fanno tutti, senza gli eccessi con cui ormai ci sollecita anche LinkedIn.
Ma anche qui casca l'Asino, nel senso che oltre la piattaforma è indispensabile considerare lo spirito che l'anima, per cui sto suggerendo di rimandare a tempi migliori <em>l'illusione ecumenica</em>, per assumere una postura<em> sindacal-rivendicativa</em> da <strong>società di mutuo soccorso (digitale)</strong>.
E, per venire al sodo, mi chiedo e chiedo come mai le nostre <strong>Associazioni ed Enti del terzo settore</strong> non possano godere dei finanziamenti <strong>PNRR della Pubblica Amministrazione Locale</strong>, per sostenere la loro Transizione Digitale, in ambito sia civico e sia culturale.
<em>(*) Credo che in futuro non ci sarà nè il ritorno a una realtà naturale bucolica nè il prevalere di una realtà virtuale immersiva totalizzante, a meno di casi particolari o patologici, ma invece quello di una realtà ibrida, fisica e virtuale.</em>]]></description>
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<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 18:09:33 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Trovo grande sintonia con questa proposta di Sinda...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_41077]]></link>
<description><![CDATA[Trovo grande sintonia con questa proposta di <strong>Sindacato della Rete</strong> nel libro "<a href="https://altreconomia.it/prodotto/ecologia-digitale/" target="_blank">Ecologia Digitale</a>", oggetto dello <strong>scorso incontro</strong> "<a href="/calendar/event/1/9468" target="_blank">Transizione ecologica e digitale sostenibile</a>".]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 06:11:54 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Pubblicata la relazione "World Wide People - Manif...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_40339]]></link>
<description><![CDATA[Pubblicata la relazione "<a href="https://urna.winstonsmith.org/materiali/2022/video/ep2022se_07_beltrami_2022-05-28.mp4" target="_blank">World Wide People - Manifesto per un Sindacato della Rete</a>" al convegno <a href="https://e-privacy.winstonsmith.it/" target="_blank">e-privacy XXX - 2022 summer edition</a>.
Allego la <a href="/infodiscs/getfile/17483" target="_blank">presentazione</a>.]]></description>
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<pubDate>Thu, 30 Jun 2022 22:54:15 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Segnalo il Convegno:https://e-privacy.winstonsmith...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_40264]]></link>
<description><![CDATA[Segnalo il Convegno:<br /><a href="https://e-privacy.winstonsmith.org/" target="_blank">https://e-privacy.winstonsmith.org/</a> 
con il mio intervento in tema:<br /><a href="https://e-privacy.winstonsmith.org/e-privacy-XXX-interventi.html#beltrami" target="_blank">https://e-privacy.winstonsmith.org/e-privacy-XXX-interventi.html#beltrami</a>
ed anche a sostegno "<a href="https://www.iltascabile.com/societa/internet-per-gente-tarnoff/" target="_blank">Internet per la gente</a>" .
Grazie per l'attenzione.]]></description>
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<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 21:55:20 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Intanto bisognerebbe superare la strategia digital...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39948]]></link>
<description><![CDATA[Intanto bisognerebbe superare la strategia digitale prevalentemente difensiva europea, per cui menti eccelse si occupano di formulare raffinate normative di contenimento, su sistemi e applicazioni esogeni, chiudendo spesso la stalla dopo che i buoi sono scappati.<br />Anche in Italia pullulano più esperti di cibersicurezza che progettisti e sviluppatori software e ci diamo regolarmente la zappa sui piedi, enfatizzando i rischi piuttosto che i vantaggi del digitale: è come se i produttori di automobili facessero solo convegni sui problemi di frenata e tenuta di strada!
Ho individuato nel <strong>Gemello Digitale Personale</strong> un Cavallo di Troia, per insinuarsi tra, e in prospettiva sovrastare, certi servizi digitali, pubblici e commerciali, dominanti.<br />Ma, come cerco di spiegare in <a href="/infodiscs/getfile/17077" target="_blank">allegato</a>, l'introduzione non è solo e tanto un problema tecnico quanto politico, di trovare un gestore, terza parte, di fiducia del cittadino, paziente, lavoratore, ecc.<br />Quindi, mentre si cercano le risorse tecniche e finanziarie per la ricerca e sviluppo del prodotto, bisognerebbe coinvolgere forze sindacali innovative, insieme a Fondazione RCM, per concepire il servizio.
Mi sto guardando in giro e spero che altri possano e vogliano PARTECIPARE,
GB]]></description>
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<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 22:39:25 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Un programmatore-ricercatore, ottimista rispetto a...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39945]]></link>
<description><![CDATA[Un programmatore-ricercatore, ottimista rispetto alla crisi epistemologica e la società algoritmica del Grande Altro (Sinan Aral, 2020: <span lang="en-us" xml:lang="en-us"><em><span style="background-position:0% 0%;background-repeat:repeat;background-attachment:scroll;background-image:none;">The Hype Machine: How Social Media Disrupts Our Elections, Our Economy, and Our Health; And How We Must Adapt</span></em></span>), individua quattro «leve» che la società civile può usare per non diventare mera preda degli AMAMA:
<ul style="text-align:justify;"><li class="western" lang="it-it" style="margin-bottom:0in;" xml:lang="it-it"> il danaro</li>
<li class="western" lang="it-it" style="margin-bottom:0in;" xml:lang="it-it"> la legge</li>
<li class="western" lang="it-it" style="margin-bottom:0in;" xml:lang="it-it"> il codice informatico</li>
<li class="western" lang="it-it" style="margin-bottom:0in;" xml:lang="it-it"> e, detto in inglese «norms». Sarebbe un errore leggere quest’ultimo fattore come “norme” <span lang="fr-fr" xml:lang="fr-fr">tout court</span>. Si tratta della motivazione sociale fatta propria dai cittadini che diventa il comportamento emergente.</li>
</ul>Dobbiamo, dice Aral, usare tutte e quattro le leve per preservarci. La legge, dico io, conta davvero poco contro gli AMAMA perché queste aziende private sono più grandi degli stati. Non sarà mai sufficiente la legge a cambiare il loro modello imprenditoriale basato sull’estrazione della nostra umanità.
Il codice informatico, se segreto e proprietario, sarà sempre soltanto al servizio del capitale investito. I protocolli pubblici e la programmazione a sorgente aperto possono in piccola parte limitare le prepotenze operate contro la popolazione da questi proprietari della infosfera. Il ciberspazio è costruito di protocolli e ne possiamo ancora scrivere. Dobbiamo erigere piattaforme per l’azione sociale e per la cultura collettiva su sorgente aperto.
Il vero punto più critico è la questione di come ci vogliamo comportare. Regalare le nostre scuole a Google Education e consegnare i nostri rapporti personali a WhatApp sono comportamenti dei quali la gente deve vergognarsi. Tutto il potere degli AMAMA dipende dall’uso da parte dei quattro miliardi di utenti. Tra gli informatici è in atto da un quarto di secolo <strong><span style="background:#ffff00;">una grande resipiscenza</span></strong> sul bullismo dei proprietari della tecnologia della comunicazione e dell’informazione.
Anche il popolo dell’infosfera ora inizia a destarsi. Quando una massa critica converrà sull’indecenza dei comportamenti che menano acqua al mulino delle cinque aziende megagalattiche, di poche altre meno grandi come Twitter, Zoom, Netflix, Palantir o IBM e del PCC che ti offre la bicicletta a Milano, le norme del buon comportamento cambieranno repentinamente.
Se la sponsorizzazione potrà garantire alcuni spazi d’espressione indipendenti, favorire la stesura di attraenti realtà a codice sorgente aperto, istruire il legislatore sull’importanza morale di tutelare l’agentività umana o sensibilizzare la gente sulla terribile schiavitù alla quale rischiamo di condannare le generazioni future, ben venga la sponsorizzazione. Ma non dobbiamo illuderci che con il danaro si possa contrastare il danaro investito nell’accumulazione preventiva dei nostri dati.
Nel suo complesso, il danaro sarà sempre dalla parte dei proprietari privati. Ben venga quindi l’ottimo manifesto dell’intervento precedente ma non sprechiamo troppe preghiere nell’augurio che arrivino i dindi.
- ph 2022-04-13]]></description>
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<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 22:01:42 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[In estremissima sintesi: servono fondi economici d...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39896]]></link>
<description><![CDATA[In estremissima sintesi: servono fondi economici dopo si può fare tutto. Quei fondi che sono improvvisamente e strategicamente terminati da parte di chi ha pensato a partecipaMi come ad un competitor.
Allora, non basta la sottoscrizione di ciascuno di noi e peraltro una sottoscrizione che molti non fanno pur essendo registrati, servono idee su dove trovare i soldi e come.
Qui nasce la solita questione dello sponsor che segue la perdita di autonomia, quella forma intellettuale di cui partecipaMi gode, oltre a tutte le ragioni diverse, anche sacrosante ma che non portano la farina a casa.
Ripeto, non ci vedo niente di male ad utilizzare il brand, economicamente, visto che l'idea di costruire siti come partecipaMi in altri comuni o realtà diverse è anch'esso poco remunerativo se non completamente assente.
Purtroppo non ho proposte in tal senso.
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 18:24:29 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[World Wide PeopleManifesto per un Sindacato della ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39895]]></link>
<description><![CDATA[<h1 style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">World Wide People</span><br /><span style="color:#0000ff;">Manifesto per un Sindacato della Rete</span></h1>
<em>“Il Gemello digitale elabora i dati che possiede su di me continuamente rispetto all’ambiente in cui mi trovo. Quindi, se mi capita di viaggiare in un altro paese, il gemello digitale si collega alla struttura sanitaria locale e si informa sulla presenza di eventuali focolai di malattia e, viceversa, se le analisi dei miei dati personali indicano una potenziale infezione, rilascia queste informazioni al sistema sanitario del luogo. La traccia e il tracciamento sono istantanei. La mia privacy è comunque protetta dal mio doppio digitale che rilascia informazioni solo a soggetti fidati, come il sistema sanitario. Il vantaggio è che in caso di rischio di contagio, ovunque io sia, ne diventerò immediatamente cosciente e riceverò subito consigli su comportamenti sicuri” (Roberto Saracco, senior member of IEEE)</em>
Degli spettri si aggirano per l’<span style="color:#0000ff;"><strong>Infosfera</strong></span> - i nostri <span style="color:#0000ff;"><strong>gemelli digitali personali</strong></span> (Personal Digital Twin) - e tutte le multinazionali dell’informatica partecipano alla santa battuta di caccia per appropriarsene: Meta (Facebook), Alphabet (Google), Amazon, Apple, IBM, Microsoft, ecc.
Da questo fatto scaturiscono due conclusioni, per noi tutti <span style="color:#0000ff;"><strong>Datori di Dati Digitali</strong></span>:
<ol style="text-align:justify;"><li>I nostri dati e relazioni hanno grande valore, per queste multinazionali, e non solo.</li>
<li>E’ tempo che ci riappropriamo della loro gestione, resistendo alle lusinghe di tali e tante sirene.</li>
</ol><a href="/infodiscs/getfile/17038" target="_blank"><strong>Questo manifesto</strong></a> è rivolto a chi ha capacità di capire e voglia di sperare nella comparsa di una sorta di <span style="color:#0000ff;"><strong>Sindacato della Rete (World Wide People)</strong></span>, che ci protegga e assista nel gestire i nostri dati e relazioni digitali, tramite il nostro gemello digitale, meglio di quanto stiano facendo e possano fare privati o pubbliche amministrazioni.
Al motto <strong><span style="color:#0000ff;">DATORI DELL’INFOSFERA, UNITEVI!</span></strong>
... segue in <a href="/infodiscs/getfile/17038" target="_blank">allegato</a> ...]]></description>
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<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 14:48:39 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Con questo non voglio demonizzare Facebook & C...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39269]]></link>
<description><![CDATA[Con questo non voglio demonizzare <strong>Facebook & C.</strong>, come fanno tanti ipocriti, che intanto ne approfittano a man bassa: sarebbe come prendersela con bar, piazze e parchi perché possono ospitare manifestazioni sguaiate.
Al contrario <strong>Oliveiro</strong> è quotidianamente impegnato a ricucire <strong>partecipaMi</strong> con tali reti:
<ul style="text-align:justify;"><li><a href="https://www.facebook.com/partecipaMi" target="_blank">https://www.facebook.com/partecipaMi</a></li>
<li><a href="https://twitter.com/partecipami" target="_blank">https://twitter.com/partecipami</a> </li>
</ul>e credo che la soluzione sia appunto la <strong>interoperabilità tra reti sociali e reti civiche</strong>, per sfruttare al meglio le loro specifiche attitudini e declinazioni.
Ma integrare reti sociali e reti civiche richiederebbe ben altri <strong>riconoscimenti e investiment</strong>i in ricerca e sviluppo di quelli di cui attualmente non gode la nostra <strong>Fondazione RCM</strong>.<br />Oltre a "acculturale" i nostri cittadini a destreggiarsi tra tali e tanti <strong>servizi digitali</strong> (<a href="/infodiscs/view/38613" target="_blank">Smart Citizen per la Smart City</a>).]]></description>
<guid isPermaLink="false">1#37834#39269</guid>
<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 14:04:41 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Da che mondo è mondo la propaganda ha condizionat...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39119]]></link>
<description><![CDATA[Da che mondo è mondo <strong>la propaganda</strong> ha condizionato e continua a condizionare (vedere certi giornali e canali televisivi) menti carenti di capacità critica, ma non è solo una questione di cultura (basterebbe l'istruzione), perché la saggezza può albergare in persone semplici e mancare in azzeccagarbugli sapienti.
Le <strong>reti sociali generaliste</strong> hanno aumentato enormemente la <strong>capacità d'eco</strong>, tipica delle discussioni al bar e in piazza, per cui i destinatari della propaganda da passivi diventano attivi propagandisti, in una bolla di consenso che si auto alimenta di <strong>fanatismo</strong>.
E il problema non è solo e tanto <strong>il privato</strong>, perché anche un regime pubblico come il cinese può approfittare degli stessi meccanismi socio tecnici e, nel suo piccolo, anche RCM ha subito flame e protagonismi.
A mio parere c'è <strong>l'antidoto</strong> di una gestione affidata ad <strong>autorità indipendenti</strong> a larga partecipazione, come fu concepita <strong>Fondazione RCM</strong>, e la capacità d'attrazione d'un combinato disposto (come si suol dire) tra <strong>utilità personale e collettiva</strong>, propiziatoria di un <strong>associazionismo culturale e civile in dialogo</strong> con imprese (a sostegno del consumatore/spettatore) e pubblica amministrazione (a sostegno del cittadino/imprenditore).
Ma ciò presuppone che imprese e pubblica amministrazione superino <strong>politiche di partecipazione di facciata</strong>: perché stentano servizi in rete di tutela del consumatore e perché pubblici amministratori, salvo eccezioni, sembrano incapaci a confrontarsi sistematicamente in rete con i loro concittadini?]]></description>
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<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 06:22:37 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Caro Roberto,sicuramente rendere partecipaMi più ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39109]]></link>
<description><![CDATA[Caro Roberto,<br /><br />sicuramente rendere partecipaMi più attrattivo è importante e bisogna riflettere sul come, ma lo è anche renderlo noto ad opera di tutti coloro che lo conoscono in tutte le loro reti di relazioni, proprio come fai tu.
Oliverio]]></description>
<guid isPermaLink="false">1#37834#39109</guid>
<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 11:37:13 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[OK , FB ha i suoi problemi, ma è attrattivo.
Cosa...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39108]]></link>
<description><![CDATA[OK , FB ha i suoi problemi, ma è attrattivo.
Cosa si puo' fare per rendere più attrattivi canali "alternativi" tipo questo ?]]></description>
<guid isPermaLink="false">1#37834#39108</guid>
<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 11:13:35 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Mi limito a segnalarvi questi due articoli per rip...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_39107]]></link>
<description><![CDATA[Mi limito a segnalarvi questi due articoli per riprendere questa discussione informata che non può assolutamente interrompersi:
<ul style="text-align:justify;"><li>"<strong>Why Facebook really, really doesn’t want to discourage extremism</strong>"<br /><a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2021/07/13/why-facebook-really-really-doesnt-want-discourage-extremism/">https://www.washingtonpost.com/politics/2021/07/13/why-facebook-really-really-doesnt-want-discourage-extremism/</a></li>
<li>"<strong>Facebook, la whistleblower Haugen al Senato: «Danneggia i minori e indebolisce la democrazia»</strong>"<br /><a href="https://www.corriere.it/esteri/21_ottobre_05/facebook-whistleblower-haugen-senato-danneggia-minori-indebolisce-democrazia-badd51f0-25ee-11ec-9c26-509de9bc1f2d.shtml">https://www.corriere.it/esteri/21_ottobre_05/facebook-whistleblower-haugen-senato-danneggia-minori-indebolisce-democrazia-badd51f0-25ee-11ec-9c26-509de9bc1f2d.shtml</a></li>
</ul>Oliverio]]></description>
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<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 10:16:35 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Non mi sembra troppo ambizioso, Cinzia. Le prime c...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38375]]></link>
<description><![CDATA[Non mi sembra troppo ambizioso, Cinzia. Le prime cose che possiamo fare sono di considerare il senso allungato delle nostre azioni individuali: non usare allegati Drive di Google, non lincare a contenuti Facebook, appoggiare le nostre iniziative ad altre realtà gestite da chi le usa, favorire sistemi a sorgente aperto, e così via. In partecipaMi possiamo nutrire aree di discussione con argomenti ben definiti, nel contempo locali e globali. Dobbiamo cercare di sviluppare i comportamenti socialmente responsabili in rete, insomma.
Per i primi punti elencati siamo agevolati dal meccanismo di OpenDCN di raccolta dei linc a destra della discussion, che permette di avere in futuro un elenco di risorse.
Per il punto 4, tanti anni fa ci siamo anche organizzati in gruppo (con anche il buon Giulio presente) per capire il tipo di sostegno che potevamo fornire a chi deve gestire la rete tutta e chi deve iniziare a usarla. Forse è arrivata l'ora per una nuova iniziativa del genere, anche per tenere i contatti con altre organizzazioni alternative al continuato uso becero della rete.
- ph]]></description>
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<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 12:13:16 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Non ho voluto rispondere subito per non dare l'ant...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38354]]></link>
<description><![CDATA[Non ho voluto rispondere subito per non dare l'antipatica idea di monopolizzare la discussione in un botta e risposta.
Mi sembra che la proposta di Beltrami sia molto interessante e sposti l'attenzione sulla necessità concreta di  interazione con altre reti.  Ambizioso, ma perché no? A monte non c'è un delirio di onnipotenza, ma una chaira analisi per la sopravvivenza, anzi la diffusione  di un uso non becero della rete.
 
Quindi i passi concreti sono:
1) elaborare un piano in cui  RCM sia la madre di tutte le reti redigendo un elenco di associazioni con scopi civici;
2) contattare  queste associazioni comprese quelle  che  un po' artigianalmente, per necessità di fare vetrina, sono in rete e necessitano di aumentare visibilità e utenti;
3) Proporre un accordo di lincaggio ai loro contenuti;
4) fornire un paio di validi aiuti a Oliverio o in alternativa una scorta di buoni ansiolitici. (meglio sarebbe un aumento di stipendio)
Corretto?]]></description>
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<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 08:25:58 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Ringraziando Iuno Huiuar per la segnalazione, vogl...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38352]]></link>
<description><![CDATA[Ringraziando Iuno Huiuar per la segnalazione, voglio condividere un cenno a due libri recenti che affrontano il problema dal punto di vista economico. Il primo a leggerne uno aggiunga qua due righe di riflessione, prego.]]></description>
<guid isPermaLink="false">1#37834#38352</guid>
<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 22:44:46 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Me lo ha segnalato Giulio Beltrami e lo inserisco...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38285]]></link>
<description><![CDATA[<div style="text-align:justify;">Me lo ha segnalato <a href="/users/viewprofile/1518" target="_blank">Giulio Beltrami</a> e lo inserisco volentieri nel materiale informativo di questa discussione informata:</div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;">"<strong>Carlo Alberto Carnevale Maffè, Giorgio De Michelis: Ma Google, Facebook e c sono ancora innovative?</strong>"</div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/RPYxO16P_cQ" width="560" height="315" frameborder="0"></iframe></div>]]></description>
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<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 11:13:27 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Cara Cinzia, cari tutti,a proposito di sostenibili...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38226]]></link>
<description><![CDATA[Cara Cinzia, cari tutti,<br />a proposito di sostenibilità di questo luogo, <a href="/users/viewprofile/4567" target="_blank"><strong>Roberto Re</strong></a>, il 18 febbraio scorso, ha istituito il "mattonciono day" partecipaMino con il mattoncino come simbolo di una partecipazione costruttiva con la realizzazione e la promozione di progetti sul territotio e non in astratto, nello spirito dell'Internet descritta da Cerf ... <a href="/infodiscs/view/35452#body_38225" target="_blank"><strong>vedi post odierno scritto da Roberto</strong></a> nella discussione informata dedicata a un luogo del cuore di Milano amico di partecipaMi.
partecipaMi, come hub civico per mettere assieme i cittadini attivi e i loro progetti, per raccontare i processi partecipativi nella nostra Milano.
Oliverio]]></description>
<guid isPermaLink="false">1#37834#38226</guid>
<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 14:25:14 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Con la presentazione allegata sono d'accordo con C...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38195]]></link>
<description><![CDATA[Con la <a href="/infodiscs/getfile/15963" target="_blank"><strong>presentazione allegata</strong></a> sono d'accordo con <strong>Cinzia Corti</strong> sulla necessità di contrastare <strong>Facebook</strong>, rivalutando il ruolo delle <strong>Reti Civiche</strong> rispetto alle <strong>Reti Sociali</strong>, del pubblico rispetto al privato e, dico io, di rimediare anche la mistificazione <strong>Rousseau</strong>.
Peraltro, come scrissi a <strong>Oliverio Gentile</strong>, credo che quest'anno - <strong>o la vada o la spacca</strong> - se non siamo capaci di approfittare del combinato disposto dell'epidemia e dei finanziamenti nel digitale.
Sto quindi cercando di convincere associazioni come <strong>Filosofia sui Navigli</strong>, già obbligate per l'epidemia ad "andare in rete" alla rinfusa, a "fare rete" su <strong>partecipaMi</strong>.
In prima istanza, per godere le economie, tecniche e gestionali, di una piattaforma digitale condivisa e le opportunità cognitive e collaborative di una <strong>Rete Civica</strong>.<br />E, una volta raggiunta una massa critica, per pretendere dalla pubblica amministrazione luoghi gratuiti di partecipazione digitale, come <strong>partecipaMi</strong>, sostitutivi o sussidiari a quelli tradizionali.
Nel frattempo, approfittando della prossime elezioni comunali, bisognerebbe sollecitare la pubblica amministrazione locale a considerare l'opportunità di utilizzare i prossimi investimenti nel digitale per integrare la <strong>Rete Civica</strong> nell'interfaccia per il cittadino <strong>URP</strong> dei loro sistemi informativi, assegnandone lo sviluppo e la gestione a una partecipata come <strong>Fondazione RCM</strong>. 
In prospettiva, ricordando come il famigerato <strong>FB</strong> sia cresciuto, da <strong>Rete Studentesca</strong> universitaria a <strong>Rete Sociale</strong> globale, credo possibile concepire da Milano una <strong>Rete Civica Italiana</strong>, meritevole di finanziamenti europei, per erodere lo stesso <strong>FB</strong> in logica "glocale" sinergica alla <strong>PAL</strong> (pubblica amministrazione locale).
A questo proposito vorrei sapere se e come stiano evolvendo le <strong>Reti Civiche</strong> nel mondo e non mi resta che auspicare che <strong>Fondazione RCM</strong>, con l'aria che tira, possa ottenere le risorse che merita, per volare all'altezza dei tempi.
<img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/38195/BB8C48A.jpg" alt="" width="700" height="393" />]]></description>
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<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 23:27:53 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[
Ciao Oliverio,
ti accennavo su qualche Chat che i...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38130]]></link>
<description><![CDATA[<div class="css-1dbjc4n" style="text-align:justify;">
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"><span class="css-901oao css-16my406 r-poiln3 r-bcqeeo r-qvutc0">Ciao Oliverio,</span></div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"><span class="css-901oao css-16my406 r-poiln3 r-bcqeeo r-qvutc0">ti accennavo su qualche Chat che in questi giorni sto osservando gran polpastrellare su un "nuovo" social, ad invito, basato su mesaggi vocali.</span></div>
<div id="tweet-text" class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"><span class="css-901oao css-16my406 r-poiln3 r-bcqeeo r-qvutc0">Dopo una prima, sommaria, lurkata a #</span><span class="r-18u37iz">ClubHouse</span><span class="css-901oao css-16my406 r-poiln3 r-bcqeeo r-qvutc0"> sono giunto alla conclusione che sembra essere in tendenza verso  un modello comunicativo tipo quello di tassisti/camionisti col baracchino CB sempre acceso :-)<br /></span></div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"><span class="css-901oao css-16my406 r-poiln3 r-bcqeeo r-qvutc0">Al momento l'APP è disponibile solo per IoS, staremo a vedere come evolverà quando verrà rilasciata versione Android per normali utenti di "mezzi pubblici" :-)</span></div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"> </div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"><span class="css-901oao css-16my406 r-poiln3 r-bcqeeo r-qvutc0">Ciao</span></div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"><span class="css-901oao css-16my406 r-poiln3 r-bcqeeo r-qvutc0">Roberto</span></div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it"> </div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it">P.S.</div>
<div class="css-901oao r-18jsvk2 r-1qd0xha r-a023e6 r-16dba41 r-ad9z0x r-bcqeeo r-bnwqim r-qvutc0" lang="it" xml:lang="it">mi sembra sia prevista anche una sorta di monetizzazione nella condivisione dei contenuti (in direzione opposta all'idea che ti accennavo).</div>
</div>]]></description>
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<pubDate>Sat, 30 Jan 2021 05:35:15 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[L'articolo di Masnick è molto utile e debbo dire ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38069]]></link>
<description><![CDATA[<span lang="it-it" xml:lang="it-it">L'articolo di Masnick è molto utile e debbo dire che sono genuinamente grato della segnalazione. Attenzione, però: l'articolo è lungo ed </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">è</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it"> scritto in una lingua straniera. C'è il rischio di rinunzia alla lettura da parte di alcuni di noi. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Ho dovuto stanziare spazio per leggerlo. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Non pretendo di saperlo riassumere (anche se sarebbe giusto che avessimo dei fondi per pagare le persone che ci riassumono in tricolore questi pensieri ma resti, questa riflessione, tra parentesi). Un punto molto importante </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">n</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">el concetto di sostituire alle attuali piattaforme nuovi protocolli condivisi è l'obbiettivo di avere di nuovo una rete distribuita. Questo è un principio di base ed è bene che lo si capisca a priori. Se no, è inutile parlare perché ciò che si costruisce sarà anche forse sistema ma non sarà mai rete.</span>
<span lang="it-it" xml:lang="it-it">A</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">ltro aspetto da notare </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">della soluzione proposta da Masnick è il lavoro in corso che coinvolge </span><em><span lang="it-it" xml:lang="it-it">inter alii</span></em><span lang="it-it" xml:lang="it-it"> Tim Berners-Lee con i marchi di Solid e Inrupt. (E queste iniziative dovrebbero avere </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">il loro codice transponder scritto nel brief da dare agli stageur retribuiti che nominavo nella parentesi precedente.</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">)</span> <span lang="it-it" xml:lang="it-it"><a title="appello Berners-Lee" href="/infodiscs/view/36264#body_36699" target="_blank">L'appello di Berners-Lee</a> per </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">il</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it"> futuro </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">della </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">rete </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">basata sui principi che animano </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">anche </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">FRCM </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">ci dà la teoria</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Ora passiamo alla pratica. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Se adottati, questi protocolli sarebbero un passo nella direzione giusta. L'idea di middleware proposta da Fukuyama et al, invece, salva le capre grasse e i cavoli passiti ma privatizza comunque </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">il discorso pronunziato a nome di tutti noi</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">.</span>
<span lang="it-it" xml:lang="it-it">S</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">ottoline</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">o </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">l</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">a frase </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">conclusiva </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">di Oliverio Gentile: </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">«Dovrebbe essere impedito per legge a enti pubblici e amministratori pubblici di <strong>usare questi ambiti </strong></span><strong><span lang="it-it" xml:lang="it-it">[di proprietà privata] </span></strong><span lang="it-it" xml:lang="it-it"><strong>per gestire la cosa pubblica</strong>.» </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Pur </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">condivid</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">e</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">ndo</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it"> la preoccupazione di Mario Zerbini per le bolle, </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">trovo </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">ancora più preoccupa</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">nte </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">la </span><em><span lang="it-it" xml:lang="it-it">de facto</span></em><span lang="it-it" xml:lang="it-it"> privatizzazione della cosa pubblica --e anche delle nostre cogitazioni private-- che </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">avviene a causa di quest'uso. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Il potere coercitivo doveva essere prerogativa </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">esclusiv</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">a</span> <span lang="it-it" xml:lang="it-it">dello stato, per definizione. Oggi però questo potere spetta alle piattaforme. Lo vediamo nel caso di Twitter che blocca l'account di Trump. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Come abbiamo potuto permettere mai che tali decisioni non spettino alla collettività?</span>
<span lang="it-it" xml:lang="it-it">Altri due esempi </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">del fenomeno che Oliverio denunzia sono il ruolo di poliziotto sovranazionale di Microsoft </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">che blocca le botnet (perché gli Stati non sono così potenti da farlo) </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">e la de facto privatizzazione della scuola italiana, ora saldamente nelle mani di Google. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Se la caduta del server di Google significa che le scuole </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">si spengono </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">e i ragazzi escono dall</span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">e</span> <span lang="it-it" xml:lang="it-it">lezioni, allora </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">la scuola appartiene a Google. </span><span lang="it-it" xml:lang="it-it">Metto le due relative citazioni tra gli allegati.</span>]]></description>
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<pubDate>Sun, 17 Jan 2021 20:44:01 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[A proposito dell'articolo di Cacciari (citato da A...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38042]]></link>
<description><![CDATA[A proposito dell'articolo di Cacciari (<a href="/infodiscs/view/37834#body_38032" target="_blank">citato da Alessandro Marzocchi</a>), mi limito ad osservare che in realtà Twitter non "decide se puoi parlare o no."
Decide se puoi usare la sua piattaforma, cioè se sei all'interno delle regole stabilite dalla piattaforma, quelle regole che tu hai accettato quando hai aderito alla piattaforma stessa ed hai creato il tuo account.
Su altri temi, allargando la questione alla "filosofia dei social" il discorso si fa molto complesso.
Il tema che mi sta più a cuore è quello degli algoritmi che creano "bolle" omogenee e che fanno ridondanza e creano isolamento anziché confronto. 
Una situazione destinata a radicalizzare le posizioni ed  i conflitti. Un tema difficile ma che va affrontato, nelle consapevolezza che dai isocial non si può prescindere.
Non è mai accaduto che un mezzo di comunicazione venisse abbandonato dopo che si è affermato, dalla trasmissione orale alla carta stampata alla radio, alla TV e fino ad oggi. Tutto si somma, nulla si abbandona.]]></description>
<guid isPermaLink="false">1#37834#38042</guid>
<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 10:21:32 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Caro Oliverio,
Ho letto tutti gli interventi già ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38033]]></link>
<description><![CDATA[Caro Oliverio,
Ho letto tutti gli interventi già pubblicati, in cui ho trovato come sempre tante belle idee e tutti i limiti della faccenda. 
Concordo con la maggior parte delle opinioni<span class="Apple-converted-space">  </span>di<span class="Apple-converted-space">  </span>Gianluca Gennai, con gli <a href="/infodiscs/view/37998#body_38005" target="_blank">articoli elencati da<span class="Apple-converted-space"> </span>Giulio Beltrami nell'altra discussione correlata</a>. Ho le mie idee sull’inclusione sociale vs inclusione digitale. Come tutti sono consapevole dei rischi di<span class="Apple-converted-space">  </span>manipolazione sull’utenza attuata dai Social e dell’aberrante uso dei dati perpetrato a nostre spese. Concordo anche sulla tua idea “L'unica via di uscita per non lasciare il mondo e Internet nelle mani di una manciata di super potenze aziendali (che di fatto hanno annullato la democrazia che era insita nella filosofia stessa di Internet ai suoi albori) è rivalutare la telematica civica e creare social network civici.”
Argomento impegnativo. Solleciti e io rispondo concretizzando la discussione. 
Evito le disquisizioni bizantine di lana caprina e arrivò al sodo, che credo sia poi quello che maggiormente<span class="Apple-converted-space">  </span>possa interessare partecipaMi.
Facciamo un po’ d’ordine e dividiamo gli argomenti perché vorrei evitare il calderone che conduce spesso a interessanti deliri teorici quanto improduttivi: ognuno aggiunge un ingrediente che ritiene importante alla discussione e finiamo per ritrovarci a cuocere un minestrone tipo quello che<span class="Apple-converted-space">  </span>“Tre uomini in barca” mettono insieme grazie anche al succulento contributo del loro cagnetto Montmorency…. (Se non ricordo male una scarpa) 
 
Direi che l’argomento ha 5 filoni da sviscerare.
Ecco alcuni punti su cui discutere, con alcuni accenni introduttivi della discussione (in grassetto i punti più delicati); spesso i punti interagiscono tra di loro:
 
1) FINALITA’
2) TARGET
3) METODO: <span class="Apple-converted-space">  </span>GESTIONE - LIMITAZIONI
                        LIBERTA’ e SERIETA’ delle INFORMAZIONI
                        UNA SCUOLA DI COME SI USA LA RETE
4) COMPETENZE e REGOLE
5) SOPRAVVIVENZA
 
<strong>1) </strong>Da ignorante tecnologica quale sono, direi che<span class="Apple-converted-space">  </span>prima dobbiamo stabilire le <strong>FINALITA’</strong> a cui la parte tecnica deve “rispondere”. Quindi l’interessante articolo proposto da Roberto Re della Columbia University in cui si propone un ritorno ai vecchi sistemi dei protocolli e l’abbandono delle piattaforme, ammesso e non concesso che sia possibile, per il momento lo accantoniamo.
 
A noi serve un luogo virtuale in cui:
- l<strong>e persone scambino idee e si confrontino su determinati argomenti</strong>
<strong>- si possa dare una corretta informazione anche su quello che è la rete e le sue insidie</strong>
<strong>- si possa creare un clima di partecipazione civica</strong>
<strong>- si possa diffondere la cultura del civismo</strong>
<strong>- si abbia piacere e voglia di partecipare*</strong>
 
* Il maggior competitor è FB.<span class="Apple-converted-space">  </span>Perché uno va su FB e non su partecipaMi? (Cfr. Punto 3) Le persone vanno su FB perché hanno un giro di amicizie con cui condividono argomenti, vita, curiosità.<span class="Apple-converted-space">  </span>Un luogo easy in cui trovarsi a casa dopo la giornata di lavoro<span class="Apple-converted-space">  </span>e, ora, con cui sopportare il peso del lockdown. L’effimero e la presunzione di fare politica scrivendo un post ogni tanto commentando un argomento di attualità.
FB lusinga l’autostima (spesso malriposta) di molti.
Anche FB propone Condivisione e Partecipazione di argomenti ma in modalità più accattivante, meno strutturata e molto meno qualificata. Ovviamente le finalità sono diverse da quelle di partecipaMi, ma non arricciamo il naso sdegnati. <strong>Forse potremmo utilizzare maggiormente FB? </strong>Uno specchietto per allodole che una volta acchiappate atterrano sulla piattaforma di partecipaMi? Perché no? Non dobbiamo dimenticare il punto 5) e neppure che questo ci darebbe maggior possibilità che
- <strong>si allarghi il numero di partecipanti!!!</strong>
 
Dobbiamo<strong> far venir voglia di usare parteciapMi</strong>. Le persone che utilizzano la piattaforma partecipaMi <strong>sono per la maggior parte persone che conoscono già il servizio</strong>, forse lo sovvenzionano anche.<span class="Apple-converted-space">  </span>Ecco che allora se vogliamo le finalità elencate siano raggiunte dobbiamo allargare la rete, individuando le nostre debolezze<strong>. Aprirci al nuovo. E far vedere il valore e la differenza che c’è con FB/Twitter/ecc.</strong>
 
<strong>2) TARGET </strong>In base alla risposta<span class="Apple-converted-space">  </span>avremo diversi metodi di intervento, ma bisogna essere onesti e stabilire questa cosa.<strong><span class="Apple-converted-space">  </span></strong>Chi vogliamo raggiungere? <span class="Apple-converted-space">  </span>Gli attuali soci?<span class="Apple-converted-space">  </span>Vogliamo pilotare la piattaforma verso un gruppo<span class="Apple-converted-space">  </span>particolare di partecipanti? Chi?
<strong>L’intellighenzia milanese?</strong>
<strong>Gli amici degli amici?</strong>
<strong>Una base ampia, eterogenea?</strong>
 
<strong>3) METODO</strong>
GESTIONE<span class="Apple-converted-space"> </span>e LIMITAZIONE Una differenza fondamentale con FB è l’immediatezza della pubblicazione. Questa cosa è un vero limite, ma <strong>una redazione è necessaria</strong> per non diventare una piattaforma Rousseau, per non avere troll che infastidiscano con provocazioni fini a se stesse.<span class="Apple-converted-space">  </span>Il grande pregio e il grande limite di FB è proprio questo: tutti possono scrivere di tutto. Un’enorme cloaca in cui<span class="Apple-converted-space">  </span>il vero e il falso, l’oggettivo e il soggettivo si mescolano in un improbabile pretesa di fare informazione.
 
E allora?<span class="Apple-converted-space">  </span>Troviamo delle soluzioni! Qualche idea per farsi conoscere? 
<ul class="ul1" style="text-align:justify;"><li class="li2">Uno manda un commento sulla<span class="Apple-converted-space">  </span>pagina FB e c’è una redazione che lo invita a pubblicare un pezzo su partecipaMi? Può funzionare? Un doppio binario con FB? Oppure</li>
<li class="li2">Organizzare eventi<span class="Apple-converted-space">  </span>(in videoconferenza) per farsi conoscere, su temi particolarmente attuali?</li>
<li class="li2">Chiedere alle varie zone se hanno temi caldi in cui partecipaMi può essere utile per un <em>battage</em> pubblicitario? Essere più produttivi verso l’esterno? Magari lo siamo già.</li>
<li class="li2">Bambini!! La chiave di volta per aprirsi alle famiglie. Una indagine sulle situazioni<span class="Apple-converted-space"> </span>scolastiche in pandemia e i servizi<span class="Apple-converted-space">  </span>attivati<span class="Apple-converted-space">  </span>per le fasce deboli nelle singole zone.</li>
<li class="li2">Una newsletter da far girare</li>
<li class="li2">……….</li>
</ul> 
<strong>3.a) LIBERTA’ e SERIETA’ delle INFORMAZIONI</strong>
Un punto critico. Andrebbe tutto in grassetto. Nevralgico.<span class="Apple-converted-space">  </span>(Cfr punto 3) Dobbiamo fare chiarezza su cosa vuol dire Libertà di informazione e di partecipazione senza essere inconsapevoli strumenti<span class="Apple-converted-space">  </span>della rete dei social che si arricchiscono sui<span class="Apple-converted-space">  </span>commenti dei partecipanti. <strong>Essere una scuola di libertà </strong>che chiarisca<span class="Apple-converted-space">  </span>senza cadere nelle tesi dei complottismo tanto di moda che i rischi ci sono, ma che la soluzione non è rinunciare ad esprimersi, così come non è l’acritica partecipazione a commenti incontrollati.
<strong>3.b)  UNA SCUOLA DI COME SI USA LA RETE,</strong> come si verificano le informazioni, come vanno redatte le info per essere attendibili ecc. ecc. questa può diventare una mission di partecipaMi. Far capire cos’è la <strong>CONTROINFORMAZIONE. </strong>
Far capire bene<span class="Apple-converted-space">  </span>la differenza tra un Social e la<span class="Apple-converted-space"> </span>nostra Piattaforma.
 
<strong>4) CONSAPEVOLEZZA E REGOLE</strong><span class="Apple-converted-space">  </span>Internet alimenta il delirio di onniscienza che solo un ignorante doc può accarezzare, ma ciò detto dobbiamo garantire la libertà di parola a tutti, se la finalità è quella di aprire al civismo partecipato. Ovviamente una piattaforma che raccoglie persone affini è più facilmente gestibile di una piattaforma in cui il livello culturale è vario. Il rischio però è di cantarsela e suonarsela. E di compiacersi pure.
<strong>RISCHIO: ritrovarsi in una piattaforme elegante e radical chic in cui far risuonare la propria cultura in una cerchia ristretta di conoscenze e di addetti ai lavori.</strong>
Va combattuto<span class="Apple-converted-space">  </span>sia l’inconcludente edonismo autocelebrativo che trasforma l’antico “cogito ergo sum” in un <strong>“pubblico ergo sum”</strong>, il <strong>delirio di onnipotenza comunicativa</strong><span class="Apple-converted-space">  </span>che anziché<span class="Apple-converted-space">  </span>attrarre e incentivare la discussione<span class="Apple-converted-space">  </span><strong>allontana e infastidisce</strong>. Quindi vanno forse ricordate alcune regole:
a) semplificare il linguaggio non vuol dire appiattire il concetto: parlare a tutti è una difficile arte non sempre direttamente proporzionale<span class="Apple-converted-space"> </span>al grado culturale raggiunto, anzi talvolta più si è colti più si utilizzano tecnicismi anche senza accorgersene;
b) Accorciare e schematizzare i concetti: una volta che ci siamo assicurati che il concetto base sia chiaro, diamo la possibilità agli altri di intervenire, apportando un’angolatura diversa.
c) Ricordarsi che non stiamo pubblicando un paper su una rivista scientifica, stiamo proponendo una conversazione. Solo se interessa sarà raccolta.<span class="Apple-converted-space">  </span>Solo se chi legge pensa di aver qualcosa da dire<span class="Apple-converted-space">  </span>si avvierà la discussione.
 
<strong>5)<span class="Apple-converted-space">  </span>SOPRAVVIVENZA</strong>
La chiave del futuro è allargarsi, trovare fondi. Ho già detto tempo fa che secondo me gli Enti<span class="Apple-converted-space">  </span>politici locali dovrebbero sovvenzionare partecipaMi perché svolge un servizio che dovrebbe essere ritenuto fondamentale da ciascun<span class="Apple-converted-space">  </span>politico vero.<span class="Apple-converted-space">  </span><em>Mala tempora currunt. </em>
E allora troviamo iniziative. Fundraising, nuovi soci, nell’attesa che il civismo colpisca anche i nostri politici.]]></description>
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<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 12:04:09 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Condivido l’analisi di Oliverio, è anche l’op...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38032]]></link>
<description><![CDATA[Condivido l’<a href="/infodiscs/view/37834#body_38027" target="_blank">analisi di Oliverio</a>, è anche l’opinione di <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2021/01/08/trump-sospeso-dai-social-cacciari-pazzesco_Sm0A0su3qQVoE9M29MklSM.html?refresh_ce" target="_blank">Massimo Cacciari</a> e di tre accademici Usa d’eccellenza (<span lang="en-us" xml:lang="en-us">Francis Fukuyama, Barak Richman, Ashish Goel: </span><a href="https://www.foreignaffairs.com/articles/united-states/2020-11-24/fukuyama-how-save-democracy-technology" target="_blank"><span lang="en-us" xml:lang="en-us">How to Save Democracy …</span></a> <span lang="en-us" xml:lang="en-us">i colossi tecnologici minacciano il buon funzionamento della democrazia, occorre tornare indietro col controllo).</span><br />Non condivido la soluzione che propone Oliverio: <em>proibire per legge …</em> .  L'equilibrio è una buona scelta, sopra l'ha sostenuta <a href="/infodiscs/view/37834#body_37839" target="_blank">Bruno Alessandro Bertini</a>, ci tornerò più avanti.<br />Bisogna investire in alfabetizzazione (cito un inciso di Masnick e ringrazio <a href="/infodiscs/view/37834#body_38029" target="_blank">Roberto Re</a> per la segnalazione: <span lang="en-us" xml:lang="en-us">la capacità di personalizzare, the ability to customize your own</span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">) ed in <strong>regole generali <span style="text-decoration:underline;">applicabili nella realtà</span></strong> (scriverle è necessario ma non basta), </span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">fa bene <a href="/infodiscs/view/37834#body_38030" target="_blank">Gianluca Gennai</a> ad invitare al realismo</span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">.<br /></span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">Tradotta in italiano da Google translate, allego la <a href="/infodiscs/getfile/15872" target="_blank">proposta middleware</a></span><a href="/infodiscs/getfile/15872" target="_blank"> <span lang="en-us" xml:lang="en-us">di </span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">Fukuyama, Richman, Goel </span></a><span lang="en-us" xml:lang="en-us">ed i</span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">nvito chi ha competenze migliori a </span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">commentarla: tecnicamente ed economicamente (business model) è ipotizzabile interporre fra utente e piattaforma un filtro che anonimizza la richiesta e restituisce la risposta?</span><span lang="en-us" xml:lang="en-us"><br /></span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">Ricordo la mia convinzione di procedere </span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">con tecnologia aperta, pubblica, stabile nel tempo, comprensibile dall’utente finale.<br />L'argomento che ci occupa non è nuovo, come scrive <a href="/infodiscs/view/37834#body_37841" target="_blank">Massimo Mulinacci</a>, ma è bene far scoppiare le pustole, lo scrive sempre Mulinacci. Infatti i</span><span lang="en-us" xml:lang="en-us">l digitale apre una transizione epocale che il genere umano non ha mai vissuto prima: contemporaneamente è parola e lingua, scrittura, vita sociale, politica, democrazia, modo di pensare e di essere: abbiamo vissuto tutte queste fasi, mai in contemporanea, in un colpo solo. <br />Col caso Trump e l'invasione di un Parlamento, Oliverio ha aperto anche un altro argomento: quali regole? Chi le pone? Quando?<br />F</span>inora le regole sono sempre derivate dall'esperienza, questa della <em><strong>transizione digitale</strong></em> è cominciata da pochi decenni, periodo sufficiente per dire che qualche regola è opportuna (quali regole per partecipaMi? oltre al <a href="/galateo" target="_blank">galateo</a>, ottimo ma generico ed affidato a qualità umanissime). <br />Cominciando dall'ipotizzare parità di dialogo? <br />Nessuno ha più diritto di ogni altro, ad esempio uguaglianza di parole, spazio, tempo. Se l'imperatore ha "x", ogni cittadino ha "x" parole. Si potrebbe chiedere all'imperatore di tacere per "y" tempo prima di avere altre parole?<br />Si potrebbero distinguere interventi a scopo di decidere, scegliere da quelli con scopo di conoscenza, ricerca ...? <br />Il libero mercato ha fatto il suo, ha lanciato i social i quali - con ovvie incertezze - hanno cominciato a porre regole. <br />Il libero mercato è diventato potente come e più degli Stati, tanto che lo fronteggiano in pochi: Cina, Ue, Usa. <br />Cina si è opposta all'ulteriore espansione di Alibaba, pochi discorsi e punto. <br />Ue insiste da anni cercando di regolare i colossi del web, da poco anche gli Usa hanno aperto un fronte.]]></description>
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<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 01:46:02 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Penso molto all'argomento e so essere una delle qu...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38030]]></link>
<description><![CDATA[Penso molto all'argomento e so essere una delle questioni che ci fanno discutere. Sono senz'altro preoccupato per le derive e le conseguenze di un controllo su ciò che facciamo nei social, ma non penso si possa fare a meno di considerare un aspetto che sembrerà una declinazione, tuttavia noi che abbiamo certe capacità d'analisi, dovremmo anche mantenere il senso della realtà, e la realtà è che la gente comune usa i social più diffusi ed è ancora lontana dall'uso civico, dall'uso divulgativo, fino all'informazione critica, soprattutto se questo vuol dire: iscriversi, versare una quota, scrivere in un certo modo, ecc . Ecco una forma mentis. C'è una prigrizia, una certa inerzia mentale a fare qualcosa che comporta una certa fatica mentale. I più sono poco sensibili agli aspetti della privacy o peggio non si curano di questo a favore dello scrivere e pubblicare senza pudore alcuno, senza filtri, nonostante il grande fratello, mentre sono del tutto avulsi dalla rete civica, persino restii dall'usarla come solo sviluppo del pensiero e approfondimento critico. Mi viene da dire che sia giusto parlarne con toni critici e preoccupati, ma alla fine si dovrebbe essere pragmatici e restare dentro a questi social, anche e soprattutto per arrivare a questi tanti cittadini, sperando che una certa sorveglianza anche intellettuale, abbia effetto sul garante della privacy e su chi possa porre dei limiti al dominio dei grandi players dei social network, al tempo stesso, che ci sia una continua gentrificazione della rete, che porti anche un solo utente a entrare nel meccanismo della partecipazione attiva e responsabile dei canali di dialogo e di discussione instituzionalizzati quale è partecipaMi. Sul fatto che i personaggi politici che governano una città, non dovrebbero utilizzare i social per comunicazioni ufficiali, proprio per quanto scritto sopra, credo non ne possano fare a meno, se mai è incredibile come non utilizzino un canale di dialogo come la rete civica, questo lo trovo davvero mortificante e in antitesi con l'idea che ho io del governante, del gestore dei temi di una città. Direi che a Milano è una forma di confinamento del pensiero critico e di ogni forma di libertà intellettuale che in alcuni casi è difficilmente gestibile, dunque pericoloso per una strategia, per un metodo di dissusione di massa. Invece la cosa che mi fa pensare molto è che nonostante queste forme di esclusione, peraltro eseguite con gentile negazione e il diritto dell'arma, molti tra noi pensino bene di questa amministrazione, anche nell'ottica del meno peggio o del voto a sinistra a prescindere, Pur di non aprire la porta di palazzo Marino alla destra e non alla persona forse anche valida, essa è condannata alla sconfitta solo perchè di destra. Non è forse anche questa una forma sbagliata che rimanda alla delicata e complessa forma mentis?
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 16:23:37 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[In questi giorni ho letto il seguente articolo che...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38029]]></link>
<description><![CDATA[In questi giorni ho letto il seguente articolo che mi ha fatto riflettere parecchio  e ricondivido
<strong><a href="https://knightcolumbia.org/content/protocols-not-platforms-a-technological-approach-to-free-speech" target="_blank"><span style="font-size:12pt;">Protocols, Not Platforms: A Technological Approach to Free Speech</span></a></strong>]]></description>
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<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 12:11:23 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[I social, in questi anni (non solo negli ultimi gi...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38027]]></link>
<description><![CDATA[<div style="text-align:justify;">I social, in questi anni (non solo negli ultimi giorni), hanno mostrato al mondo tutta la loro potenza e tutti i loro limiti.</div>
<div style="text-align:justify;">I più grossi, e quindi più potenti, sono gestiti da aziende private il cui unico scopo è il lucro.</div>
<div style="text-align:justify;">Disabilitare profili dopo che i buoi sono scappati (Trump non sarebbe mai stato eletto presidente degli Stati "Uniti" senza Facebook) è solo una mossa tardiva per limitare i danni alla propria azienda.</div>
<div style="text-align:justify;">L'unica via di uscita per non lasciare il mondo e Internet nelle mani di una manciata di super potenze aziendali (che di fatto hanno annullato la democrazia che era insita nella filosofia stessa di Internet ai suoi albori) è rivalutare la telematica civica e creare social network civici. Non c'è altra strada in un mondo nel quale ormai, purtroppo, tutti (in primis politici e mezzi di informazione) si sono adeguati a quanto imposto dai social network aziendali suddetti.</div>
<div style="text-align:justify;">Dovrebbe essere impedito per legge a enti pubblici e amministratori pubblici di usare questi ambiti per gestire la cosa pubblica.</div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;">Oliverio</div>]]></description>
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<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 11:40:45 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Sì, esatto. Poi non so se tutti hanno letto il tu...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38015]]></link>
<description><![CDATA[Sì, esatto. Poi non so se tutti hanno letto il tuo utile link al pezzo di Furbini ma alla fine lui dice senza mezzi termini che oggi la grande concorrenza è per il potere e vedi in opposizione tra di loro le forze del potere temporale o settore pubblico e queste GAFAM. Certo, così si sintetizza ma almeno questo tutti dovrebbero capirlo.]]></description>
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<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 15:21:39 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Philip, leggo con piacere il tuo chiarimento: meno...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38012]]></link>
<description><![CDATA[Philip, leggo con piacere il tuo chiarimento: meno competizione, più cooperazione.]]></description>
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<pubDate>Tue, 05 Jan 2021 01:06:52 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Sul progresso sono d'accordo con Alessandro. Ho fa...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_38011]]></link>
<description><![CDATA[Sul progresso sono d'accordo con Alessandro. Ho fatto un errore di grammatica. Quando ho scritto "Il problema non è il progresso rivoluzionario della condivisione di conoscenza, però. Esso consiste nella sostituzione della concorrenza alla cooperazione." immaginavo che quel pronome avesse una ripresa anaforica a saltellante (probabilmente per <a title="esso" href="http://www.britishmetalsigns.co.uk/ekmps/shops/073f8a/images/esso-put-a-tiger-in-your-tank-preformance-motoring-metal-advertising-wall-sign-retro-art-341-p.jpg" target="_blank">l'imprinting</a> della Esso... quell'altra che oggi è Exxon). Volevo dire che di per sé il progresso delle tecnologie non crea problemi ma che il modo in cui usiamo queste tecnologie apre la strada al processo di estendere una visione sbagliata che esalta la concorrenza, che lede le iniziative solidali. Spero di spiegarmi meglio.
- ph]]></description>
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<pubDate>Mon, 04 Jan 2021 20:34:48 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Siamo allo scontro fra Stati ed OTP (Over The Top,...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_37877]]></link>
<description><![CDATA[Siamo allo scontro fra Stati ed OTP (Over The Top, i giganti del digitale), <a href="https://www.corriere.it/editoriali/20_novembre_18/10-cultura-documentoncorriere-web-sezioni-3e9dc152-29e0-11eb-884f-3aae855c458a.shtml" target="_blank">Federico Fubini</a> lo ha sintetizzato perfettamente: vedo in vantaggio gli ultimi anche perchè il codice è la regola (<a href="/infodiscs/view/37834#body_37867" target="_blank">Philip</a> ha fatto bene a ricordare <a href="https://harvardmagazine.com/2000/01/code-is-law-html" target="_blank">Lessig</a>) ed è arrivato in un momento storico di debolezza della regola tradizionale.<br />Ogni giorno diventa più chiaro che siamo entrati in una nuova era che può essere un dramma fatale (lo temo) od anche un'opportunità epocale, dubito che riusciremo ma a quasi 80 anni spero nel futuro e faccio quel che posso senza illudermi. La transizione digitale va affrontata con regole ma anche con l'educazione: impegno diffuso per alfabetizzazione digitale oltre ad imposizione di codici e programmi aperti e pubblici ... anche col sorgente aperto si possono gestire aziende e fare profitti. <br />Sono convinto che siamo all'inizio di un cambiamento antropologico profondo, inutile avere troppa fretta, teniamo conto anche degl'infiniti italici ostacoli al cambiamento ma ... cominciamo!<br />I nostri problemi sono tanti, Covid li mette tutti sotto la lente d'ingrandimento, quelli di sopravvivenza meritano la precedenza.<br />Tornando alla transizione digitale, come genere umano continuiamo a domandarci chi siamo e già stiamo perdendo la poca coscienza di noi conquistata a fatica, avviamo il cammino con pochi passi significativi:<br />* alfabetizzazione digitale nella scuola, cominciamo dal primo anno e poi a seguire anno dopo anno. <br />* tecnologia digitale aperta e pubblica, di facile comprensione.<br />* regole digitali stabili, ponderate, coerenti progettate affinchè siano tali anche per l'utente finale. <br />* confronti continui fra digitale proprietario e digitale aperto e pubblico, la proposta che Philip ha appena fatto.<br />Intanto ... <a href="/raccoltafondi2020" target="_blank">continuiamo a far vivere partecipaMi</a>.<br />Post scriptum 1<br />Philip scrive che (il progresso) consiste nella sostituzione della concorrenza alla cooperazione. Se ho capito bene la mia opinione è opposta, la sintetizzo così: meno competizione, più cooperazione.<br />Post scriptum 2<br />Sempre se ho capito bene, Philip dubita che l'anonimato in rete sia positivo, se è così concordo, sono a favore dell'identità: autonoma, responsabile, rispettata.]]></description>
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<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 18:33:37 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Il quesìto iniziale di Oliverio inquadra bene l?...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_37867]]></link>
<description><![CDATA[Il quesìto iniziale di Oliverio inquadra bene l’attuale conflitto tra due modelli sociali di rete, una polarizzazione epistemica che sta ora determinando il futuro (che è ora). La condivisione di conoscenza, dalla glottogenesi in poi, è la ricetta essenziale per il successo della specie umana. La rete è un brolo, cioè una risorsa naturale incorporata nel contesto costruito dagli umani. Il modello di rete virale si oppone ferocemente all’azione umana, a quella cosa che Hannah Arendt chiama «action» in contrasto con «labor» e «work». Se prevale il virus, Oliverio e Alessandro e Bruno e Gianluca e Massimo e Philip diventano come gli scarrafoni e i bruchi dei quali ha parlato Ed Yong nel suo discorso TED: degli zombii pilotati dalla vespa che <a title="zuboff" href="/infodiscs/view/35865" target="_blank">Shoshana Zuboff</a> chiama Il Grande Altro. Continuiamo la condivisione ma ciò che condividiamo non contiene più la nostra azione cognitiva.
Giustamente dopo la glottogenesi e la scrittura possiamo considerare la rete una quarta rivoluzione cognitiva collettiva (se la riproduzione a stampa che ha coinvolto Aldo Manuzio è la terza). Il problema non è il progresso rivoluzionario della condivisione di conoscenza, però. Esso consiste nella sostituzione della concorrenza alla cooperazione. La proprietà collettiva, il brolo, viene rubato da privati. La nostra condivisione non deve diventare la proprietà privata di una colossale “persona giuridica”. Proprio per questo dobbiamo insistere, esigendo di avere uno Stato controllato da noi cittadini. E avete ragione a dire che uno Stato del piffero alla Elizabeth Warren (avvocato senatrice) che spacchetta i colossi serve a poco. Forse si lenisce un poco il danno inflitto a quanto posseduto in comune ma si finisce soltanto per sostituire al pifferaio un pifferaio nuovo. E i nostri figli fanno la fine dei topi.
La questione del «libero arbitrio» coglie nel segno perché esso è strettamente connesso a ciò che Zuboff definisce <em>human agency</em>. Ma attenzione a confondere “privacy” con l’intimità perché ricreiamo così l’illusione dell’individuo. In realtà la privacy è una risorsa collettiva, mentre l’individuo privo del con-chi-condividere o non esiste o muore.
Molto dannosa è stata la tendenza di confondere la ‘praîvassi’ in rete con l’anonimato o la riservatezza o addirittura l’intimità. Si avvicina di più a un concetto come la discrezione collettiva. Ma quella dipende dalla <em>human agency</em>, una risorsa collettiva che lo strumentarismo ora ci estrae, così come da mezzo millennio dal brolo allargato pochi gruppi privati estraggono la legna e il lavoro forzato e il petrolio e l’aria che i nostri figli non potranno più respirare.
Questo processo è implicito in quell’aggettivo «primitivo» che leggiamo a esordio filone. Gli strumenti del Grande Altro si collegano direttamente alla parte rettile dell’umano. Certo, questa violenta estrazione del sostentamento che lo espropria alla collettività al beneficio dei sedicenti “proprietari” non è una novità e il marchètting™ dell’attenzione, come c’insegna Tim Wu, esisteva sotto forma di coltivazione della distrazione ben prima della TV.
Anche Aldo, mentre Cristoforo Colombo era intento a rendere «sanza gente» la terra promessa «di retro al sol», era intento a chiedere ai detentori di potere temporale di riconoscere a lui la “proprietà intellettuale” dell’alfabeto greco. Che la “proprietà intellettuale” equivale al codice segreto, un furto a mano privata della cultura collettiva, ce l’ha già spiegato lustri fa Lawrence Lessig (e per questo gli è stato negato il diritto di intervento dal partito di Elizabeth che vuole spacchettare la proprietà della rete ma conservare la privatezza del suo possesso).
Non va bene: <em>it’s not okay!</em> Non possiamo accettare la rete virale. Dobbiamo costruire la rete di pubblica conoscenza condivisa. Ci piace forse l’America e noi per questo vogliamo anche a Milano le scuole private, gli ospedali privati, le prigioni private e i vaccini brevettati? <a title="edyong.me at ted" href="https://www.youtube.com/watch?v=CfqO1U6lfDs" target="_blank">Parlando quasi sette anni fa</a>, Ed ci chiede «Are there dark, sinister parasites that are influencing our behavior without us knowing about it, besides the NSA?» Noi oggi conosciamo la verità (grazie al suo omonimo Snowden, ormai esiliato ma che allora aveva appena fischiato «al ladro!»): abbiamo l’obbligo morale di capire che lo spionaggio di Stato era soltanto la punta dell’iceberg della manipolazione a mano privata dei GAFAM occetera™ che inizia a palesarsi con la fuga di notizie sull’operato di Cambridge Analytica.
Far uscire il pus virale significa gettare luce del «sol che san[a] ogne vista turbata».
Allora propongo una cosa --anche se non mi piace la parola perché mica pro-pongo a quando: pongo ora qui adesso questa idea: prendiamo la dicotomia di Oliverio e facciamo una tabella di confronto come quella sul libro di Zuboff che confronta il Grande Fratello di Orwell con Il Grande Altro di Zuckerberg-Google. Mettiamo in una colonna ciò che è virale e nell’altra quel che è «virtute e canoscenza» condividenda.
Inizio:<br />La proprietà intellettuale protetta dalla legge di un nuovo vaccino sviluppato durante la pandemia premia la viralità <=/\=> premia la conoscenza umana la condivisione delle formule chimiche, il codice genetico, il codice civile e il codice informatico.
Una rete sociale parassitaria gestita a scopo di lucro e non trasparente ai sudditi che la popolano premia la viralità <=/\=> premia la conoscenza umana una rete sociale costruita consapevolmente dai cittadini che la abitano partecipando a gestirla (sosteniamola!).
L’amico che t’invita all’evento virtuale su “Meet” di Google/Alphabet la cui partecipazione richiede account Gmail premia la viralità <=/\=> premia la conoscenza umana l’amico che t’invita all’evento sul server Jitsi ospitato in modo distribuito da una sede del CNR finanziato dalla Repubblica Italiana.
La scuola che compra poche dozzine di tavolette dalla Lenovo, pagandole con la vendita delle anime future di un migliaio di minorenni a Google Education® marchiato Lenovo, premia la viralità <=/\=> premia la conoscenza umana la prof di matematica che organizza una smanettona di quinta per montare un’istanza di Moodle con Big Blue Button sullo spazio server offerto dal ministero dello Stato preposto all’istruzione dei cittadini.
Il libro online edito un secolo fa, donato per la scansione da una biblioteca finanziata dai contribuenti, che puoi consultare su web se accetti biscottini e script di Google premia proprio quella viralità della quale allo Iulm (Milan, Italy) ci mise in guardia Lawrence nel 2004 (otto anni prima di essere imbavagliato dal partito di Joe Biden) <=/\=> premia la conoscenza umana il libro elettronico del Progetto Manuzio (lanciato con l’aiuto di FRCM) o Project Gutenberg.
La RIAA parassitica che usa le leggi degli Stati Uniti d’America e della Germania per attaccare gli sviluppatori Python di youtube-dl a sorgente aperto premia la viralità <=/\=> premia la conoscenza umana archive.org che usa youtube-dl per scaricare il telegiornale al quale un politico afferma ciò che poi affermerà di non aver mai affermato.
Lo studente che si muove su due ruote arancioni a cinque razze dopo aver usato la MasterCard per iscriversi tramite app Android per godere sottocosto di un servizio (oggi proprietà della Meituan) lanciato con sovvenzioni del Partito Comunista Cinese per la costruzione della pagella di buona sudditanza 2020 premia la viralità <=/\=> premia la conoscenza umana lo studente che si muove su una bici con una punta di ruggine che ha tirato fuori dalla cantina e imparato ad aggiustare presso la Cascina Cuccagna (grazie Paolo!).
Poi ci sono i casi complessi: <br />Pocahontas la felice principessa esotica personaggio proprietario della Disney premia la viralità <=/\=> premia la conoscenza umana il ricordo di Pocahontas la persona vera vittima dei trafficanti finanziati da Tommaso Marino di Milano e altri di altre città d’Europa.
E se iniziamo a parlare di alcuni esempi ancora scopriremo che c’è anche la zona grigia. Ma solo se ne parliamo possiamo sperare di seminare delle idee che possono essere condivise. Le idee condivise spesso in passato hanno cambiato il mondo.
      - ph 20201121]]></description>
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<pubDate>Sat, 21 Nov 2020 16:05:44 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Mi pare una cosa vecchia. Già la TV lo faceva ma ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_37841]]></link>
<description><![CDATA[Mi pare una cosa vecchia. <br />Già la TV lo faceva ma prima ancora riviste e rivistine, libri e volantini.
Ci accorgiamo della viralità perché:
1) La rete è istantanea ed interattiva
2) Il termine è nuovo ma indica roba vecchia
3) La viralità è ciò che ci permette di essere sulla cresta dell'onda; quindi roba vecchia.
Ringrazio ancora il web e la sua esistenza perché sta facendo scoppiare le pustole, 
scaricare il pus e suturare le carni esauste.
Amen]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 19:01:40 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[L’uso della rete ci rende liberi?
Se questa doma...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_37840]]></link>
<description><![CDATA[L’uso della rete ci rende liberi?
Se questa domanda trova una risposta affermativa in noi, allora si può sostenere che questa libertà derivi da una democrazia illuminata, in cui la rete si supponga, essere supporto atto a migliorare la vita delle persone.
La libertà di una democrazia è insita nell’individuo che in essa dovrebbe trovare delle risposte. Allora la rete se è un’espressione della libertà, può essere portatrice di saperi, dunque strumenti di crescita e di progresso. Sappiamo che non sempre é cosi.
La rete.
Nessuno di noi sa esattamente cosa sia, se non secondo le proprie conoscenze e declinazioni, talvolta tecniche, altre filosofiche, tuttavia ognuno di noi, ne fa uso e pensa di saperla controllare, di essere in grado di comprenderne le dinamiche, le finalità ultime, di poterla gestire, di usarla al meglio. Vi si possono depositare le speranze, le illusioni, persino i sogni che in essa prendono forma, in rete si é tutto ciò che vorremmo, senza che essa ci giudichi, ci limiti. Intere popolazioni, prive di tutto, attraverso la rete possono avere tutto, o meglio virtualmente tutto. Individui immersi nella povertà, hanno un cellulare, qualcuno un pc, una sinapsi con il mondo che attraverso la rete si rivela, diviene intimo, vivibile.
L’individuo monade, apre sé e la propria privacy alla comunità web, a quella rete che lo ha reso libero, felice, talvolta famoso, senza avere particolari meriti se non quello di soddisfare la più grande delle perversioni umane, il voyerismo, la voglia di entrare nella vita degli altri. Allora si apre la porta di casa alla rete, si fa cadere quel limite invalicabile. La privacy, l’intimità, quel luogo dove nessuno poteva entrare e dove eravamo sicuri di essere inviolabili, dove la famiglia era al sicuro, lontana da ogni condizionamento esterno.
La rete non può essere giudicata. L’individuo libero può essere un obiettivo e solo lui può non esserlo, secondo quel principio di libertà e democrazia che oggi ci espone e ci eleva al libero arbitrio, che in rete si esprime alla massima potenza, in positivo e in negativo.
Potremmo citare trattati sull’argomento che spazia dalla filosofia alla sociologia, un fenomeno oramai inarrestabile e non gestibile, se non con la censura che tuttavia non garantisce che in rete poi non circoli un informazione fuorviante, manipolata, estremamente pericolosa perché giudicata e percepita come formativa, una manipolazione della realtà secondo le proprie finalità.
La rete a mio parere, è un paradosso a disposizione dell’uomo, libero di usufruire di una libertà che può renderlo schiavo.
Come correggere quella parte negativa non saprei e credo che nessuno possa farlo senza divenire esso stesso un censore, un giudicante, dunque un manipolatore. La rete ha reso il mondo connesso e virtualmente sottomesso a chi la sa usare, nel bene e nel male, questo può essere pericoloso, tuttavia è un’espressione di libertà potenzialmente in grado di eliminare le disuguaglianze a livello mondiale.
In merito alle fake-news, non è solo la rete il veicolo, peraltro esistono dalla notte dei tempi, soprattutto da quando si è stampato un giornale che facesse informazione. Direi che le più grandi manipolazioni, ancora sono attuate dai giornali, dalle televisioni, dalla radio che tendono a definire il vaso di Pandora nella sola rete. Essi sono veicoli insidiosi in grado di influenzare l’opinione pubblica, possono manipolare la Società, la politica e persino l’economia. Dunque la rete non è che un amplificatore in grado di arrivare a chiunque, ma non si può condannare il mezzo, se mai il fine e chi lo stabilisce. La società è fluida, come tale in grado di adattarsi al contenitore, qualsiasi esso sia.
Una discussione che pare non abbia soluzioni, se non nella crescita dell’individuo a livello antropologico, che oggi appare in una fase di trasformazione, di transizione, quell’homo che oggi è sapiens sapiens, ma da 15.000 anni in evoluzione per adattarsi ai cambiamenti climatici, ambientali e sociali. Ci sentiamo impotenti e la maggior parte di noi impreparati al cambiamento, certamente intimoriti, ma nessuno potrà fermare l’evoluzione se non la natura stessa o un virus, questo è oggi, nient’altro che un destino ancora incompiuto dell’uomo, ma la rete non si ferma, non ha nessuna colpa, è un’espressione della capacità di adattamento ai cambiamenti che si basano sui bisogni, e l’uomo ha necessità di comunicare superando i limiti imposti dalla propria esistenza, siano essi privati, lavorativi, sociali o politici, l’uomo deve esprimersi e questo è il cardine su cui si appoggia la società, buona o cattiva che sia.
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 12:01:02 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Da quando ho fondato il mio partito ho abbracciato...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_37839]]></link>
<description><![CDATA[Da quando ho fondato il mio partito ho abbracciato una visione statalista.
Ovviamente senza le esagerazioni estremiste del comunismo, ma in alcuni campi strategici lo stato deve essere il soggetto predominante.
Oggi internet è il veicolo di informazione e di scambio/arricchimento culturale preferito da tantissime persone.
In futuro lo sarà ancora di più.
I componenti base del WEB fruibile da chi non è esperto sono ormai chiari.
Un motore di ricerca
Un social media
Una enciclopedia/biblioteca
Una testata giornalistica
Una IA in grado di dare supporto e pieno accesso anche agli utenti meno capaci
In uno Stato come l'URSS tutti questi strumenti sarebbero statali.
Esclusivamente statali.
Una esagerazione che non favrisce la pluralità di servizio.
Oggi sono praticamente liberi da ogni vincolo e gestiti da privati che hanno sede fuori dall'Italia e dall'Europa.
Una esagerazione di segno opposto.
Il giusto equilibrio si avrebbe con degli strumenti pubblici almeno al 30% del mercato e con soggetti privati accreditati che si muovono all'interno di un preciso quadro normativo.
Non capisco ad esempio il motivo per cui le testate giornalistiche non debbano sottostare a rigidi controlli sulla veridicità delle notizie riportate.
Ovviamente se faccio post su facebook o tengo un sito in cui scrivo le mie opinioni non ho questi vincoli, ma se sono una testata giornalistica ufficilamente riconosciuta, dopo un certo numero di notizie infondate perde il suo status di testata giornalistica lasciando posto ad altri più seri.]]></description>
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<pubDate>Sun, 08 Nov 2020 21:48:15 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[La transizione digitale è argomento immenso, va p...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/37834#body_37835]]></link>
<description><![CDATA[La transizione digitale è argomento immenso, va più in profondità della politica ed arriva ai livelli culturale ed antropologico, paragonabili alla nascita dell’alfabeto e, ancor più lontano nel tempo, alla parola ed alla separazione dai cugini scimmie.<br />Rispondendo alla tua domanda, credo che il problema del digitale, e dei sui colossi, è culturale più che tecnico, penso alla mancanza di alfabetizzazione digitale e, altrettanto dannosa, alla insufficiente diffusione di programmi aperti e pubblici.<br />La UE si è occupata dell'argomento affrontandolo sul piani economico, politico, regolatorio, azione analoga si sta avviando in Usa senza dimenticare le radici probabilmente già profonde in Cina.<br />Tu hai una competenza tecnica che manca a me ed a quasi tutti noi, per questo ti domando: conosci quanti passaggi fa questo testo dalla mia tastiera ai tuoi occhi? Li padroneggi tutti? <br />... pensa a me ed alla stragrade maggioranza di analfabeti digitali ...<br />In Usa si ipotizza di spacchettare società, credo invece sia bene cominciare ad imporre programmi (software, codici) aperti e pubblici, spiegazioni e regole aperte, chiare, comprensibili al pubblico inesperto, insieme ad una campagna di alfabetizzazione digitale.<br />... ecco perchè ringrazio partecipaMi e <a href="/raccoltafondi2020" target="_blank">contribuisco affinchè continui</a> ...]]></description>
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<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 15:51:18 +0100</pubDate>
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