<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<rss version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"><channel>
<title><![CDATA[Cos'è la "tragedia dei beni comuni (commons)"?]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41324]]></link>
<description><![CDATA[Mentre per i beni artificiali, o opere d’ingegno, si è bene o male arrivati ad un compromesso globale, con il discusso sistema dei brevetti e dei diritti d’autore, alla radice dei conflitti che possono cagionare l’estinzione umana ci sono le contese sullo sfruttamento delle risorse naturali delle diverse nazioni o proprietà private.
Attualmente ci sono due definizioni di “beni comuni globali” della Global Commons Alliance:
La prima si basa sulla geopolitica, per cui beni comuni globali sono aree, con le loro potenziali risorse, che si trovano al di fuori della giurisdizione nazionale: l'atmosfera, l'alto mare, l'Antartide e lo Spazio.
La seconda ha le sue radici più nell'economia e si riferisce al modo in cui risorse naturali di comune interesse possono essere sfruttate, indipendentemente dalle giurisdizioni nazionali.
Sebbene tutti noi terrestri - 8 miliardi di persone - abbiamo bisogno di questi beni comuni globali, essi vengono abusati da alcuni a spese di altri e nel frattempo stiamo mettendo a repentaglio la stabilità di un pianeta che ha sostenuto la civiltà per 10.000 anni.
]]></description>
<ttl>60</ttl>
<image><title>partecipaMi</title>
<url>https://www.partecipami.it/files/logo_partecipami_big.png</url>
<link>https://www.partecipami.it</link>
</image>
<item><title><![CDATA[Il Ghana ha deciso di nazionalizzare le ricchezze ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41324#body_44807]]></link>
<description><![CDATA[<a href="https://www.lindipendente.online/2026/04/24/il-ghana-ha-deciso-di-nazionalizzare-le-ricchezze-minerarie/" target="_blank"><span style="font-weight:400;">Il Ghana ha deciso di nazionalizzare le ricchezze minerarie</span></a>
<span style="font-weight:400;">Articolo che, con altri e altri paesi, rileva come in Africa qualcosa si stia muovendo, sullo sfruttamento delle risorse naturali del Pianeta.</span>
<span style="font-weight:400;">Ciò ricorda quella che era la strategia Mattei, di condividere i diritti di sfruttamento con i governi locali, invece del mistificatorio “Piano Mattei” meloniano, che retribuisce mafie locali, per frenare le migrazioni. </span>
<span style="font-weight:400;">Ma le nazionalizzazioni propiziano conflitti geopolitici, quando la soluzione sarebbe includere la proprietà delle miniere in un Demanio Mondiale, che ne conceda lo sfruttamento ad enti statali o privati, che garantiscano un'equa distribuzione di quelle risorse, con annessi e connessi.<br /><br /></span>
<span style="font-weight:400;"><img src="/files/infodiscs/tiny_imgs/41325/AAC22F0.jpg" alt="" width="575" height="313" /></span>
<span style="font-weight:400;">(Google Gemini)</span>]]></description>
<guid isPermaLink="false">67#41324#44807</guid>
<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 09:53:15 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[“Nel 1833 l'economista inglese William Forster L...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41324#body_41325]]></link>
<description><![CDATA[<em>“Nel 1833 l'economista inglese William Forster Lloyd pubblicò un opuscolo nel quale fece l'esempio dei pastori che condividevano un appezzamento di terreno comune su cui ciascuno di essi aveva il diritto di lasciare pascolare le loro mucche. Nei villaggi inglesi, come anche nei paesi di montagna dell'Europa continentale, capitava che i pastori portassero a brucare le loro pecore nelle aree comuni, anche se le pecore mangiano molta più erba rispetto alle mucche. L'autore suggerisce che la situazione possa giungere ad uno sfruttamento eccessivo del pascolo, perché ogni pastore è nella condizione di ricevere un beneficio scaricando il relativo danno sulla risorsa comune, e se ognuno di essi prendesse questa decisione razionale individualmente la risorsa comune potrebbe essere esaurita o addirittura distrutta, a scapito di tutti. </em><em>……..........<br /></em><em>Nel 1968 l'ecologo Garrett Hardin ha esplorato questo dilemma sociale in “The Tragedy of the Commons”, pubblicato sulla rivista Science.”<br /></em>(<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia_dei_beni_comuni#:~:text=In%20economia%2C%20per%20tragedia%20dei,ne%20sosterr%C3%A0%20anche%20i%20costi." target="_blank">Wikipedia</a>)
In <em>economia</em>, per tragedia dei beni comuni si intende quindi una situazione in cui diversi soggetti utilizzano un bene comune per interessi propri e nella quale i diritti di sfruttamento non sono chiari, sicché non è nemmeno garantito che il beneficiario ne sosterrà i costi.
Dacché mondo è mondo il <em>dominio delle risorse naturali</em> è stato degli:
<ol style="text-align:justify;"><li><strong>Stati</strong>, dai Villaggi, alle Città, fino alle Nazioni </li>
<li><strong>Imperi</strong>, dallo Accadico, al Romano, fino al Commonwealth </li>
<li><strong>Mercati,</strong> dalle Gilde Medievali, alla Compagnia delle Indie, fino alle Multinazionali </li>
</ol>Ma mentre per i primi due si va avanti con le guerre, il terzo usa metodi subdoli - bastone e carota o conflitti armati locali - con il sostegno dello Stato o dell’Impero di turno.
E parlare di <em>condivisione delle risorse naturali</em> con soluzioni usuali si rischiano delusioni:
<ul style="text-align:justify;"><li><strong>Collettivizzazione</strong>, intesa come delega allo Stato (statalizzazione) o all’Impero (imperialismo).</li>
<li><strong>Denazionalizzazione</strong>, intesa come delega al Mercato (commercializzazione).</li>
</ul>In alternativa (né Stato, né Mercato) ci sono idee e proposte sulla <em>mondializzazione delle risorse naturali</em>, in particolare nell’ambito di una <a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/per-una-costituzione-della-terra/" target="_blank">Costituzione della Terra</a>.]]></description>
<guid isPermaLink="false">67#41324#41325</guid>
<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 18:52:01 +0200</pubDate>
</item>
</channel>
</rss>    
