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<title><![CDATA[Incontro 2023-05-28 "La Gaia Scienza: arte, scienza e filosofia in Friedrich Nietzsche" Mati Susanna]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41526]]></link>
<description><![CDATA[Relazione:
28 maggio 2023  "La Gaia Scienza: arte, scienza e filosofia in Friedrich Nietzsche" (video)
Profilo:
Prof.ssa Susanna Mati, studiosa e scrittrice.
Curriculum Vitae in RELATORI CV]]></description>
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<image><title>partecipaMi</title>
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<item><title><![CDATA[Alcuni degli aspetti della meditazione di Nietzsch...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41526#body_44219]]></link>
<description><![CDATA[Alcuni degli aspetti della meditazione di Nietzsche si lasciano, secondo me, ricondurre all'interpretazione che Nietzsche dà dell'asserzione Kantiana secondo la quale noi non conosciamo delle cose se non quanto noi stessi mettiamo nelle cose.
Dato che la conoscenza consiste in ciò che mettiamo nelle cose, la realtà, di per sé stessa, è vuota. Siamo noi a dare un senso alla realtà; siamo noi i coloristi della realtà con le nostre prospettive.
Nella prima sessione di "Umano, troppo umano" (parte prima), intitolata "Delle prime ed ultime cose", Nietzsche analizza i modi in cui l'individuo crei la realtà dando un senso ad essa con le proprie prospettive. Di per sé stessa, la realtà è vuota. Noi siamo i coloristi.]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 01:07:49 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[L'immagine dell'eterno ritorno, secondo me, è for...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41526#body_44218]]></link>
<description><![CDATA[L'immagine dell'eterno ritorno, secondo me, è forse più significativa per quello che con essa viene negato. L'immagine serve a negare la presenza di una teleologia nella storia. L'eterno ritorno sta a significare che la storia non ha sviluppo; la storia non tende verso una direzione. Tutto si ripete dato che la storia non va in direzione lineare verso una precisa destinazione: non vi è un senso nella storia.]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 01:03:17 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[L'asserzione "Dio è morto" contiene connessioni a...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41526#body_44217]]></link>
<description><![CDATA[L'asserzione "Dio è morto" contiene connessioni a diversi aspetti della meditazione di Nietzsche.
In generale, secondo me l'asserzione significa la caduta di ogni concezione che propugni l'esistenza di un'oggettività a prescindere dal soggetto.
Non vi è alcuna oggettività a prescindere dal soggetto: esclusivamente il soggetto dà un senso, un valore, un ordine alla realtà. Non vi è alcuna verità oggettiva e non vi è alcuna verità assoluta. Non vi sono fatti; vi sono esclusivamente interpretazioni.
La realtà, di per sé stessa, è vuota. La metafisica tradizionale è caduta.
Il platonismo in quanto teoria sostenitrice della differenza tra mondo vero e mondo apparente non ha ragione di essere, dato che non vi è una realtà oggettiva esistente a prescindere dal soggetto: di conseguenza, non ha fondamento affermare l'esistenza di una distinzione tra mondo vero e mondo apparente.
La pretesa di vedere la presenza di una verità assoluta nella realtà, la pretesa di distinguere tra mondo vero e mondo apparente è esclusivamente il prodotto della volontà di potenza, vale a dire, della volontà di presentare la propria interpretazione della realtà, che, in quanto tale, è soltanto interpretazione - non ha, in altri termini, nulla di oggettivo -, come una realtà oggettiva.]]></description>
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<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 01:00:24 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Cara Susanna, innanzitutto complimenti sinceri per...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/41526#body_41610]]></link>
<description><![CDATA[Cara Susanna, innanzitutto complimenti sinceri per essere riuscita a barcamenarti tra tali e tanti livelli di "conoscenza" di Nietzsche da parte del pubblico!
Poi vorrei dirti che concordo pienamente sul carattere sperimentale ed ipotetico dell'idea dell'eterno ritorno. E concordo a tal punto che vorrei provare con te a spingermi oltre... Proviamo ad interpretarla così: " Vorresti tu vivere ogni attimo della tua vita con la stessa intensità, come se dovesse ripetersi eternamente uguale? Allora tu ameresti davvero la vita "nonostante tutto". E qui il "nonostante tutto" sarebbe un duro richiamo al nichilismo, cioè alla consapevolezza che il mondo e la realtà non sono fatti a misura d'uomo né tantomento "per" l'uomo; eppure la vita vale ugualmente la pena di essere vissuta nel bene e nel male, o "al di là" di essi.
Così l'oltreuomo potrebbe forse essere colui che sarebbe in grado di sopravvivere, di andare-oltre a tale consapevolezza ed a tale disillusione.
Che te ne pare?
Ciao, Roberto Pittella]]></description>
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<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 00:06:22 +0200</pubDate>
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