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<title><![CDATA[Perché dobbiamo fare qualcosa per le generazioni future quando loro non hanno mai fatto nulla per noi?]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42647]]></link>
<description><![CDATA[L’interrogativo (attribuito ora a Groucho Marx, ora a Woody Allen, ma che in fondo sonnecchia in ognuno di noi) è una delle principali remore a prendere sul serio il rischio di estinzione dell’umanità, per il combinato disposto dell’olocausto nucleare e della crisi climatica, resi possibili o causati dallo sviluppo della tecnologia stessa.
Come prevenire tale rischio prendendone generale coscienza, malgrado la nostra riluttanza a fare sacrifici e la pigrizia nel cambiare mentalità ed abitudini, oggi per dopo domani?

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<item><title><![CDATA[Un salto di civiltà
Sentendo il trito “si vis p...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42647#body_42648]]></link>
<description><![CDATA[<h1 style="text-align:justify;"><span style="font-weight:400;">Un salto di civiltà</span></h1>
<span style="font-weight:400;">Sentendo il trito “si vis pacem, para bellum" e vedendo sempre procrastinare i rimedi alla crisi climatica si capisce come l'umanità, per sopravvivere, debba fare un </span><em><span style="font-weight:400;">salto di civiltà</span></em><span style="font-weight:400;">, a partire da una </span><em><span style="font-weight:400;">nuova etica e giustizia che tengano conto anche delle generazioni future</span></em><span style="font-weight:400;">.<br /></span><span style="font-weight:400;">La questione è un cavallo di battaglia della filosofa </span><em><span style="font-weight:400;">Tiziana Andina</span></em><span style="font-weight:400;"> che ne ha scritto approfonditamente nel saggio “</span><a href="https://www.carocci.it/prodotto/transgenerazionalita" target="_blank"><span style="font-weight:400;">Transgenerazionalità - Una filosofia per le generazioni futuro</span></a><span style="font-weight:400;">”, a partire dal “</span><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_principio_responsabilit%C3%A0" target="_blank"><span style="font-weight:400;">principio di responsabilità</span></a><span style="font-weight:400;">” di </span><em><span style="font-weight:400;">Hans Jonas</span></em><span style="font-weight:400;"> e dal pensiero di altri filosofi moderni, come </span><em><span style="font-weight:400;">Hannah Arendt</span></em><span style="font-weight:400;">.<br /><br /></span><span style="font-weight:400;">A mio parere bisogna intanto prendere largo da quel “riduzionismo” ordoliberista, che si è andato affermando in Occidente, nel corso degli ultimi anni, per cui l’interesse del singolo, persona o impresa, fa automaticamente il bene della Società, a favore di una visione "olistica", perché "pluralista" e “transgenerazionale”, della Società, malgrado sia già difficile conciliare l’interesse “intergenerazionale” del nostro mix corrente di giovani, adulti e vecchi (sanità, stipendi, pensioni, debito, ecc.). </span>
<span style="font-weight:400;">Tuttavia credo che, per convincerci a passare dalla politica miope ad una previdente, non basti la Ragione, ma sia giocoforza affidarsi ad una Religione che, invece di occuparsi dello ”al di là”, coltivi una sorta di escatologia “terrestre”, per garantire una fine dignitosa all’Umanità.</span>
<span style="font-weight:400;">Purtroppo, da che il Mondo è Mondo, le questioni universaliste, nello spazio-tempo sociale, sono state di competenza delle religioni, basta vedere il disastro di quest’ultimo prodotto dell’Illuminismo che è l’ONU.</span>]]></description>
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<pubDate>Tue, 21 May 2024 10:34:16 +0200</pubDate>
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