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<title><![CDATA[NOI e L'ISLAM - Lettera del Cardinal Martini commentata]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957]]></link>
<description><![CDATA[Buonasera,
sono lieto di presentare il mio ultimo libro. Il Cardinal Martini aveva previsto nel lontano 1990 le problematiche che sarebbero intervenute  a seguito dell'immigrazione islamica in Italia.“Esprimerò qualche riflessione non sul feno­meno dell’islam in generale, ma su quanto ci tocca oggi a Milano e nel contesto europeo, a seguito delle nuove forme di presenza dell’islam tra noi". Trenta cinque capitoli che rappresentano temi diversi sul rapporto tra presente e futuro con l’islam e il mondo musulmano. Ad ogni capitolo seguono uno o più articoli – scritti dall’autore – pubblicati nel corso degli anni, offrendo così un confronto tra la realtà sociale, alla data della loro pubblicazione, con quanto auspicava il Cardinal Martini nella sua Lettera del 1990.  Riflessioni del passato per capire il presente, utile alle scuole, università di ogni ordine e grado nonché ai decisori politici.
Noi e l’Islam: lettera del card. C.M. Martini commentata
 
La lettera del cardinal Carlo Maria Martini «Noi e l’Islam» è il discorso alla città di Milano che l’Arcivescovo tenne in S. Ambrogio il 6 dicembre del 1990, in cui discuteva con ampiezza e profondità, non soltanto in un’ottica storico-politica. Il Cardinale ha rilevato che il processo dell’evoluzione e del cambiamento non poteva  essere lasciato all’improvvisazione dei singoli o alla pura ricerca del ritorno economico; sollevava questioni di principio che andavano ascoltati e attuati.
Cosa diceva la Lettera: Tratta a 360  gradi aspetti non soltanto religiosi, ma anche  l’accoglienza, la riunione delle famiglie, l’integrazione dei figli e della donna,  tra popolazioni provenienti da mondi diversi. Auspicava l’osservanza delle regole e delle leggi dello Stato basate sui diritti umani e non i trattamenti privilegiati basati sulla religione, l’uguaglianza diversamente dalla tolleranza, quale significato positivo dell’accoglienza a Milano e in Italia.
Ha ammonito sulla delicata scelta dei direttori e degli imam dei centri religiosi dediti alla loro gestione, alla conduzione della preghiera e delle prediche ai fedeli: sono argomenti delicati che richiedono professionalità e lealtà verso lo Stato e le sue leggi. Non ha trascurato  la messa in guardia dalle correnti islamiche più integraliste e l’auspicio di un dialogo sul piano religioso senza rinunciare ad annunciare il Vangelo di Gesù con la testimonianza quotidiana semplice e spontanea, quella della carità.
Il libro Noi e l'Islam,  offre una profonda analisi e commenti al testo del card. Martini.  E’ suddiviso in 35 capitoli che rappresentano temi diversi sul rapporto tra presente e futuro con l’islam e il mondo musulmano. Ad ogni capitolo seguono uno o più articoli pubblicati nel corso degli anni  offrendo un confronto tra realtà sociale, alla data della loro pubblicazione, con quanto auspicava il cardinal Marini nella sua Lettera del 1990. Sono  riflessioni sul rapporto tra popolazioni di fede e culture diverse, provenienti dal mondo arabo e musulmano; senza dimenticare di mettere a fuoco la situazione dei loro concittadini cristiani.   Oggi, l’islam, con moschee, centri culturali e di preghiere, è una realtà sempre più presente, anche se per molti aspetti ancora poco conosciuta.  La situazione delle famiglie ha evidenziato problemi d’integrazione sociale e scolastica, che hanno richiesto interventi delle autorità. Non va trascurata la situazione dei giovani  musulmani di fronte alle  libertà esistenti in Italia, impensabili in Oriente, la scelta della sposa musulmana o convertita all’islam e i matrimoni interreligiosi. Sono tutti articoli per far si che le riflessioni di allora del cardinal Martini tornino utili per capire il presente e agire in conseguenza.
Perché questo libro?
Rileggendo la  LETTERA del dicembre 1990, la confronta con gli eventi dei trent'anni successivi, prendendo coscienza di quanto realista era il suo pensiero. Sono concetti ripresi nel febbraio del 2019 dalla Dichiarazione congiunta “il Documento sulla fratellanza umana” sottoscritta tra Ahmad al Tayyib, Grande Imam di Al-Azhar la moschea-università del Cairo, punto di riferimento dell’islam sunnita e quindi di un’ampia maggioranza dei musulmani nel mondo, e Papa Francesco.
L'opera è destinata alle scuole di ogni ordine e grado, agli studenti universitari, ai decisori politici, a tutti coloro che desiderano approfondire i temi legati all'immigrazione, all'integrazione, al fine di promuovere un’inclusione sociale dei migranti;  far luce sui diritti umani e la condizione di vita dei cristiani nel mondo islamico.
L'autore è stato co-fondatore del CADR, Centro Ambrosiano di Dialogo con le religioni voluto dal card. Martini. Studioso egiziano, di origini Siro-libanesi, conoscitore delle cultura islamica e cristiana, Giuseppe Samir Eid, si è confrontato con esperti del dialogo interreligioso e ha pubblicato diversi libri sul tema.
Il libro è disponibile presso tutte le principali librerie fisiche e online. (Terminal Distribuzione).
https://www.amazon.it/s?k=eid+giuseppe+samir&crid=AEQ79H2VPZA7&sprefix=%2Caps%2C82&ref=nb_sb_ss_recent_1_0_recen
Buona lettura
"impegnarsi per ciò che vale e permane"
Giuseppe Samir Eid
https://www.dialogoislamocristiano.com/ 
]]></description>
<ttl>60</ttl>
<image><title>partecipaMi</title>
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<link>https://www.partecipami.it</link>
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<item><title><![CDATA["L’islam diventa così per molti giovani immigra...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43913]]></link>
<description><![CDATA["<em>L’islam diventa così per molti giovani immigrati l’unico punto di riferimento chiaro sia a livello culturale che religioso. In Italia manca la politica di acculturamento che accompagni l’immigrato e sua famiglia uomo <span style="text-decoration:underline;"><strong>e</strong></span> donna nel loro inserimento nella società."</em>
Con questa frase centra l'argomento. In Italia manca la politica e tutto ciò che deriva dalle scelte politiche ed è questo il vero problema. Da questa semplice e autentica analisi, ne deriva la conclusione. L'Italia non dovrebbe accogliere in quanto non in grado di capire, gestire, accompagnare in modo corretto l'integrazione.
Per questo oggi la macchina dell'accoglienza è fallace e ideologizzata, un magma di società del terzo settore assolutamente polarizzate da una sinistra che pensa a prescindere ma assolutamente impreparate per gestire cittadini di culto islamico e che oggi si limita a un sistema basato solo sul dare un letto o uno spazio senza strutturare un percorso efficace di affiancamento con obiettivi chiari che intercettino anche le aspettative.
Ancor peggio procedono le strutture di walfare che tentano d'intercettare a posteriori, i malesseri delle seconde generazioni e i problemi delle Famiglie di culto islamico che da anni vivono in Italia come la casa, il lavoro, la scuola. Questo porta, come ben Lei intercetta, a una chiusura, forse a una radicalizzazione fomentata anche dai social oggi fin troppo arricchiti da contenuti potenzialmente devastanti. Non è più una condizione gestibile attraverso il dialogo interreligioso, peraltro attiva da decine di anni a partire da quanto scrisse il Card. Martini e altre menti di buon senso. Si tratta di strutture vere e proprie che devono essere riorganizzate e ripensate ma anche gestite da persone qualificate che purtroppo non esistono, o se esistono sono talmente poche da far pensare che tutto questo sia oramai impossibile. Sono del parere che non ci siano le condizioni per risolvere correttamente e rapidamente la questione dell'integrazione e che ci sia bisogno di ripartire facendo un punto zero. Resta dunque solo una possibilità per risolvere in breve tempo: la partecipazione attiva degli adulti di culto e cultura islamica nei progetti, a partire dall'assegnazione delle responsabilità morali fino a un riconoscimento del ruolo fondamentale delle Famiglie e delle prime generazioni da inserire in un processo di revisione generale dei percorsi socioculturali da tracciare, programmare, e attivare in collaborazione con figure appropriate italiane.
Purtoppo oggi si assiste solo a un assalto alla diligenza da parte di associazioni anche molto importanti come ARCA, che sono a bussare alle porte del Comune per chiedere soldi e sollecitare i processi bloccati e finanziabili da un PNRR che pare abbia fondi per certi tipi di progetti (come la ristrutturazione di spazi da essegnare ai vari processi di accoglienza che la stessa Arca ha pensato con una evidente prospettiva anche di capitalizzazione in termini di concessioni di edifici o altro, andando a potenziare l'aspetto economico, dunque monetizzabile, della stessa società dichiaratasi del terzo settore). 
Saluti.]]></description>
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<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 11:28:18 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[XI/xxxv - Il cardinal MARTINI  dalla letter...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43912]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">XI/xxxv </span><em><span style="font-weight:400;">- Il cardinal </span></em><strong>MARTINI  </strong><span style="font-weight:400;">dalla lettera alla città di Milano del 6 Dicembre 1990 </span>
<em><span style="font-weight:400;">Quella lettera è molto significativa perché anticipa questioni che negli anni successivi (1991–2019) sono diventate centrali nel dibattito pubblico italiano ed europeo</span></em>
<span style="font-weight:400;">….</span><strong><em>Martini</em></strong><span style="font-weight:400;">.. </span><em><span style="font-weight:400;">Riflessioni </span></em><strong><em>del passato</em></strong><em><span style="font-weight:400;"> 1990</span></em>
<span style="font-weight:400;">Come vedete, si passa a poco a poco dai problemi che toccano la comunità civile nel suo insieme a quelli più propriamente religiosi, che consistono sostanzialmente, per noi cristiani, nella necessità di valutare e capire a fondo l’islam oggi e nel disporci al massimo di accoglienza e di dialogo possibile senza per questo rinunciare ad alcun valore autentico, anzi approfondendo il senso del Vangelo. <br /><br /></span>
<em><span style="font-weight:400;">I trent'anni successivi</span></em> <strong><em>per capire il presente</em></strong><em><span style="font-weight:400;"> </span></em>
<span style="font-weight:400;"><br />Si passa dai problemi civili a quelli religiosi. Capire l’islam, accogliere, dialogare, approfondire il senso del Vangelo</span>
<span style="font-weight:400;">bisogna conoscersi, Dialogare,  ….. rispettare l’altro…. riscoprire la propria identità…<br /><br /></span><span style="font-weight:400;">Eventi recenti hanno messo in luce comportamenti originati dall’immigrazione araba, non riconducibili ad altre immigrazioni, comportamenti incomprensibili ma che risalgono alla struttura sociale dei paesi arabi.<br /><br /></span><span style="font-weight:400;">Il musulmano cresciuto in ambiente monoculturale, l’emigrazione globale lo mette a confronto con ambienti diversificati; l’apparente assenza di Dio lo spaventa, è spinto a rinchiudersi e a rivolgersi, crisi economica aiutando, verso i centri islamici che si sono proliferati con il finanziamento dei paesi arabi.<br /><br /></span><span style="font-weight:400;">L’islam diventa così per molti giovani immigrati l’unico punto di riferimento chiaro sia a livello culturale che religioso. In Italia manca la politica di acculturamento che accompagni l’immigrato e sua famiglia uomo </span><span style="text-decoration:underline;"><strong>e</strong></span><span style="font-weight:400;"> donna nel loro inserimento nella società.<br /><br /></span><span style="font-weight:400;">Utile unire gli scambi economici con quelli culturali e religiosi…. aiutano a scoprirsi, a conoscersi.</span>]]></description>
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<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 09:47:10 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[X/xxxv -  cardinal MARTINI  dalla lettera a...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43887]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">X/xxxv </span><em><span style="font-weight:400;">-  cardinal </span></em><strong>MARTINI  </strong><span style="font-weight:400;">dalla lettera alla città di Milano del 6 Dicembre 1990 </span>
<em><span style="font-weight:400;">Quella lettera è molto significativa perché anticipa questioni che negli anni successivi (1991–2019) sono diventate centrali nel dibattito pubblico italiano ed europeo</span></em>
<span style="font-weight:400;">A proposito dei «dissensi e inimicizie che sono sorti nel corso dei secoli tra cristiani e musulmani» il Concilio Vaticano II «esorta tutti a dimenticare il passato e ad esercitare sinceramente la mutua comprensione nonché a difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà». Il cardinal Martini, ha voluto rilanciare questo messaggio come chiave per leggere i successivi passi. </span>
<em><span style="font-weight:400;">per capire il presente</span></em> <strong>Commenti nei trent’anni successivi (1991-2019)</strong>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">“il Documento sulla fratellanza umana” è La Dichiarazione congiunta a Abu Dhabi 2019 sottoscritta tra Ahmad al Tayyib, Grande Imam di Al-Azhar la moschea-università del Cairo e il Papa Francesco. La fratellanza che propongono ha infatti un fondamento squisitamente teologico nella fede in «Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro, per popolare la terra e diffondere in essa i valori del bene, della carità e della pace».</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">L’impegno preso dai firmatari per «</span><em><span style="font-weight:400;">diffondere i principi di questa Dichiarazione a tutti i livelli regionali e internazionali</span></em><span style="font-weight:400;">», La vera storicità dell’evento dipenderà dalla capacità di tradursi in azioni concrete di pace e giustizia.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Un percorso da </span><strong>esortazione universale</strong><span style="font-weight:400;"> a </span><strong>impegno condiviso e operativo</strong><span style="font-weight:400;"> per la fraternità e la pace</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Eliminare le prediche di odio, sarebbe opportuno proclamare anche i versetti del Corano che sottolineano la volontà di Dio verso la pluralità religiosa e l’impegno nel gareggiare nel bene nella Misericordia di Dio”.</span></li>
</ul>]]></description>
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<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 08:47:47 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Nel capitolo IX Il cardinal Martini ha previsto le...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43880]]></link>
<description><![CDATA[Nel capitolo IX Il cardinal Martini ha previsto le problematiche che il paese avrebbe dovuto affrontare per integrare i nuovi migranti provenienti da paesi autoritari con l’islam religione di Stato. Il libro ha suddiviso la LETTERA in trentacinque capitoli confrontandole con la realtà vissuta sino all’incontro di Abu Dhabi (febbraio 2019) tra Papa Francesco e Ahmad al-Tayyib, Grande Imam di al-Azhar, un tentativo di costruire un “patto” di convivenza e riconoscimento reciproco a livello globale.
La lettera "Noi e L’islam commentata" intreccia la visione profetica del cardinale Carlo Maria Martini con le sfide concrete, un tema molto denso e complesso, dell’integrazione dei migranti in Italia ed Europa. Martini sembra aver anticipato quello che oggi si traduce nei dibattiti sul costo sociale della non-integrazione: criminalità, tensioni identitarie, radicalizzazione, ma anche semplice marginalizzazione economica. Il disordine dannoso in tutti i sensi è suscettibile di diventare un costo  esorbitante per la società. La mia speranza è che l’integrazione responsabile e ben guidata diventi un vantaggio economico e sociale per la nostra società.<br /><br /><em>Giuseppe Samir Eid</em>]]></description>
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<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 13:50:45 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Gentilissimo Sig. Samir Eid,
la lettera del Card. ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43879]]></link>
<description><![CDATA[Gentilissimo Sig. Samir Eid,
la lettera del Card. Martini è per tutti un documento d'ispirazione ecumenica e umanistica e anche Lei lo ricorda ogni volta che scrive un suo contributo qui su partecipaMi. Noi tutti, siamo concorcordi con quelle idee e con le persone che, come Lei, s'impegnano per promuovere la fratellanza e la reciproca accettazione delle diversità. 
Io credo, come scritto già,  che a Milano sia tutto molto più semplice e si debba ricondurre non a grandi dialoghi folosofici o religiosi ma di pragmatismo civico e buon senso forse sempilce per i grandi pensieri ma certamente diretto e probabilmente efficace. 
Le seconde generazioni e giovani che arrivano dai paesi in cui la religione guida è l'Islam, vanno guidati non dal punto vista religioso ma civico e questo, come detto più volte, non può essere un'operazione che possiamo fare noi italiani da soli. Serve un grande impegno delle prime generazioni e di chi da anni si è stabilizzato e adeguato alle leggi e regole di convivenza sociale che ci contradistingue non come cristiani o cattolici ma come italiani. Tutti hanno diritto di vivere la propria Religione in luoghi e momenti appropriati.
Prutroppo, la realtà è quella che è, non c'è stato questo impegno e anzi, in alcuni casi si è fomentato il distinguo, la diversità e le proprie radici sia religiose che cuturali, come le uniche giuste e dunque da rafforzare e da contrapporre a un modus vivendi degenerato e lontano dalle regole del buon fedele.
L'integrazione è un processo che avviene con naturalezza, quando c'è la volontà e l'impegno di integrarsi e di aderire e partecipare al bene sociale comune.
Cordialmente,
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 12:47:03 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[IX/xxxv -  cardinal MARTINI  dalla lettera ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43877]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">IX/xxxv </span><em><span style="font-weight:400;">-  cardinal </span></em><strong>MARTINI  </strong><span style="font-weight:400;">dalla lettera alla città di Milano del 6 Dicembre 1990 </span>
<em><span style="font-weight:400;">Quella lettera è molto significativa perché anticipa questioni che negli anni successivi (1991–2019) sono diventate centrali nel dibattito pubblico italiano ed europeo</span></em>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">L’islam è una religione in cui l’aspetto sociale e civile ha una fondamentale importanza.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><em><span style="font-weight:400;">la fede musulmana è di per sé stessa un universalismo che oltrepassa le frontiere e rimane sensibile a grandi appelli al ritorno alle origini cosi come avviene nei movimenti fondamentalisti.</span></em></li>
</ul><em><span style="font-weight:400;"><br /><span style="text-decoration:underline;">Commenti sul periodo 1991-2019</span></span></em>
<span style="font-weight:400;">1. Religione e identità nei popoli mediterranei</span>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">A differenza di quanto spesso accade in Occidente, dove si tende a relegare la religione nella sfera privata, nei paesi mediterranei religione e vita civile sono strettamente intrecciate e fanno parte dell’identità personale e collettiva.</span></li>
</ul><span style="font-weight:400;">2. Europa e rischio di incomprensioni religiose</span>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">L’Europa cerca di emanciparsi dalla dimensione religiosa, ma così rischia di diventare terreno di missione per altre fedi, in particolare l’Islam.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Le incomprensioni, se manipolate, possono degenerare in conflitti o violenze contro l’Europa di matrice cristiana.</span></li>
</ul><span style="font-weight:400;">3. Dialogo e riconoscimento dei problemi</span>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Per costruire convivenza pacifica occorrono conoscenza reciproca e dialogo.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Ma prima è necessario un riconoscimento obiettivo delle difficoltà e dei conflitti in atto.</span></li>
</ul><span style="font-weight:400;">4. Appello ai parlamenti (2011)</span>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">In una lettera del 31 gennaio 2011, indirizzata al Parlamento Europeo e a quello Italiano, si ringraziano quanti difendono i Diritti dell’Uomo nel mondo, auspicando che questo impegno non resti inascoltato.</span></li>
</ul><span style="font-weight:400;">5. Le osservazioni del card. Martini</span>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Differenze culturali e giuridiche: rischio di incomprensioni nella concezione di diritti, libertà e legge.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Integralismi/fondamentalismi: pericolo che alcune comunità si chiudano su se stesse, alimentando divisioni e fratture sociali</span></li>
</ul><ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Due nodi cruciali nel rapporto tra culture e religioni:</span>
<ul><li><span style="font-weight:400;">Differenze culturali e giuridiche: rischio di incomprensioni nella concezione di diritti, libertà e legge.</span></li>
<li><span style="font-weight:400;">Integralismi/fondamentalismi: pericolo che alcune comunità si chiudano su se stesse, alimentando divisioni e fratture sociali</span></li>
</ul></li>
</ul>]]></description>
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<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 22:38:19 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[La scuola è importante ma non basta. Il cardinal ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43873]]></link>
<description><![CDATA[La scuola è importante ma non basta. Il cardinal Martini nella sua Lettera del 6 Dicembre 1990 ha evidenziato come la presenza degli immigrati di fede musulmana comporta una serie di problemi. La prima responsabilità riguarda in primo luogo la comunità civile, sia pure in collaborazione con forze di volontariato. Una serie di problemi vanno risolti dalla prima accoglienza e assistenza, sino alla loro integrazione sociale. Credo che l’elemento femminile può giocare un ruolo fondamentale per l’integrazione della famiglia;  sarebbe sicuramente importante per le famiglie musulmane che abitano nel nostro quartiere poter trovare un po’ di calore nell’ambito delle famiglie cristiane di Milano nelle attività quotidiane specie durante le feste.<br /><br />Cordiali Saluti<br /><br />"impegnarsi per ciò che vale e permane"
<div>
Giuseppe Samir Eid<br /><a href="https://www.dialogoislamocristiano.com" target="_blank">https://www.dialogoislamocristiano.com</a>
</div>]]></description>
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<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 10:07:38 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Temo che la scuola non basti. Può avvicinare le f...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43857]]></link>
<description><![CDATA[Temo che la scuola non basti. Può avvicinare le famiglie e i figli ma non intaccare le identità se il mondo fuori dalla scuola resta separato in gruppi culturali diversi. Alcuni studiosi islamici mi risulta stiano elaborando una differenza,  se non proprio una separazione,  tra religione e Stato. Si tratta di una scelta fondamentale per il riconoscimento del percorso umano in sè che unisce gli umani indipendentemente dalle diverse culture. E lo è anche contro i fondamentalismi religiosi (non contro i fondamentalismi atei, ma li può arginare con il sistema democratico). L'imminenza del Dio rende difficile il solo pensarci autonomi nelle scelte, e la responsabilità civile si tramuta da un lato in senso di colpa e dall'altro nella dipendenza dal dettato del regime religioso.]]></description>
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<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 12:05:13 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[VIII -  cardinal MARTINI  dalla lettera alla...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43854]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">VIII </span><em><span style="font-weight:400;">-  cardinal </span></em><strong>MARTINI  </strong><span style="font-weight:400;">dalla lettera alla città di Milano del 6 Dicembre 1990</span> 
<ul style="text-align:justify;"><li><span style="font-weight:400;">Tra gli immigrati ci sono popoli ed etnie che hanno storia e cultura molto diverse dalle nostre e di cui ci si può domandare se intendono nello stesso senso i diritti umani e anche la nozione di legge.</span></li>
<li><em><span style="font-weight:400;">Sono frequenti fenomeni di integralismi o fondamentalismi, che tendono a creare comunità separate ritenendosi superiori alle altre.</span></em></li>
</ul> 
<em><span style="font-weight:400;">per capire il presente</span></em> <strong>Commento negli anni successivi (1991-2019) </strong>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">gli immigrati musulmani sono cresciuti in paesi che non separano la religione dall’ordinamento dello stato e dove non è consentito che la libertà di scelta religiosa rimanga un fatto personale …..</span><span style="font-weight:400;"> Evidenziano la differenza fra ordinamenti giuridici laici europei e sistemi giuridico-religiosi di alcuni paesi di origine</span><span style="font-weight:400;"> </span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">potrebbe sembrare normale che i responsabili islamici vogliano importare in Europa ……. portando con sé un livello culturale e un insieme di tradizioni e di abitudini molto diversi dai nostri, … …...</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Una  incompleta integrazione culturale spesso provoca conflitti ….…. oltre ai sempre più numerosi casi di matrimoni interreligiosi con figli soggetti al rischio di perdere la madre in caso di separazione.. …</span><span style="font-weight:400;"> sono problemi di integrazione culturale e di conflitti concreti, compresi quelli legati a matrimoni misti.</span><span style="font-weight:400;">…..</span></li>
</ul><span style="font-weight:400;">La scuola statale è un laboratorio per l’integrazione e una speranza: la libertà d’opinione e di scelta in Europa potrebbe presentare per i musulmani un’occasione di riflessione e discussione per anteporre la conversione interiore alle proibizioni, la scuola</span><span style="font-weight:400;"> statale ò uno strumento chiave di integrazione e di educazione alla libertà di scelta e opinione</span>]]></description>
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<pubDate>Thu, 14 Aug 2025 09:27:56 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[VII -  MARTINI   Dicembre 1990
Integrazione ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43847]]></link>
<description><![CDATA[<strong><u>VII </u></strong><em><u>-  </u></em><strong><u>MARTINI  </u></strong><u> Dicembre 1990</u>
<em>Integrazione multirazziale che tenga conto di una reale integrabilità di diversi gruppi etnici</em> 
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;">Non ci si può invece appellare, ad esempio, ai principi della legge islamica (shari’ah) per esigere spazi o prerogative giuridiche specifiche..1994</li>
<li style="font-weight:400;">Accettare il principio giuridico dell’uguaglianza di tutti di fronte alla legge.<br /><br /></li>
</ul><strong>Commenti negli anni successivi (1991-2019)</strong>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;">Una larga porzione del  popolo islamico cerca nel corano e nella religione la certezza per il futuro e la risposta ai suoi problemi tuttora irrisolti…</li>
<li style="font-weight:400;">Le  proibizioni sotto la copertura del dettame religioso, sono numerose, propinate da molti centri islamici in Italia poco inclini verso la cultura del paese ospitante;</li>
<li style="font-weight:400;">È indispensabile chiedere al mondo arabo di lavorare sull’educazione, sui media, sui libri di testo nelle scuole e perfino invitare a questa linea educativa e di pace, gli imam e predicatori che hanno in mano il formidabile strumento delle pre­diche nelle moschee, dove sarebbe opportuno proclamare anche i versetti del Corano che sottolineano la volontà di Dio verso la pluralità religiosa e l’impegno nel gareggiare nel bene nella Misericordia di Dio.</li>
</ul>]]></description>
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<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 14:28:20 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Come non essere d'accordo con quanto scrive riport...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43844]]></link>
<description><![CDATA[Come non essere d'accordo con quanto scrive riportando riflessioni anche del Card. Martini.<br />Preme tuttavia affermare nuovamente la necessità di una mediazione culturale da parte degli adulti di fede musulmana presenti in Italia e integrati, di lingua araba e religione musulmana, ma anche cultura madre araba, in modo da accompagnare i giovani musulmani e i nuovi arrivati in quel difficilissimo cammino di accettazione di una cultura lontana e spesso contraria ai dogmi dell'Islam e delle tradizioni del mondo arabo con le quali sono cresciuti. Camminare sul solco delle poche condizioni comuni interculturali,  attraverso le leggi coraniche sulle quali ogni fedele è cresciuto, è difficilissimo e noi occidentali non siamo in grado di gestire questo processo. E' necessario che vi assumiate, come atto di grande civiltà qual è quella araba, questa responsabilità civile e di grande senso di democrazia nei confronti di un Italia che fin dai tempi antichi, ha sempre dialogato con il mondo arabo, cercando convergenze. 
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 14:08:01 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[VI -  MARTINI   Dicembre 1990
Regole per una s...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43843]]></link>
<description><![CDATA[<strong>VI </strong><em><span style="font-weight:400;">-  </span></em><strong>MARTINI  </strong><span style="font-weight:400;"> Dicembre 1990</span>
<em><span style="font-weight:400;">Regole </span></em><strong><em>per una società di uguaglianza e rispetto reciproco</em></strong><span style="font-weight:400;"> </span>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">L’accoglienza senza regole non si trasformi in dolorosi conflitti…. </span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">È necessario in particolare far comprendere a quei nuovi immigrati che provenissero da Paesi dove religione e Stato formano un’unità indissolubile, che nei nostri Paesi i rapporti tra lo Stato e le organizzazioni religiose sono profondamente diversi…..</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Nei nostri Paesi le norme civili NON sono regolate dalla sola religione…..</span></li>
</ul> 
<strong>Commenti negli anni successivi (1991-2019)</strong>
<ol style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Vogliamo costruire una società in cui tutti abbiano gli stessi diritti e doveri. È importante insegnare fin da giovani che ogni tipo di violenza fatta in nome della religione è sbagliato e non può essere accettata. </span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">un’azione che faccia conoscere ai musulmani le basi, sulle quali sono fondate le società europee …   scintilla capace di innescare quel processo di apertura dei compartimenti stagni che oggi esistono tra Europa e mondo arabo, tra cristiani e musulmani…</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Far conoscere ai cittadini musulmani i valori su cui si basano le società europee può aiutare a creare più comprensione e rispetto reciproco. </span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">La terra è un dono di Dio per tutti: nessuno ha il diritto di prenderla con la forza o di oltrepassare le frontiere senza rispetto delle regole. Solo con il dialogo, il rispetto e la convivenza pacifica si possono costruire un futuro migliore per tutti.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Vogliamo costruire una società in cui tutti abbiano gli stessi diritti e doveri. È importante insegnare fin da giovani che ogni tipo di violenza fatta in nome della religione è sbagliata e non può essere accettata. Occorre far comprendere a tutti che siamo uguali, a prescindere dalla cultura, dalla fede o dall’origine- Questo processo è necessario per superare i compartimenti stagni che ancora oggi così come le comunità cristiane e musulmane.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Far conoscere ai cittadini musulmani i valori su cui si basano le società europee può aiutare a creare più comprensione e rispetto reciproco.. </span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">La terra è un dono di Dio per tutti: nessuno ha il diritto di prenderla con la forza o di oltrepassare le frontiere senza rispetto delle regole. Solo con il dialogo, il rispetto e la convivenza pacifica possiamo costruire un futuro migliore per tutti</span></li>
</ol>]]></description>
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<pubDate>Thu, 31 Jul 2025 12:41:22 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[IV-V  Riunione delle famiglie, integrazione socia...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43838]]></link>
<description><![CDATA[<strong>IV-V  </strong><em><span style="font-weight:400;">Riunione delle famiglie, integrazione sociale, figli e diritti sociali</span></em><em><span style="font-weight:400;"> </span></em>
<strong>MARTINI</strong><span style="font-weight:400;">   </span><span style="font-weight:400;">Dicembre 1990</span><span style="font-weight:400;"> </span>
<span style="font-weight:400;">Nasceranno via via nuovi problemi riguardanti la riunione delle famiglie, la situazione sociale e giuridica dei nuovi immigrati, la loro integrazione sociale mediante una conoscenza più approfondita della lingua, il problema scolastico dei figli, i problemi dei diritti civili, ecc…</span>
<strong>Commento:</strong>
<span style="font-weight:400;">Per molti cittadini arabi</span><span style="font-weight:400;"> l’identità religiosa è prioritaria rispetto alla sua fedeltà politica. Cosi, l’immigrazione degli arabi, cristiani e musulmani, ci ha fatto prendere coscienza dell‘identità di fondo e dei valori sui quali la nostra civiltà si è sviluppata, ma ai quali molti di noi si sono ormai assuefatti da tempo. </span>
<span style="font-weight:400;">La presa di coscienza rappresenta una delle potenziali “ricchezze” della globalizzazione: non solo scambio economico, ma anche confronto culturale che può arricchire entrambe le parti. Tuttavia, perché tale ricchezza si realizzi concretamente, è fondamentale garantire agli immigrati dignità e possibilità di crescita personale. Solo così sarà possibile promuovere un'integrazione positiva e costruttiva, in contrapposizione a percorsi di esclusione e marginalizzazione.</span>]]></description>
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<pubDate>Fri, 25 Jul 2025 14:41:30 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Il tema della religione probabilmente si allaccia ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43833]]></link>
<description><![CDATA[Il tema della religione probabilmente si allaccia alla Moschea non ancora digerita non dal mondo cristiano ma dalla società milanese tutta. Evidentemente è un fatto culturale e non di culto o Fede che oggi è slittata nella rabbia e nella distanza.
Si rimanda a quanto scritto già rispetto all’impegno delle prime generazioni musulmane ma direi arabe nel portare aiuti agli ultimi arrivati, i tanti ragazzi ancora in giro e che, mi lasci dire, possono difficilmente essere pensati come bravi musulmani. Non può esserci convergenza tra culture in dissenso e non su questioni religiose, ma su temi molto più bassi, quelli dei marciapiedi e dei quartieri in cui in molti non vogliono integrarsi, non si sentono in linea con la cultura di questa nostra Società. Direi di più, in molti si aspettano quella sussidiarietà tipica di chi è cresciuto in un sistema semi assistenzialistico come la maggior parte degli stati arabi. Questo comporta un sollevamento delle aspettative, ancor più nel solco del pensiero di ricchezza che si presume sia un connotato dell’Italia e dunque di tutti gli italiani. Una chiave di lettura che porta molti a pretendere di essere sostenuti a prescindere da un impegno sociale o d’integrazione come il frequentare i centri di formazione e mediazione. Dunque, non sono d’accordo con l’approccio religioso che credo nessuno rilevi come Lei scrive.
Personalmente ho sempre sostenuto il diritto al culto nel rispetto della dignità del credente e questo per ogni culto religioso (tutti dovrebbero avere uno spazio adeguato e decoroso). La moschea a Milano è un dovere umano prima ancora di altro ma a quali condizioni? Con quali ricadute se tanti ancora non si riconoscono nei valori di reciprocità che tanto auspica e porta come esempio di rettitudine nel mondo dell’Islam? Come le dicevo, ho vissuto molti e lunghi anni in paesi musulmani e non ho mai dubitato del buon fedele, ma ho anche visto quanti vivono fuori da questo credo e migrano il pensiero coranico nel pensiero della critica dell’occidente e delle dinamiche lontane dai precetti del Profeta, in quanto tali sinonimo di peccato e dunque di condanna tout-court. Mi viene da dire che si arriva all’odio reciproco e questo allontana anche il valore della vita del singolo.
C’è ancora molta strada da fare e tutti dobbiamo rimboccarci le maniche a partire dalla partecipazione alle iniziative di integrazione interculturale che andrebbe fatta soprattutto nelle periferie e non nei palazzi del bel pensiero e dell’intelletto.]]></description>
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<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 19:01:40 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[21 Luglio 2025 
La LETTERA del cardinal Carlo Mar...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43827]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">21 Luglio 2025</span><span style="font-weight:400;"> </span>
<em><span style="font-weight:400;">La LETTERA del cardinal Carlo Maria Martini (1927-2012) «Noi e l’Islam» è il discorso alla città di Milano che l’Arcivescovo tenne in S. Ambrogio il 6 dicembre del 1990. ed è ripresa e analizzata in trentacinque capitoli che rappresentano temi diversi sul rapporto presente e futuro con l’islam…... Riflessioni del passato per capire il presente, utile alle scuole, università di ogni ordine e grado nonché ai decisori politici.</span></em>
<em><span style="font-weight:400;">VII –I- III</span></em><em><span style="font-weight:400;"> -  CHI SIAMO «NOI» E CHI È L’«ISLAM</span></em><em><span style="font-weight:400;">»</span></em>
<span style="font-weight:400;">Martini, già nel 1990, anticipava molte delle dinamiche odierne legate alla convivenza multiculturale e interreligiosa. Lanciava un appello a Milano per: non farsi trovare impreparati, promuovere </span><strong>forme mature di dialogo</strong><span style="font-weight:400;"> e integrazione, rispettare le identità senza cadere né nell’assimilazione forzata né nel relativismo confuso. Iniziamo un percorso dei punti principali della  La </span><strong>Lettera alla città di Milano</strong><span style="font-weight:400;"> del </span><strong>cardinal Carlo Maria Martini</strong><span style="font-weight:400;"> del 6 dicembre 1990 intitolata Noi e L’islam con i commenti di Giuseppe Samir Eid. La lettera è un documento che tocca quello del accoglienza del 'immigrazione islamica in Italia. Martini, con il suo stile profetico e dialogico, mette in luce non solo le </span><strong>sfide pratiche</strong><span style="font-weight:400;">, ma anche le </span><strong>implicazioni culturali e religiose</strong><span style="font-weight:400;"> della presenza musulmana in una società a maggioranza cristiana e secolarizzata.</span>
<span style="font-weight:400;">Commenti:</span>
<ol style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Accoglienza e prima sistemazione</span><span style="font-weight:400;"> «La presenza di numerosi gruppi etnici di fede musulmana  comporta una serie di problemi riguardanti la prima accoglienza, l’assistenza, la casa, il lavoro, .. Questi aspetti rientrano nella responsabilità della comunità civile, in accordo con le leggi dello Stato e in collaborazione con il volontariato.  Una chiara visione di corresponsabilità tra istituzioni pubbliche e realtà associative, senza delegare alla Chiesa un compito che è civile prima di tutto.</span></li>
</ol><ol style="text-align:justify;" start="2"><li><span style="font-weight:400;">Il fattore religioso</span><span style="font-weight:400;">: conoscere l’altro; Il fattore religioso non può essere trascurato nell’affrontare i problemi del dialogo e della convivenza.»</span></li>
</ol><ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">La religione è parte integrante dell’identità musulmana, non un fatto marginale o solo privato.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Ignorare questa dimensione, pensando che basti una neutralità formale dello Stato (laicismo), è un errore che ostacola l'integrazione reale.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">La cultura islamica, anche in diaspora, conserva visibilità e profondità, e chiede riconoscimento e rispetto, non solo tolleranza.</span></li>
</ul><ol style="text-align:justify;" start="3"><li><span style="font-weight:400;">Integrazione culturale e laicità dello Stato</span></li>
</ol><span style="font-weight:400;">«Un’errata concezione della laicità dello Stato induce a non sfiorare in ambito pubblico argomenti che abbiano a che fare con la religione.»</span>
<ul style="text-align:justify;"><li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Secondo Martini, una vera laicità non consiste nell’escludere la religione dallo spazio pubblico, ma nel permettere l’espressione pluralistica delle fedi nel rispetto reciproco.</span></li>
<li style="font-weight:400;"><span style="font-weight:400;">Per molti immigrati musulmani, la religione è una dimensione naturale e quotidiana: non comprenderlo può portare a incomprensioni e conflitti.</span></li>
</ul>]]></description>
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<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 09:30:36 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Strage in chiesa a Damasco: suicida con autobomba ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43810]]></link>
<description><![CDATA[<strong><u>Strage in chiesa a Damasco: suicida con autobomba mentre si celebra la liturgia domenicale</u></strong>
Sollevo una questione estremamente delicata e complessa, che tocca la sensibilità religiosa, la geopolitica e la sicurezza delle comunità cristiane locali. È importante trattare questi temi con equilibrio e responsabilità.
Riassumo il mio pensiero: manifestazioni pubbliche di gratitudine a Dio da parte di leader politici occidentali a seguito di  vittorie contro Paesi o gruppi musulmani, possono essere percepite come una provocazione o una forma di umiliazione religiosa, provocando reazioni violente o vendicative.
Due giorni prima dell'attentato a Damasco, Trump e stretti collaboratori (cosi detto gruppo Maga) erano apparsi in TV come un gruppo di preghiera uniti a ringraziare e lodare Dio di averli consentiti di vincere contro l'Iran. Visto dalla parte di certi musulmani è stato considerato infame e suscita un desiderio di vendicarsi. Una vendetta puntualmente arrivata.
Lo stesso dramma si era verificato nel corso del intervento americano in Irak.
Sarebbe opportuno a mio parere che i cristiani locali segnalino questo pericolo alle parti interessate. Confido che le autorità competenti locali siano consce e abbiano fatto passi concreti per evitare in futuro simile disgrazie.??
Il mio obiettivo è prevenire ulteriori "gaffes" che provocano inutile violenze<strong>. grazie</strong>]]></description>
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<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 21:31:16 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Sig. Gianluca Gennai
La soluzione può essere tr...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43447]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-size:12pt;font-family:verdana, geneva, sans-serif;">Sig. <span class="first_name">Gianluca</span> <span class="last_name">Gennai</span></span>
<span style="font-size:12pt;font-family:verdana, geneva, sans-serif;">La soluzione può essere trovata nel suo ultimo paragrafo: compito della <u>società civile</u> aiutata con le <u>associazioni religiose</u> oltre al controllo sulla lealtà dei <u>predicatori.</u><br /></span>
<div class="moz-signature">
<span style="font-family:verdana, geneva, sans-serif;font-size:12pt;">A Torino all'uscità della preghiera per la fine del ramadan ci sono state azioni violente: una coincidenza?</span>
<span style="font-size:12pt;font-family:verdana, geneva, sans-serif;">La Scuola statale è il migliore laboratorio per l’integrazione oltre a cercare di valorizzare l'elemento femminile delle famiglie. Per tutto questo ciascuno deve fare il suo compito, prima di tutti la società civile. Una linea guida si trova nella lettera del cardinal Martini commentata nel libro <a href="/infodiscs/view/42957" target="_blank">NOI e L'ISLAM - Lettera del Cardinal Martini commentata</a></span>
<span style="font-family:verdana, geneva, sans-serif;font-size:12pt;">che ho presentato in alcune associazioni disponibile presso Amazon.<br /></span>
<span style="font-family:verdana, geneva, sans-serif;font-size:12pt;">Cordiali Saluti</span>
<span style="font-family:verdana, geneva, sans-serif;font-size:12pt;">"impegnarsi per ciò che vale e permane"</span>
<span style="font-family:verdana, geneva, sans-serif;font-size:12pt;">Giuseppe Samir Eid</span>
<span style="font-family:verdana, geneva, sans-serif;font-size:12pt;"><a class="moz-txt-link-freetext" href="https://www.dialogoislamocristiano.com" target="_blank">https://www.dialogoislamocristiano.com</a></span>
</div>]]></description>
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<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 19:09:12 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Gentile Sig. Giuseppe Samir Eid,
spero che abbia t...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43446]]></link>
<description><![CDATA[Gentile Sig. Giuseppe Samir Eid,
spero che abbia trascorso L'Eid al-Fitr nel migliore dei modi anche se a Milano, purtroppo, non c'è ancora un luogo di Culto adeguato per i fedeli musulmani. Detto questo, lasciando da parte la lettera del Card. Martini alla quale Lei fa riferimento nel pieno rispetto dell'approccio ecumenico particolarmente sentito come un precetto di convergenza e convivenza inter-religiosa, faccio riferimento alla cronaca milanese e a quanto si apprende dagli organi di stampa, rispetto alle seconde generazioni.
Le sa meglio di me che le seconde generazioni sono quelle che definiamo integrate o meglio, ci si convince che lo siano perché di fatto, raramente si manifesta l'evidenza di una integrazione e più spesso la tendenza a ripiegare nei precetti del proprio credo ma anche nel ristabilire un contatto con la Cultura del paese di orgine della Famiglia, facendo dunque un percorso talvolta non privo di condizionamento ideologico se non di esaltazione di un modus operandi lontano da questa Milano Europea e certamente Occidentale. Non sono all'altezza di parlare d'integrazione ne' di fenomenologia dell'argomento, ancor meno di condizioni di disagio spesso eccessivamente utilizzato per trovare un capro espiatorio rispetto a comportamenti criminogeni se pur di lieve impatto sociale ma spesso anche di gravi atti contro quella stessa società scelta dalle proprie famiglie come punto di contatto con una vita migliore, lontana da quello stesso mondo poi rivalutato e idealizzato fino a farne un modello positivo (ci si chiede perché allora si lasci il proprio paese se poi si fanno certi percorsi di rivisitazione, fatto salvo i ricordi di Famiglia). Su queste riflessioni del tutto personali, rimetto a Lei a tutte le Famiglie di buona volontà, la preghiera affinché vi impegnaste a trasmettere almeno la civiltà araba che per lungo tempo ha segnato il progresso e le Scienze e non quello che si vede nelle strade milanesi, sui mezzi pubblici, in ogni luogo dove si possa trovare una vittima da cannibalizzare, oltraggiare e segnare per tutta la sua vita. Non c'è Islam in questo, non c'è nulla che possa essere ricondotto al bello della cultura musulmana. Finché voi adulti, voi Famiglie, non farete percorsi di forte impegno per riprendere le ragioni di questi giovani arabi probabilmente persi in mondi che non esistono, in un metaverso in cui c'è un Occidente ricco e oppressore a prescindere e un Islam represso che deve difendersi e quindi riscattarsi, non arriveremo a niente, non riusciremo a ristabile la convivenza verso la convivenza poiché noi non abbiamo il lunguaggio giusto, non abbiamo il background per essere ascoltati, non siamo in grado di convicerli che ci sono altri modi di divenire adulti, nel pieno senso della vita che rispetta la vita altrui e che cerca la luce e non le tenebre della ricchezza facile, spregiudicata e priva di virtù. Quelle virtù che guidarono i grandi pensatori arabi ma anche occidentali che si contagiarono vicendevolmente accettandosi nelle diversità ma sempre nel rispetto della vita e guardando il mondo co gli stessi occhi.
Accolga la mia preghiera - Mā šāʾ Allāh
Faccia quanto possibile per riallacciare gli anelli e guidi dall'alto del suo sapere, le menti più deboli, più vulnerabili e allevi quella rabbia che hanno i tanti ragazzi verso una civiltà (la nostra) pensata usurpatrice e nemica, infedele e dunque senza dignità tale da poter essere aggredita e talvolta umiliata secondo i dettami di correnti di pensiero divulgate dai social e da figure di riferimento giovanili negative. Sono le Famiglie il punto di contatto con il cambiamento di questo fenomeno che assume livelli di pericolosità inquetanti e che non può che portare a un maggiore allontanamento fino al punto di non ritorno.
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 16:03:38 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Sig. Gennai,
il testo del cardinale Carlo Maria Ma...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43302]]></link>
<description><![CDATA[Sig. Gennai,
il testo del cardinale Carlo Maria Martini «Noi e l’Islam» è il discorso alla città che l’Arcivescovo tenne in S. Ambrogio il 6 dicembre del 1990. Fin da allora il cardinal Martini sollevò il problema dei rapporti con l’Islam in relazione al fenomeno migratorio che cominciava a conoscere l’arrivo di persone appartenenti a tale credo religioso. Il testo conserva una straordinaria attualità, soprattutto nella impostazione degli interrogativi e nella indicazione di alcune piste di approfondimento. Siamo convinti che questo documento, ancora oggi, si qualifica come un valido contributo alla comprensione del problema dei rapporti tra noi e l’Islam. Lo scopo del libro Noi e l'Islam commentato è proprio quello di mettere in evidenze quanto ha previsto il cardinale.<em style="font-weight:400;"><br /></em>
Cordiali Saluti
"impegnarsi per ciò che vale e permane"
Giuseppe Samir Eid
<a href="https://www.dialogoislamocristiano.com" target="_blank">https://www.dialogoislamocristiano.com</a>]]></description>
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<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 22:13:13 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Lei ha perfettamente ragione e la mia esperienza t...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43299]]></link>
<description><![CDATA[Lei ha perfettamente ragione e la mia esperienza testimonia quanto Lei scrive. Ho amici con i quali mi intrattenevo nelle loro case ma non con le loro Famiglie (come sà le donne sono estraniate dalla convivialità maschile). Dunque è difficile pensare ad una laicità nell'Islam (ma mi permetta di dire che c'è anche una componente di ipocrisia specialmente tra le classi agiate o di potere, soprattutto se questo è un potere militare o istituzionale). Così ci si comporta in privato diversamente da come ci si comporta in pubblico per non essere criticato dal vicino di casa o dallo stesso Imam che come sa, nei paesi arabi conosce tutti ed è in grado di criticare se non condannare certi comportamenti fino al bando dalla comunità invece maggiormente rispettosa dei precetti. Sono soprattutto le giovani a utilizzare delle strategie per non essere da meno rispetto ai modelli occidentali, oggi molto seguiti grazie ai social. Mi faccia dire che in questo si possano intravedere molte analogie tra giovani di diversa cultura. Ma ci sono grandi differenze  tra chi resta nel paese di nascita e chi emigra.  Altra cosa sono i musulmani o arabi cristiani emigrati, tra i quali insistono culture ma anche necessità di non essere troppo diversi dalla società con la quale necessariamente devono confrontarsi. E' questo il vero tema, quanto c'è di represso o mal sopportato di questo aspetto nelle Famiglie? Dunque quali sono i messaggi che vengono assorbiti dai figli cosiddetti di seconda generazione? Ecco che sulla trasmissione di valori si gioca la partita. Sono convinto che la maggior parte delle Famiglie musulmane ma anche arabe (la cultura è la medesima), sia critica rispetto alla società ospitante e ci veda mancanza di valori invece ben presenti nelle proprie radici. Cosi viene meno l'aspetto della trasmissione dei valori della società ospitante da parte di chi rappresenta l'autorità, i genitori. Spesso insiste una vera critica anche feroce dove si contrappone una radice di valori a un vissuto da deprecare o condannare che si trasforma in intolleranza o peggio protesta fino a considerare da combattere con ogni mezzo quel modello percepito come una imposizione. Io credo che finché la prima generazione non si muoverà per fare accettare e correggere questi comportamenti, non potremo mai realizzare l'inclusione. Ma anche rispetto a chi arriva a Milano che non sia della Famiglia, si dovrebbe intervenire con la prima generazione e muoversi verso di loro, a calmierare quella rabbia, quella voglia di rivalza se non di forze di contrasto fino all'aggressione scontata come se ci fosse da punire, da disconoscere fino a sottomettere un modello che non corrisponde ai dogmi della propria religione o cultura. Poi tutti potremo essere più pronti all'inclusione e alla condivisione di almeno alcuni valori reciproci.
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 16:52:48 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Sono d’accordo per quanto lei ha scritto su l’...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43296]]></link>
<description><![CDATA[Sono d’accordo per quanto lei ha scritto su l’immigrazione di prima generazione in Italia, per il poco che ho osservato i ragazzi/le ragazze di un Istituto tecnico in Italia diretto da un ordine religioso cattolico non sono molto diversi dai nostri, dipende dall’ambito sociale delle famiglie di provenienza. Ricordarsi che il cittadino arabo cristiano o musulmano privilegia il suo credo religioso a la sua cittadinanza; la laicità è un termine poco applicato nelle famiglie arabe. A mio parere la tiepidezza religiosa che riscontrano nei nostri giovani non aiuta l’integrazione, la libertà di scelta richiede di poter essere in grado di scegliere. Per quanto riguarda i figli e pronipoti  la situazione della Francia ci può insegnare qualcosa. La decisione tardiva della Francia di obbligare imam e Direttori dei centri culturali ad ottenere un diploma per esercitare dovrebbe aiutare l’integrazione in quanto hanno decisamente la loro influenza sulla popolazione mentre le trasmissioni via internet non trovano frontiere. La pressione degli Stati islamici è riuscita a far entrare i tribunali islamici in Inghilterra spero che non succeda in Italia.]]></description>
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<pubDate>Mon, 27 Jan 2025 18:43:00 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[caro Gianluca,
il tuo lungo pensiero denota la co...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43295]]></link>
<description><![CDATA[caro Gianluca,
il tuo lungo pensiero denota la conoscenza del mondo musulmano ragione per la quale la lettura del libro per intero potrebbe fornire una ragionevole risposta a i tuoi dubbi per poter discuterne. Ricordati che musulmano o cristiano proveniente dal mondo arabo ha un concetto di cittadinanza diverso da quello di un cittadino europeo.. saluti e buona lettura.]]></description>
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<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 22:24:50 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Quando si ricorda la lettera del Card. Martini, si...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43293]]></link>
<description><![CDATA[Quando si ricorda la lettera del Card. Martini, si tralascia purtroppo di rievocare il clima spirituale e culturale che proprio Martini aveva instaurato a Milano con la pluriennale Cattedra dei Non credenti.
Uno dei nodi di apparente incompatibilità tra il mondo mussulmano milanese e quello cattolico e laico sta infatti proprio qui.
Come <a href="/infodiscs/view/42957#body_43291" target="_blank">ha ricordato Gianluca Gennai</a> occorre distinguere tra le prime generazioni di immigrati e le seconde (e le terze).
Faticosamente, i primi arrivati hanno tentato, dandosi reciprocamente aiuto e conforto e appoggiandosi anche alla realtà di accoglienza milanese, di trovare una propria esistenza dignitosa e rispettosa non solo della propria religione ma, in senso più ampio, delle tradizioni che li legavano alla fedeltà per le proprie origini. La fede religiosa infatti non è legata solo al credo di ognuno, ma soprattutto alla propria identità personale e sociale determinata dagli insegnamenti, dalle consuetudini, dai valori che ognuno, cristiano o mussulmano o buddhista ecc., porta con sè insieme all'amore per le proprie radici famigliari e sociali.
Le seconde generazioni si trovano nel conflitto tra un mondo in cui crescono a costruiscono rapporti di amicizia e di modi di vivere, e il mondo che si incarna nei propri genitori e in tutto il mondo adulto in cui fisicamente ed emotivamente si riconoscono.
La tenacia dell'identità nazionale con quella religiosa e famigliare diventa un nodo difficilmente scalfibile. La realtà dei "non credenti" e dei credenti che vivono tiepidamente la propria fede in un mondo occidentale che ha difficoltà a riconoscere i propri maestri (anzi la loro esistenza stessa) e che quindi deve cercare nuove strade spirituali e non solo, contrasta vivamente con l'attaccamento e la fedeltà che tende a trascinare le nuove generazioni nel conflitto di fedeltà con se stessi, se anche il mondo di altre fedi rispetto alla cristiana non risolvono il problema della laicità.
Quello della laicità, cioè della consapevolezza che siamo prima di tutto esseri umani e poi scegliamo di essere credenti o non credenti, confligge con la visione opposta, quella per cui si è prima credenti e poi si riconosce di essere poveri esseri umani non all'altezza della propria fede.
Eppure, proprio questo potrebbe essere il terreno d'incontro tra tutti gli umani che provengono dalle diverse parti del mondo: la fratellanza tra persone alla ricerca della propria strada umana e spirituale, persone tutte "di buona volontà", come suggeriva il Concilio Vaticano II.]]></description>
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<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 18:14:08 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Mi inserisco in questo bel diaologo che tuttavia p...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43291]]></link>
<description><![CDATA[Mi inserisco in questo bel diaologo che tuttavia pare non appassionare gli attivi di partecipaMi.
Qual è la mia esperienza sull'argomento? Sono un ingegnere che dal 1990 frequenta paesi islamici per lavoro e che lì ha vissuto in mezzo alla gente. Dalle zone storiche al nord Africa dove l'Islam ha colonizzato i territori un tempo cristiani o pagani, in cui alcuni indigeni conservano ancora la propria cultura. La mia penetrazione nella realtà è molto diversa dal turista o da chi ha contatti sporadici in contesti che negli anni sono molto cambiati. La Siria degli anni 90 non esiste più mentre oggi si riscopre un Libano fragile e una Turchia dominante con le solite potenze che danno il loro contributo alle forze in campo.  Evidentemente la storia palestinese resta come fuoco ardente che brucia dalla notte dei tempi, dunque su questo non resta che il silenzio data l'impossibilità per noi occidentali di capire. Il nord Africa invece è un tema a parte, un magma di culture sulle quali domina l'Egitto e la storica guerra tra Libia e Cirenaica, anch'essa millenaria e irrisolta. Tunisia a parte, c'è un'Algeria in grande fermento post coloniale come terra di conquista da parte delle super potenze, e un Marocco che vanta un illuminismo islamico ma in eterno scontro proprio con l'Algeria con la quale condivide la questione del popolo Saarawi e le miniere delle montagne di confine, fino alle questioni della Mauritania e di tutto il deserto del Sahara dove i Tuareg si spostano senza confini, mantenendo il dominio di territori critici di confine con il Mali e via dicendo, dove traffici illeciti fin dalle origini, arrichiscono i signori della guerra che ogni volta trasformano i propri interessi in questioni di religione fino al Daesh. Ma questo mondo è fatto di tanta brava gente che si riconosce nel richiamo alla preghiera: Allah akbar diffuso dai minareti 5 volte al giorno, quando ogni bravo musulmano si orienta verso la Mecca per la sua preghiera. Sullo sfondo le correnti religiose, tavolta molto diverse a partire dagli sciiti e sunniti ma le correnti all'interno di questi macro mondi sono ennesime. Forse va citato il mondo wahabita. Un mondo di persone che lavorano nel rispetto del proprio pensiero e la propria cultura, milioni di fedeli musulmani che vivono del proprio operato senza pensare di spostarsi dalla propria terra, dalle proprie radici. Le realtà di povertà estrema, sono vissute nel rispetto del volere di Allah e nessuno pensa di prendere la via dell'occidente, salendo su un barchino. Si narra che scappano da una realtà ostile, ma non tutti scappano da una realtà legale (parlo dei cittadini del nord Africa). Chi studia e vorrebbe trovare un buon lavoro, prova a spostarsi legalmente con tutte le difficoltà del caso (permessi, denaro, vie privilegiate di amici già emigrati o familiari ecc.). Pochi i disperati onesti che si mettono in cammino fino alla Libia o alla Tunisia per poi affrontare il mare fino alle coste italiche.
Richiamare la lettera del Card. Martini degli anni 90, come esempio di convergenza se pure alta e d'interesse intereligioso e interculturale, mi pare francamente anacronistico. La realtà milanese è lontana da quei  precetti del colloquio intereligioso, la maggior parte dei fedeli musulmani di seconde generazioni e i tanti extracomunitari di fede musulmana che arrivano con il titolo di profughi, sono lontani dai precetti del Corano e distanti dalle idee di dialogo espresse da studiosi e persone di buona volontà che provano a polarizzare il pensiero dei propri simili verso il buon senso e il rispetto della società che li ha accolti se pure con difficoltà.
Mi faccia dire, ad esempio, che i nordafricani che arrivano oggi a Milano, non sono quelli di 20 anni fa, provengono da realtà rurali (per esempio gli egiziani) molto, troppo, lontane dal nostro pensiero di civiltà e dove la vita inizia non appena nasci e sei costretto a sopravvivere in ogni modo. Quale integrazione per questi fratelli musulmani sia possibile non saprei data la distanza del concetto di società e lavoro tra il loro vissuto in terra natia e questa Milano dove già noi fatichiamo. Peggio ancora l'idea che questi ragazzi si fanno tramite i social che sono un arma letale di condizionamento e arruolamento in un esercito di ombre che, certo, sanno come sopravvivere anche in circostanze estreme. Direi che il loro passato è di dubbia legalità ma per loro una necessità di lottare per la sopravvivenza che qui si trasforma in arroganza e senso di impunità, certamente vero rispetto a come verrebbero trattati anche nelle loro stesse località d'origine. L'italiano non ha anticorpi per questo sistema di valori in cui non ci sono mediazioni, o domini o sei dominato.
Sono convinto che non ci sia una possibilità d'integrazione per queste vite in una città dove anche gli italiani sono in difficoltà. Dunque quale integrazione propone questa Milano dove si fa di tutto per escludere le povertà a partire da quelle abitative. Cosi la narrazione dell'integrazione non è che un racconto sul quale si sostengono altre vite che vivono nel terzo settore oramai diventato un sistema economico e uno strumento politico di propaganda in cui si scrivono pagine di progetti e di teorie d'integrazione e recupero sociale che danno luogo a finanziamenti e tanta retorica.
Le seconde generazioni, invece, cercano un riscatto, un risarcimento anche per i loro genitori che hanno visto lavorare duro ma senza mai arrivare a una stabilità economica di livello. La seconda generazione crescitua nella povertà delle loro Famiglie, non è disposta a sacrificarsi con il lavoro come i propri genitori, il modello è, nel migliore dei casi, il cantante trap o rap, non certo l'Imam. Poi ci sono i modelli che arrivano dalla balieau di Marsiglia o Parigi, dove la Francia ha rinchiuso e sedato ogni possibilità di riscatto del livello sociale, tanto da avere innescato una radicalizzazione e ribellione combattuta con la repressione di storica deriva coloniale e dove i fratelli musulmani si sono coesi dando luogo a vere e proprie enclave in cui la guida spirituale è il RAS del quartiere, spesso radicalizzato e culturalmente rinchiuso nella cultura d'origine. Qui si osserva come San Siro o Corvetto, o Barona sembrano andare in quella direzione. 
Per essere franco, sono dell'idea che una Moschea a Milano sia necessaria per dare la possibilità di pregare in modo dignitoso e consono a tutti i fedeli musulmani, ma sono altrettanto convinto che questa non risolva le questioni e le derive che oramai si stanno consolidando tra i ragazzi e che non sembra siano gestibili dalle prime generazioni, dalle Famiglie di provenienza, dagli intellettuali e da tutto il mondo arabo adulto che mi pare incapace di portare la cultura della ragionevolezza nelle componenti giovanili maggiormente critiche. Come si può pensare di integrare e soprattutto come potremmo noi italiani avere successo la dove il mondo arabo di prima generazione sta fallendo. E' solo dai genitori che possono partire certi concetti di rispetto, un'educazione alla legalità e una cultura del sacrificio, il resto non sono che esercizi, spesso veri processi intellettuali di alto profilo quanto sterili di senso della realtà  in cui si formulano soluzioni totalmente lontane sia nel linguaggio che nel concetto, dal mondo in cui si muovono i profughi da una parte e le seconde generazioni dall'altra. Poi si potrebbe parlare dei precetti o delle 114 Sure سورة  o degli  ayāt nella loro interpretazione ma questa è un'altra storia. 
Si resta dunque rilegati a questi scambi di pensiero, questo buonismo nel quale si ripone una speranza, come nelle belle parole del Cardinal Martini o forse in questo libro in cui si leggono parole di convergenza, di dialogo e rispetto reciproco. Poi c'è il mondo fuori che attende azioni da parte del mondo degli adulti di fede musulmana, dato che la medizione culturale non è che una chimera.
Vedo un futuro molto critico in cui le Istituzioni non possono che reprimere per far rispettare il concetto di convivenza, dove sullo sfondo resta una forte richiesta alle Famiglie affinché promuovano la legalità e possibil soluzioni per riprendere un discorso di dialogo e di superamento delle barriere culturali che oggi fanno di una seconda generazione, uno strato ostile e rancoroso nei confronti dell'Italia. 
Gianluca Gennai]]></description>
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<pubDate>Sat, 25 Jan 2025 13:18:06 +0100</pubDate>
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<item><title><![CDATA[
I-IV-XXIX   Cardinal MARTINI 
“Conoscersi p...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43289]]></link>
<description><![CDATA[<div style="text-align:justify;">
<strong><u>I-IV-XXIX   Cardinal MARTINI </u></strong>
<em>“Conoscersi però una parola può ricompattare”</em>
Rileggendo la LETTERA alla città di Milano,  aveva  sottolineato alcuni aspetti  che avrebbero potuto scaturire  dall'immigrazione islamica.
<span style="text-decoration:underline;"><strong>MARTINI</strong> aveva scritto Dicembre1990:</span>
Quel dialogo a livello quotidiano a contatto con i musulmani che incontriamo oggi sem­pre più frequentemente. Il problema non è tanto di fare grandi discussioni teologiche, … Si potranno trovare, non di rado, molte più consonanze pratiche di quanto non avvenga in una disputa teologica…. Tuttavia questa considerazione individuale deve sempre tener conto delle dinamiche di gruppo. Infatti l’islam non è solo fede personale, bensì realtà comu­nitaria molto compatta e una parola d’ordine lanciata da qualche voce autorevole al momento opportuno può ricompattare e ricondurre a unità serrata.
<strong><u>Negli anni successivi</u></strong>
L’approfondimento delle diverse tradizioni religiose fa scaturire nuove energie per un destino comune degli uomini.
Il mese di Marzo 2025 accomuna musulmani e cristiani tutti uniti,  ad osservare un periodo di digiuno e privazioni sotto le sue diverse forme; ricorda ai musulmani la sottomissione al volere di Dio con il sacrificio di Abramo pronto a sacrificare il suo unico figlio Ismaele, ai cristiani tutti il sacrificio di Cristo alla volontà del Suo Padre per la salvezza del mondo. Un periodo favorevole ai credenti tutti per conoscersi e applicare quanto ha scritto il cardinale Arinze:
<em>“Noi, cristiani e musulmani, siamo dei cercatori di Dio, impe­gnati in una ricerca che è segno di speranza per ogni uomo. Noi possiamo colla­borare per donare più speranza all’umanità. Perciò, dobbiamo accettarci come diversi, rispettarci reciprocamente ed amarci, sotto lo sguardo di Dio che elargisce a tutti la sua misericordia. Vogliamo presentarci al mondo come credenti in Dio e fedeli all’uomo, alla sua dignità ed ai suoi diritti.”</em>
Instaurare un rapporto di tipo nuovo per meglio conoscersi, cardine per l’integrazione. <strong>Chi fa il primo passo?</strong>
</div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>I-III-XXVIII Cardinal MARTINI </strong></span></div>
<div style="text-align:justify;"><br />“<em>Dialogo tra credenti</em>”<br /><br /></div>
<div style="text-align:justify;">Rileggendo la LETTERA alla città di Milano, aveva sottolineato alcuni aspetti che avrebbero potuto scaturire dall'immigrazione islamica.</div>
<div style="text-align:justify;"><br /><span style="text-decoration:underline;"><strong>MARTINI</strong> aveva scritto Dicembre 1990</span>:</div>
<div style="text-align:justify;"><br />Riguardo al dialogo con i musulmani Vi sono due posizioni errate da evitare e una posizione corretta da promuovere.</div>
<div style="text-align:justify;">1- la noncuranza del fenomeno. …. Si scivola facilmente a sentimenti di disagio e quasi di rifiuto o di intolleranza.</div>
<div style="text-align:justify;">2- lo zelo disinformato…. Si fa di ogni erba un fascio, si propugna l’uguaglianza di tutte le fedi senza rispettarle nella loro specificità, si offrono indiscriminatamente spazi di preghiera o addirittura luoghi di culto senza aver prima ponderato</div>
<div style="text-align:justify;">La posizione corretta è lo sforzo serio di conoscenze, la ricerca di strumenti e l’interrogazione di persone competenti. Penso, in particolare, ai casi molto difficili e spesso fallimentari dei matrimoni misti.</div>
<div style="text-align:justify;"><br /><span style="text-decoration:underline;"><strong>Negli anni successivi<br /><br /></strong></span></div>
<div style="text-align:justify;">L’approfondimento delle diverse tradizioni religiose fa scaturire nuove energie per un destino comune degli uomini.</div>
<div style="text-align:justify;"><br />Un rapporto di tipo nuovo tra mondo occidentale e mondo arabo non può non passare attraverso un contributo per il rilancio economico, culturale e sociale di questi paesi estremamente bisognosi di interscambio e di apporto tecnologico da parte dell’Occidente.</div>
<div style="text-align:justify;"><br />Aiutare i musulmani a comprendere e cogliere il significato di distinzioni come quelle tra religione e società, tra lede e civiltà, tra islam politico e fede musulmana, è più che mai necessario.</div>
<div style="text-align:justify;"><br /><strong>La convivenza va fondata su valori e certezze, se nascondiamo i cardini della nostra cultura, a quale integrazione potrà aspirare la scuola italiana?</strong></div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<div style="text-align:justify;"><a href="https://www.amazon.it/s?k=eid+giuseppe+samir&crid=AEQ79H2VPZA7" target="_blank">https://www.amazon.it/s?k=eid+giuseppe+samir&crid=AEQ79H2VPZA7</a> </div>
<div style="text-align:justify;"> </div>
<iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgiuseppesamir.eid%2Fvideos%2F1590857551538762%2F&show_text=false&width=267&t=0" width="267" height="476" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>]]></description>
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<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 16:05:27 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Permettetemi di riportare l'attenzione su questo m...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_43226]]></link>
<description><![CDATA[Permettetemi di riportare l'attenzione su questo mio libro.
Giuseppe Samir Eid]]></description>
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<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 09:18:17 +0100</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Gentile Professoressa Cipolli,
la Lettera "Noi e L...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_42977]]></link>
<description><![CDATA[Gentile Professoressa Cipolli,
la Lettera <strong>"Noi e L'islam" del cardinal Martini</strong> recita "<strong>la Chiesa non dovrà rinunciare a offrire il Vangelo mentre rispetta il desiderio dei musulmani di voler allargare la Umma</strong>".<br /><br /> I crocifissi vanno lasciati dove sono, si spiega il loro significato nonostante che in certi ambiti pubblici e ospedali negli anni passati li toglievano dalla camera del degente che lo chiedeva. A pagina 179 del libro "Noi e l'islam" già presentato in precedenza, può leggere  un altro articolo sul presepio "se nascondiamo i cardini della nostra cultura, a quale integrazione potrà aspirare la scuola italiana?" Un altro commento è dedicato a "Centro islamico difende figura di Gesù"  sotto gli attacchi di alcuni nostri ambienti laici.<br /><br />Buona lettura
<div>
Cordiali Saluti
</div>]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 14:26:27 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Gentile Giuseppe Samir Eid,
innanzitutto grazie de...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_42976]]></link>
<description><![CDATA[Gentile Giuseppe Samir Eid,
innanzitutto grazie del riscontro.
Nell'ottica del confronto e dialogo interreligioso, inoltro in allegato alcuni es. di progettazioni di IRC e Intercultura proposte negli scorsi anni nel contesto prepandemico in Corvetto, Primaria ex ICS Fabio Filzi via Ravenna 15.
Una progettazione inclusiva, che ha coinvolto significativamente tutti gli alunni e le famiglie con background migratorio, provenienti da tutte le parti del mondo, della nostra Scuola.
Cordialmente, Roberta]]></description>
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<pubDate>Wed, 18 Sep 2024 11:50:23 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Gentile Professoressa:
La lettera del cardinal Car...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_42967]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-weight:400;">Gentile Professoressa:</span>
<span style="font-weight:400;">La</span> <strong>lettera</strong><span style="font-weight:400;"> del cardinal Carlo Maria Martini «Noi e l’Islam» è il discorso alla città di Milano che l’Arcivescovo tenne in S. Ambrogio il 6 dicembre del 1990 presentata e commentata nel mio libro. L’intento della Lettera è di “</span><em><span style="font-weight:400;">Esprimere qualche riflessione non sul fenomeno dell’islam in generale, ma su quanto ci tocca oggi a Milano e nel contesto europeo, a seguito delle nuove</span></em> <em><span style="font-weight:400;">forme di presenza dell’islam tra noi”.</span></em><span style="font-weight:400;"> </span>
<span style="font-weight:400;">Ha attirato l’attenzione su una serie di problemi riguardanti la prima accoglienza e assistenza dei musulmani, la casa, il lavoro. Tale compito di prima sistemazione in accordo con le leggi vigenti riguarda in primo luogo la comunità civile, sia pure in collaborazione con forze di volontariato.</span>
<span style="font-weight:400;">Ha raccomandato la loro integrazione sociale mediante una conoscenza più approfondita della lingua, del ordinamento scolastico dei figli, dei diritti civili, e dei matrimoni interreligiosi.</span>
<span style="font-weight:400;">E risaputo che la fede musulmana è un </span><span style="font-weight:400;">universalismo</span><span style="font-weight:400;"> che oltrepassa le frontiere e rimane sensibile a grandi appelli al ritorno alle origini, pertanto  dare attenzione al Ruolo degli immam, a la loro lealtà, a</span><span style="font-weight:400;">l</span><span style="font-weight:400;"> ruolo dei centri religiosi per l’integrazione, aiutare le donne musulmane a riscoprire le loro ricchezze soffocate. </span>
<span style="font-weight:400;">La lettera del cardinal Martini afferma che la Chiesa non dovrà rinunciare a offrire il Vangelo mentre rispetta il desiderio dei musulmani di voler allargare la Umma. </span>
<span style="font-weight:400;">Concludo citando un indagine della Fondazione Agnelli: <br /><br /></span><strong>“</strong><span>Il RAPPORTO FRA ISLAM E CRISTIANESIMO</span> <span>nel Medio Oriente, indica alcuni nodi critici relativi alla questione delle minoranze culturali e religiose, nodi di grande importanza anche per comprendere e gestire la presenza dei musulmani nei paesi europei”.  </span>
<span style="font-weight:400;"><br />Pur non essendo personalmente coinvolto nella didattica sono d’acordo con la sua conclusione convinto che la scuola statale sia un laboratorio per l’integrazione.</span>
<span style="font-weight:400;">Giuseppe Samir Eid 14/9/2024</span>
<strong>Noi e l’Islam </strong>
<strong>LETTERA DEL CARDINAL MARTINI COMMENTATA </strong>
<span style="font-weight:400;">RIFLESSIONI DEL PASSATO UTILI PER CAPIRE IL PRESENTE</span>]]></description>
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<pubDate>Sat, 14 Sep 2024 17:17:59 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Argomento complesso che richiede la presenza di st...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/42957#body_42962]]></link>
<description><![CDATA[Argomento complesso che richiede la presenza di studiosi qualificati professionisti e operatori sociali impegnati seriamente nel dialogo interreligioso.
Da maestra che ha insegnato per 14 anni in Corvetto posso solo dire che dopo la pandemia molti "timori" e scenari prima impensabili si sono palesati in piena luce.
Fino al 2020 era possibile proporre un progetto interdisciplinare, interculturale e interreligioso a tutta la classe senza particolari difficoltà.
Da un paio di anni si sono verificati in escalation episodi spiacevoli che hanno portato a una riflessione pedagogica su qualcosa che accade evidentemente al di fuori dal contesto scolastico e che coinvolge sia il quartiere sia la moschea e le scuole coraniche. Da dove arriva questa improvvisa chiusura? Che cosa sta succedendo?
La Scuola di periferia multietnica con prevalenza araba ha molto su cui lavorare ma anche da offrire per garantire processi di vera integrazione e sviluppo di competenze civiche e sociali.
I due patti di collaborazione <a href="/giardinodeidesideri" target="_blank">Giardino dei Desideri</a> e <a href="/sentierobiodiversita" target="_blank">Sentiero della Biodiversità</a> ICS Fabio Filzi andavano in questa direzione, ma la fretta nella soppressione ha fatto precipitare la situazione... perché la Scuola era il primo presidio e laboratorio di integrazione e pare paradossale che una giunta così politicamente inclusiva, attenta agli ultimi ecc. non abbia colto l'occasione per tornare sui propri passi, pur avendone avuto ampia possibilità nel dibattito del mesi scorsi (petizione, incontro online del 22 febbraio, presidi sindacali...)
È solo questione di tempo ora prima che si vedano gli effetti in Corvetto sud: ICS Marcello Candia, già in una situazione di forte difficoltà, ė stato messo in una missione tanto eroica quanto impossibile, con accorpamento del plesso di via Ravenna... Non può contare su quella progettualità forte di fatto azzerata,  insieme al codice meccanografico, senza contare i problemi di organico per effetto del <a href="/infodiscs/view/42930" target="_blank">dimensionamento scolastico</a>.
L'Ente locale poteva attivare una mediazione: una proroga, una deroga prevista dalla normativa vigente, invece di respingere l'appello e attribuire la responsabilità ad altri.
La notizia  apparsa il 5 luglio su FB da Comune di Milano Welfare e Salute dell'<a href="/infodiscs/view/42890" target="_blank">ampliamento di servizi per senza fissa dimora in via Barabino</a> (Piano Freddo 2022), che in altro contesto meno vulnerabile sarebbe stato letto come un atto di accoglienza, apertura all'altro e civiltà, getta una luce nuova sulla fretta della soppressione della Segreteria Filzi.
Rimaniamo tutti perplessi mentre si aggiunge un altro fattore di rischio e complessità proprio laddove i processi di integrazione di famiglie con background migratorio e/o storie faticose in cerca di riscatto sociale negli ultimi anni ha dovuto fare i conti anche con gli effetti della pandemia: l'accentuarsi della crisi globale, innalzamento dei costi della vita, la guerra in Ucraina e in Israele che ha portato in Corvetto particolari tensioni, con cori da stadio e tifoserie da attenzionare.
E sarebbe sempre utile ricordare come il problema non siano tanto le religioni in sè intese come ricerca del senso più profondo della vita e del bene comune, ma il loro rapporto perverso con il potere, il fanatismo dogmatico e il fondamentalismo intollerante come risposta al senso di inadeguatezza, esclusione e ghettizzazione sociale in contesti deprivati e fragili.
 
Questo discorso molto "a terra" e dentro a una situazione complessa, non toglie nulla alla bellezza del dialogo e ad esperienze virtuose in altri contesti: c'è un punto preciso, tra via Quaranta/Marco d'Agrate in cui sembra di passare un confine invisibile in cui tutto è ancora possibile, in un ambiente socialmente più eterogeneo.
Arroccarsi in un fortino non so quanto potrà reggere nel lungo termine.
Mantenere invece vive e attive le connessioni, i ponti di comunicazione, le buone relazioni è di vitale importanza per garantire un futuro di speranza, per una convivenza civile e una pace autentica, fondata sui principi costituzionali e la Dichiarazione universale dei diritti umani.]]></description>
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<pubDate>Thu, 12 Sep 2024 19:49:59 +0200</pubDate>
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