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<title><![CDATA[Politiche sociali. Nuove linee di sviluppo per il welfare milanese: definizione Piano di Zona 2012-2014]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608]]></link>
<description><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:POLITICHE SOCIALI. NUOVE LINEE DI SVILUPPO PER IL WELFARE MILANESE Majorino: “Verificare i reali bisogni della città per definire le priorità del Piano di Zona” Milano, 23 marzo 2012 – Le nuove linee di sviluppo del welfare cittadino, alla base del nuovo Piano di Zona 2012-2014 con cui l’Amministrazione comunale, in applicazione delle legge quadro 328 del 2000, programmerà la rete di servizi offerti sul territorio indicando gli obiettivi e le priorità di intervento, sono state presentate in Giunta oggi dall’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. “La realizzazione del Piano di Zona ci dà l’opportunità di ripensare il welfare della nostra città. Il progetto si inserisce all’interno di un percorso largamente condiviso con la collettività e i suoi rappresentanti – ha spiegato l’assessore – la cui prima tappa è stata il Forum delle Politiche sociali, cui hanno partecipato oltre 2.000 persone confrontandosi sui principali temi del sociale. Si è parlato di anziani, bambini, salute mentale, povertà, lotta alle discriminazioni, dipendenze e carceri. Dopo questo incontro, che ha costituito un’opportunità di confronto con tutte le realtà istituzionali, professionali e sociali, intendiamo proseguire per elaborare una nuova visione del welfare della città, in cui la consapevolezza dei portatori di interesse produca politiche innovative in grado di valorizzare, attraverso la creazione di una rete, le risorse esistenti sul territorio”. Per lo svolgimento del processo di formazione del piano di sviluppo, il Comune si avvarrà del supporto del CERGAS (Centro di ricerca sulla gestione dell’assistenza sociale e sanitaria), che ha già stipulato con la Regione Lombardia la convenzione per la realizzazione del progetto relativo alla programmazione dei Piani di Zona 2012, e dell’Università Bocconi. Il processo prevede una diagnosi dei bisogni e delle risorse della città attraverso una fase di ricerca approfondita di fonti molteplici; la diagnosi sarà propedeutica all’elaborazione di una nuova visione per il welfare. Saranno successivamente definite alcune alternative per migliorare le politiche esistenti e saranno suggerite nuove modalità di ripartizione delle risorse comunali per il sociale. Il prossimo 3 aprile si svolgerà una pubblica assemblea per avviare il percorso di condivisione che si articolerà in nove appuntamenti di zona, durante i quali si affronteranno numerosi ambiti tematici senza restrizioni, ma affrontando i bisogni reali della popolazione. Il Piano redatto sarà portato in Consiglio comunale per l’approvazione che dovrà essere effettuata entro il prossimo 31 luglio.]]></description>
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<item><title><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:ASSESSORE...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_12286]]></link>
<description><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:<br /><br /><strong>ASSESSORE MAJORINO: “SETTANTA AZIONI A SOSTEGNO DELLA PERSONA, DELLE FAMIGLIE, PER NUOVI DIRITTI E CONTRO LE DISCRIMINAZIONI” </strong><br /> <br /><em>Milano, 25 settembre 2012</em> – Con 27 voti a favore, 2 contrari e 1 astenuto il Consiglio comunale ha approvato questa sera il Piano di sviluppo del Welfare, realizzato dall’Amministrazione ai sensi della legge 328\2000.  <br /> <br />“Il Piano di Sviluppo del Welfare approvato dal Consiglio Comunale – spiega l’assessore alle Politiche sciali e Cultura della Salute, <strong>Pierfrancesco Majorino</strong> – è la base prioritaria per la riorganizzazione radicale delle politiche sociali nella nostra città. In esso sono contenute otre 70 azioni innovative riguardanti la promozione della persona, il sostegno alle famiglie, il riconoscimento di nuovi diritti di cittadinanza, la lotta alle discriminazioni”. <br />“Nel piano – aggiunge l’assessore – figurano anche una richiesta ferma a Regione Lombardia di aprire immediatamente un confronto sulla politica sanitaria nella città di Milano e un impegno, il primo da cui partiremo, di aumentare le azioni anticrisi in termini di risorse erogate e di strumenti realizzati. Nel mese di ottobre apriremo sportelli anticrisi in tutta la città.”  <br /> <br />Che cos’è. Con questo documento l’Amministrazione comunale ha individuato i principi relativi all’utilizzo delle risorse statali e regionali riguardanti i diversi Fondi delle politiche sociali e definisce visioni, obiettivi e priorità per la costruzione di una politica sociale utile allo sviluppo della città.  <br /> <br />Il percorso del documento. Il Piano di sviluppo del Welfar e è l’esito di un articolato percorso di confronto, discussione, dibattito pubblico, incontri nelle Zone e con il Terzo Settore. Il documento è stato approvato dalla Giunta all’inizio di settembre e dopo essere stato esaminato in tre sedute della commissione Politiche sociali e stato discusso e questa sera approvato dal Consiglio comunale. La sua approvazione avvenuta entro il 30 settembre ha consentito di ottenere 14 milioni di euro, fondi di provenienza statale, in base alla legge 328 del 2000.  <br /> <br />Gli obiettivi. Il Piano fa riferimento a una nozione di welfare inclusiva, antidiscriminatoria, dei diritti, che mette al centro la persona attraverso la capacità di liberare le risorse diffuse nella società, di rendere i cittadini maggiormente protagonisti, di sostenere i percorsi di auto-organizzazione della società e di cittadinanza attiva.  <br /><br /><strong>Ecco i principi e gli obiettivi del Piano</strong>:  <br />- di fronte alla crisi rilanciare il sistema del welfare e non limitarsi a retrocedere il meno possibile;  <br />-  ricomporre le risorse pubbliche e private delle famiglie;  <br />-  riconnettere le persone e non produrre solo prestazioni;  <br />- promuovere i diritti di tutte le persone, in modo inclusivo e senza discriminazioni;  <br />-  valorizzare le risorse della città;  <br />-  capacità di leggere i bisogni della città e di definire le priorità.  <br /> <br /><strong>Le azioni del Piano</strong>.<br /> <br />I. Realizzazione di una mappa localizzata dei bisogni per dar luogo a progetti sociali di comunità.  <br /> <br />II. Costruire delle piattaforme di incontro tra domanda e offerta nel mercato della cura informale (es. baby sitter e badanti), per cambiare il modello attuale, basato sul care giver individuale, scarsamente professionalizzato e senza connessione con la rete dei servizi.  <br /> <br />III. Allargare la platea degli utenti dei servizi comunali anche alla classe media, introducendo forme di compartecipazione in grado di sostenerne l’aumento qualitativo e quantitativo.  <br /> <br />IV. Diffondere e supportare programmi e momenti di connessione sociale accrescendo le relazioni tra le famiglie e le persone e contribuendo alla ripresa del capitale sociale.  <br /> <br />V. Rilanciare la disponibilità all’affido familiare nelle numerose forme disponibili: permanente, nei fine settimana, a periodi, di sostegno alla famiglia in difficoltà, a rimborso, professionale.  <br /> <br />VI. Promuovere azioni nelle biblioteche, nei centri di aggregazione giovanile, nelle strutture scolastiche, ricreative e sportive per sostenere l’accesso ai servizi, le opportunità del sociale, la promozione della multiculturalità, la presa in carico delle fragilità.  <br /> <br />VII. Rilanciare nelle scuole il programma Pedibus per tutti i bambini, invitando un genitore o a un nonno/a  fare a turno gli accompagnatori.  <br /> <br />VIII. Diffusione di gruppi di acquisto solidali o familiari (GAS/GAF) supportati da una piattaforma web comunale gratuita e/o dalla concessione di piccoli spazi negli edifici scolastici, nei luoghi pubblici, dove le famiglie quotidianamente transitano.  <br /> <br />IX. Attivazione di una piattaforma di incontro tra la domanda di residenzialità di studenti, lavoratori fuori sede e immigrati e di compagnia degli anziani.  <br /> <br />X. Ricognizione degli spazi pubblici (cascine, negozi sfitti, patrimonio sottratto alle mafie, scuole dopo il loro orario di chiusura e nel week end) da affittare ai diversi attori sociali (giovani, famiglie, anziani, stranieri, artisti, società sportive…).  <br /> <br />XI. Una nuova rete di offerta dei servizi includendo sempre l’intera filiera, dai servizi preventivi a quelli ricreativi, dai servizi a bassa e media soglia a quelli ad alta intensità assistenziali, fino a quelli tecnico-specialistici.  <br /> <br />XII. Sviluppare e sostenere il volontariato e la cittadinanza attiva. Il target privilegiato è costituito dai giovani anziani, dagli studenti e dai nuovi italiani.  <br /> <br />XIII. Mettere in rete in modo organico e strutturato le istituzioni del welfare, operando a diversi livelli nel settore pubblico (unificazione Pio Albergo Trivulzio e Golgi Redaelli), nel terzo settore e nel settore profit.  <br /> <br />XIV. Modificare il format dei bandi pubblici per l’acquisizione di servizi sociali rispettando alcuni principi: presa in carico dell’utente considerando le risorse familiari e sociali disponibili; creare legami tra persone o tra famiglie; legare una parte modesta ma simbolica del fin anziamento (3-5%) alla valutazione degli esiti.  <br /> <br />XV. Stabilizzare le condizioni di sostenibilità economica del Comune e dei produttori, anche promovendo il contratto/tariffa di riferimento del welfare.  <br /> <br />XVI. Provvedere alla definizione di tariffe e rette uniformi definite attraverso criteri omogenei per tutti gli operatori e l’utenza.  <br /> <br />XVII. Realizzare con l’Ordine degli Psicologi un percorso di promozione della psicologia sostenibile, strutturando il rapporto con il mondo dei professionisti capaci di offrirsi, volontariamente o a tariffe agevolate.  <br /> <br />XVIII. Costruire programmi di lavoro con le farmacie comunali per sviluppare interventi informativi  nei confronti della popolazione .  <br /> <br />XIX. Sviluppare azione mirate per il benessere negli spazi verdi e nei luoghi pubblici (campagne contro il fumo nei parchi) e per la promozione della cultura della salute  <br /> <br />XX. Promuovere eventi socio-culturali per diffondere la percezione positiva dell’altro, superando i meccanismi di stigmatizzazione delle diversità.  <br /> <br />Le azioni indicate nel Piano si accompagneranno a innovazioni nella struttura organizzativa dell’assessorato. In particolare:  <br />A. Realizzazione dei punti sociali, sportelli di accesso sociale unici e generalisti, capaci di prendere in carico la persona nella sua complessità, superando la struttura concepita per aree d i attività: minori, disabili, anziani, famiglia, adulti in difficoltà.  <br /> <br />B. Riorganizzare e potenziare un sistema di pronto intervento trasversale capace di fungere da pronto soccorso sociale, con una rete di servizi emergenziali attivabili in qualsiasi momento. Un servizio di pronto intervento sociale, attivo 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno.  <br /> <br />C. Unificazione di alcuni servizi a prescindere dal target degli utenti in relazione alla concessione di contributi economici, alle cure domiciliari, al sostegno all’abitazione.  <br /> <br />D. Costruzione di una cartella unitaria per utente, collegata a quella dei famigliari e degli amici per favorire la raccolta e la circolazione tra gli operatori delle informazioni rilevanti sulle persone in carico.  <br /> <br />E. Realizzazione di una nuova carta dei servizi supportata da un adeguato piano di comunicazione dei medesimi, una sorta di guida al sociale ambrosiano, strutturata e costantemente aggiornata.  <br /> <br />F. Riorganizzazione della fase di accesso ai servizi, con l’intensificazione delle azioni di controllo attraverso accertamenti reddituali e patrimoniali che agiscono in maniera automatica e sistematica, in una logica antifrode.  <br /> <br />G. Più accessibilità e trasparenza nella gestione degli spazi, sui risultati del loro utilizzo e sul carattere pubblico e civico dell’impiego di beni comuni nell’area milanese, compresi i beni confiscati alle mafie.  <br /> <br />H. Realizzazione di un centro antidiscriminazione, nell’ambito dell’Assessorato e in collaborazione con il Terzo Settore, riguardante l’orientamento sessuale, l’appartenenza e l’identità di genere.  <br /> <br />I. Realizzazione degli sportelli anticrisi, nei quartieri della città, punti di riferimento unici per dare informazioni su bandi, fondi e contributi di sostegno al reddito, del Comune e non solo, destinati a famiglie, a chi è rimasto senza lavoro, a giovani coppie e a coloro che a causa della crisi si trovano in difficoltà economiche.  <br /> <br /><a href="/infodiscs/getfile/3092" target="_blank"><em>alcuni numeri relativi al Piano di sviluppo del Welfare </em></a>]]></description>
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<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 21:40:44 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Un'ottima iniziativa"Per cercare di affrontare la ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_11841]]></link>
<description><![CDATA[<strong>Un'ottima iniziativa</strong><br /><br />"Per cercare di affrontare la bufera, intanto, da fine ottobre si parte con gli sportelli anticrisi: uno in ciascuna delle nove Zone. È questo un capitolo, il più concreto, pronto a partire: luoghi fisici dove trovare facilmente informazioni su bandi, fondi e contributi di sostegno al reddito".
<a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/09/07/news/nasce_il_welfare_alla_milanese_aiuti_anche_per_il_ceto_medio-42079104/" target="_blank">http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/09/07/news/nasce_il_welfare_alla_milanese_aiuti_anche_per_il_ceto_medio-42079104/</a><br /><br />IL PIANO<br /><br /><strong>Nasce il welfare alla milanese aiuti anche per il ceto medio</strong><br /><br />Crescono anziani e single, il Comune prevede che gli interventi di sostegno per i più poveri restino gratuiti. Una task force a caccia dei 'furbetti' che usufruiscono di servizi senza diritto<em class="author"><br />di ALESSIA GALLIONE<br /></em><em class="author"></em>
<div class="sidebar-cont">
<div class="sidebar">
<img src="http://milano.repubblica.it/images/2012/09/06/211313560-cf6d5e17-ad7a-43fe-a5a0-a1aca08c0a16.jpg" alt="Nasce il welfare alla milanese  aiuti anche per il ceto medio" title="Nasce il welfare alla milanese  aiuti anche per il ceto medio" width="276" height="355" /><br /><br />È il Piano del welfare «ai tempi della crisi e della società che cambia», come lo definisce l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino. Il Piano che dovrà pensare al ruolo del Comune in una città sempre più vecchia, con più di 400mila persone oltre i sessant’anni e 40mila anziani non autosufficienti; sempre più sola, visto che i single rappresentano la maggioranza delle famiglie, e sempre più multietnica. Ma soprattutto sempre più povera, con le difficoltà economiche che ormai stanno toccando anche chi, in passato, non aveva problemi ad andare avanti. Gente 'normale'.<br /><br />Ed è proprio pensando «a un ceto medio che si sta impoverendo» che il Comune pensa a una rivoluzione. Per diventare il fornitore di servizi, anche a pagamento con tariffe differenziate a seconda del reddito, da creare «assieme al terzo settore e alle imprese» per questa classe in affanno. Da tate e badanti in condivisione ai programmi di mediazione familiare per chi si separa; dai servizi di assistenza a domicilio ai giochi serali per i bambini con musica, sport e teatro in modo da aiutare le tante donne (sono il 63per cento) che lavorano.<br /><br />Sono i nuovi bisogni, quelli a cui cerca di dare risposte il Comune con questo libro mastro che delinea le politiche sociali dei prossimi tre anni. «Per questo la spesa sociale deve rimanere alta, anche perché vogliamo aumentare i posti per i senzatetto e creare centri di prima accoglienza per gli sfrattati»<br />spiega Majorino. Ma se da un lato, in un periodo in cui le casse pubbliche sono vuote, Palazzo Marino vuole continuare ad assistere (gratuitamente) chi vive condizioni di disagio estremo, nel documento della giunta Pisapia c’è anche un cambio di orizzonte. Pensare, chiedendo un contributo economico, a servizi anche per la classe media, per cercare «di accompagnare le persone durante questa crisi» dice Majorino.<br /><br />Una crisi che morde sempre di più: secondo i dati del Comune in città esistono 225mila persone e 108mila famiglie in condizioni di 'povertà relativa', ovvero con meno della metà del reddito medio. Per tracciare i contorni di quest’emergenza Francesco Longo, direttore del Cergas (il Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale) della Bocconi che ha partecipato al percorso del Piano, fa un altro esempio: «Per la prima volta da decenni, negli ultimi mesi stiamo assistendo a una diminuzione delle liste di attesa nelle case di riposo e negli asili. Questo vuol dire che i milanesi tengono a casa nonni e bambini per non doversi sobbarcare i corsi delle rette».<br /><br />Per questo il Comune vuole allargare la propria azione oltre i classici confini dell’assistenza tradizionale. Magari facendo in modo che due o tre famiglie si uniscano per avere una badante unica: «Avremmo un duplice effetto - spiega l’assessore - abbattere i costi e creare amicizie e relazioni». O  è un altro punto  creare una piattaforma web e concedere spazi in scuole e luoghi pubblici per diffondere i gruppi di acquisto solidale o familiari. Fino a unire il Pio Albergo Trivulzio e il Golgi Redaelli per avere un grande polo per gli anziani.<br /><br />Per cercare di affrontare la bufera, intanto, da fine ottobre si parte con gli sportelli anticrisi: uno in ciascuna delle nove Zone. È questo un capitolo, il più concreto, pronto a partire: luoghi fisici dove trovare facilmente informazioni su bandi, fondi e contributi di sostegno al reddito. Più lungo, invece, il cammino che dovrà portare a raggruppare in sportelli unici tutte le diverse competenze del sociale oggi disseminate tra una parte e l’altra della città. Tra gli altri obiettivi del piano, un centro antidiscriminazione e un 'pronto soccorso sociale' attivo 24 ore su 24 per i casi di emergenza. E se per ora il Comune assicura di non voler «alzare le tariffe», dall’altro pensa a una task force per combattere a suon di controlli i 'furbetti del sociale' che usufruiscono di servizi anche senza avere i requisiti economici.<br /><br /><strong>(07 settembre 2012)</strong>
</div>
</div>]]></description>
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<pubDate>Sun, 09 Sep 2012 11:21:29 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[A Milano 255.000 poveriE a rischio anche il ceto m...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_11807]]></link>
<description><![CDATA[<strong>A Milano 255.000 poveri</strong><br /><br />E a rischio anche il ceto medio.
Che fare?
<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_settembre_7/allarme-poverta-famiglie-difficolta-piano-welfare-anziani-nonautosufficienti-badanti-sportelli-anticrisi-2111723026691.shtml" target="_blank">http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_settembre_7/allarme-poverta-famiglie-difficolta-piano-welfare-anziani-nonautosufficienti-badanti-sportelli-anticrisi-2111723026691.shtml</a><br /><br />Emergenza sociale<br /><br /><strong>E' povero un milanese su cinque</strong><br /><strong>Piano per il  Welfare da 400 milioni</strong><br /><br /><em>In città ci sono 255 mila poveri, a rischio anche il ceto medio. </em><br /><em>40 mila gli anziani non autosufficienti, 32 mila le badanti <br /></em><span><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_settembre_7/allarme-poverta-famiglie-difficolta-piano-welfare-anziani-nonautosufficienti-badanti-sportelli-anticrisi-2111723026691.shtml#"></a></span>
<div class="thumb-dida box-img left foto-h-left" title="A Milano ci sono 255 mila poveri (Fotogramma)"><img src="http://images.milano.corriereobjects.it/media/foto/2012/09/07/povert%c3%83%c2%a0--180x140.jpg?v=20120907084933" alt="A Milano ci sono 255 mila poveri (Fotogramma)" title="A Milano ci sono 255 mila poveri (Fotogramma)" width="180" height="140" align="left" /><span class="dida_bt_article"><span>A Milano ci sono 255 mila poveri (Fotogramma)</span></span></div>
 
<br /><br /><br /><br /><br />MILANO - Nella città più ricca d'Italia uno su cinque è povero. Le  politiche sociali del Comune sono sotto le lenti della crisi. Obiettivo?  Riorganizzare «radicalmente» il welfare cittadino. «Perché ora  rischiano di finire in difficoltà anche i ceti medi». <br />La giunta ha  approvato ieri il Piano di sviluppo del welfare 2012-2014. Numeri  impressionanti. «Il documento "mette in circolo" quattrocento milioni di  euro», spiega l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco  Majorino. Ora però scatta la corsa contro il tempo: «Dobbiamo approvare  la delibera in Consiglio entro il 30 settembre, altrimenti rischiamo di  perdere i 14 milioni di fondi di provenienza statale. Mi auguro che sul  documento nasca un confronto in Aula non solo perché rischiamo di  perdere un finanziamento importante, ma perché su questo tema ci deve  essere il contributo di tutte le forze politiche».
<strong>«NUOVI POVERI»</strong> - L'esercito dei nuovi poveri metropolitani  arruola oggi 225.000 individui e 108.000 famiglie. Tra le nuove  emergenze, gli sfratti per morosità, che da qualche anno sono in  costante aumento. O quella dei quasi 40 mila anziani non autosufficienti  a cui non a caso corrisponde una crescita progressiva di «assistenti  familiari». Le badanti «censite» in città oggi sono più di 32 mila. «Gli  sportelli anticrisi, l'unificazione del Pat col Golgi, un modello di  welfare che intercetti anche il ceto medio, il portale per i servizi ai  disabili, la mappa delle barriere architettoniche, la carta dei diritti  per la salute con annesso registro del fine vita», scandisce d'un fiato  Majorino. <br />Il ragionamento di fondo muove da una considerazione. E  cioè che il fiume delle risorse pubbliche è destinato nei prossimi anni a  prosciugarsi. «Non siamo chiamati solo a resistere ai tagli, ma a  reinventare la politica sociale. Dobbiamo cambiare la cultura  dell'assistenzialismo. Le risposte possibili sono già presenti nella  società e stanno sotto la cenere. Dobbiamo rimettere al centro le  energie migliori e trasformare radicalmente l'offerta di assistenza  socio-sanitaria. Creare la cultura della rete, fare alleanza, costruire  sinergie. Tra tutte le istituzioni, imprese, privato sociale,  volontariato, cittadinanza attiva». «Il processo - spiega ancora  Majorino - è stato avviato il 3 aprile scorso e la filosofia è ispirata  da don Colmegna. Intreccio tra pubblico e partecipato di risposte ai  bisogni, allargando l'offerta dei servizi. Perché il problema è che per  la classe media non esiste lo Stato sociale. E per questo dobbiamo  costruire servizi, questi sì, a pagamento e uscire da visione  pauperista». Ma c'è un altro punto. «Vanno irrobustite le strutture di  controllo sui "furbi" del sociale. Tolgono risorse a chi non ne ha  bisogno, tolgono servizi a chi ne ha diritto».
<strong>CONTRADDIZIONI</strong> - Città di contraddizioni e di contrari. Perché se  i risparmi delle famiglie milanesi sono in crisi e la Caritas offre  ogni anno assistenza a 17 mila persone, i parametri macroeconomici  rimangono meno negativi che altrove. Prendiamo la disoccupazione  giovanile: a Milano è inferiore di 15 punti percentuali rispetto alla  media nazionale (20 contro 35). E anche il tasso di occupazione  femminile è nettamente superiore a quello italiano. E città anziana, s'è  detto. Ma con quasi 160 mila universitari, il 12% della popolazione  residente. Anche se poi si scopre che solo il 45,8% degli studenti abita  in città o nei comuni limitrofi della provincia. <br />Milano e i nuovi  milanesi, infine. Gli immigrati residenti sono 217.324. Trentunomila  sono filippini, 26.000 egiziani, 17 mila cinesi, 16 mila peruviani e 13  mila ecuadoriani. In fortissima ascesa è segnalata la presenza  d'immigrazione romena. La comunità più radicata invece è proprio quella  dei filippini. Più del 30% risiedono in città da almeno dieci anni.
<strong><span class="author">Andrea Senesi</span></strong><span class="date_modification"><strong> 7 settembre 2012 | 9:43</strong></span>]]></description>
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<pubDate>Fri, 07 Sep 2012 10:14:13 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:POLTICHE ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_11786]]></link>
<description><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:<br /><br /><strong>POLTICHE SOCIALI. APPROVATO IL PIANO DI SVILUPPO DEL WELFARE 2012-2014 </strong><br /><br /><em>Milano, 6 settembre 2012</em> – La Giunta comunale ha approvato oggi all’unanimità il Piano di sviluppo del Welfare, realizzato dall’Amministrazione ai sensi della legge 328\2000.  <br /><br /><strong>Che cos’è.</strong> Con questo documento l’Amministrazione comunale individua i principi relativi all’utilizzo delle risorse statali e regionali riguardanti i diversi Fondi delle politiche sociali e definisce visioni, obiettivi e priorità per la costruzione di una politica sociale utile allo sviluppo della città.  <br /><br /><strong><br />Il percorso del documento</strong>. Il Piano di sviluppo del Welfare è l’esito di un articolato percorso di confronto, discussione, dibattito pubblico, incontri nelle Zone e con il Terzo Settore. Il documento approvato oggi dalla Giunta <a href="/infodiscs/view/24793#body_11772" target="_blank">sarà esaminato già domani dalla Commissione Politiche sociali</a>, per essere sottoposto successivamente al Consiglio comunale. Se sarà approvato entro il 30 settembre il Comune potrà contare su 14 milioni di euro, fondi di provenienza statale, in base alla legge 328 del 2000. <br /><br /><strong><br />Gli obiettivi.</strong> Il Piano fa riferimento a una nozione di welfare inclusiva, antidiscriminatoria, dei diritti, che mette al centro la persona attraverso la capacità di liberare le risorse diffuse nella società, di rendere i cittadini maggiormente protagonisti, di sostenere i percorsi di auto-organizzazione della società e di cittadinanza attiva. Ecco i principi e gli obiettivi del Piano:
<ul>
<li>di fronte alla crisi rilanciare il sistema del welfare e non limitarsi a retrocedere il meno possibile; </li>
<li>ricomporre le risorse pubbliche e private delle famiglie; </li>
<li>riconnettere le persone e non produrre solo prestazioni; </li>
<li>promuovere i diritti di tutte le persone, in modo inclusivo e senza discriminazioni; </li>
<li>valorizzare le risorse della città; </li>
<li>capacità di leggere i bisogni della città e di definire le priorità.</li>
</ul>
<strong><br />Le azioni proposte. </strong><br /><br />I. Realizzazione di una mappa localizzata dei bisogni per dar luogo a progetti sociali di comunità. <br /><br />II. Costruire delle piattaforme di incontro tra domanda e offerta nel mercato della cura informale (es. baby sitter e badanti), per cambiare il modello attuale, basato sul care giver individuale, scarsamente professionalizzato e senza connessione con la rete dei servizi.  <br /><br />III. Allargare la platea degli utenti dei servizi comunali anche alla classe media, introducendo forme di compartecipazione in grado di sostenerne l’aumento qualitativo e quantitativo.  <br /><br />IV. Diffondere e supportare programmi e momenti di connessione sociale accrescendo le relazioni tra le famiglie e le persone e contribuendo alla ripresa del capitale sociale.  <br /><br />V. Rilanciare la disponibilità all’affido familiare nelle numerose forme disponibili: permanente, nei fine settimana, a periodi, di sostegno alla famiglia in difficoltà, a rimborso, professionale. <br /><br />VI. Promuovere azioni nelle biblioteche, nei centri di aggregazione giovanile, ne lle strutture scolastiche, ricreative e sportive per sostenere l’accesso ai servizi, le opportunità del sociale, la promozione della multiculturalità, la presa in carico delle fragilità.  <br /><br />VII. Rilanciare nelle scuole il programma Pedibus per tutti i bambini, invitando un genitore o a un nonno/a a fare a turno gli accompagnatori. <br /><br />VIII. Diffusione di gruppi di acquisto solidali o familiari (GAS/GAF) supportati da una piattaforma web comunale gratuita e/o dalla concessione di piccoli spazi negli edifici scolastici, nei luoghi pubblici, dove le famiglie quotidianamente transitano.  <br /><br />IX. Attivazione di una piattaforma di incontro tra la domanda di residenzialità di studenti, lavoratori fuori sede e immigrati e di compagnia degli anziani.  <br /><br />X. Ricognizione degli spazi pubblici (cascine, negozi sfitti, patrimonio sottratto alle mafie, scuole dopo il loro orario di chiusura e nel week end) da affittare ai diversi attori sociali (giovani, famiglie, anziani, stranieri, artisti, società sportive…). <br /><br />XI. Una nuova rete di offerta dei servizi includendo sempre l’intera filiera, dai servizi preventivi a quelli ricreativi, dai servizi a bassa e media soglia a quelli ad alta intensità assistenziali, fino a quelli tecnico-specialistici.  <br /><br />XII. Sviluppare e sostenere il volontariato e la cittadinanza attiva. Il target privilegiato è costituito dai giovani anziani, dagli studenti e dai nuovi italiani.  <br /><br />XIII. Mettere in rete in modo organico e strutturato le istituzioni del welfare, operando a diversi livelli nel settore pubblico (unificazione Pio Albergo Trivulzio e Golgi Redaelli), nel terzo settore e nel settore profit.  <br /><br />XIV. Modificare il format dei bandi pubblici per l’acquisizione di servizi sociali rispettando alcuni principi: presa in carico dell’utente considerando le risorse familiari e sociali disponibili; creare legami tra persone o tra famiglie; legare una parte modesta ma simbolica del finanziamento (3-5%) alla valutazione degli esiti.  <br /><br />XV. Stabilizzare le condizioni di sostenibilità economica del Comune e dei produttori, anche promovendo il contratto/tariffa di riferimento del welfare.  <br /><br />XVI. Provvedere alla definizione di tariffe e rette uniformi definite attraverso criteri omogenei per tutti gli operatori e l’utenza. <br /><br />XVII. Realizzare con l’Ordine degli Psicologi un percorso di promozione della psicologia sostenibile, strutturando il rapporto con il mondo dei professionisti capaci di offrirsi, volontariamente o a tariffe agevolate. <br /><br />XVIII. Costruire programmi di lavoro con le farmacie comunali per sviluppare interventi informativi  nei confronti della popolazione . <br /><br />XIX. Sviluppare azione mirate per il benessere negli spazi verdi e nei luoghi pubblici (campagne contro il fumo nei parchi) e per la promozione della cultura della salute <br /><br />XX. Promuovere eventi socio-culturali per diffondere la percezione positiva dell’altro, superando i meccanismi di stigmatizzazione delle diversità.<br /><br /><br /><strong>Le azioni indicate nel Piano si accompagneranno a innovazioni nella struttura organizzativa dell’assessorato.</strong> In particolare:<br /><br />A. Realizzazione dei <strong>punti sociali</strong>, sportelli di accesso sociale unici e generalisti, capaci di prendere in carico la persona nella sua complessità, superando la struttura concepita per aree di attività: minori, disabili, anziani, famiglia, adulti in difficoltà.  <br /><br />B. Riorganizzare e potenziare un sistema di pronto intervento trasversale capace di fungere da <strong>pronto soccorso sociale</strong>, con una rete di servizi emergenziali attivabili in qualsiasi momento. Un servizio di pronto intervento sociale, attivo 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno. <br /><br />C.<strong> Unificazione di alcuni servizi</strong> a prescindere dal target degli utenti in relazione alla concessione di contributi economici, alle cure domiciliari, al sostegno all’abitazione.  <br /><br />D. Costruzione di una <strong>cartella unitaria per utente</strong>, collegata a quella dei famigliari e degli amici per favorire la raccolta e la circolazione tra gli operatori delle informazioni rilevanti sulle persone in carico. <br /><br />E. Realizzazione di una nuova <strong>carta dei servizi</strong> supportata da un adeguato piano di comunicazione dei medesimi, una sorta di guida al sociale ambrosiano, strutturata e costantemente aggiornata.  <br /><br />F. Riorganizzazione della fase di accesso ai servizi, con l’intensificazione delle <strong>azioni di controllo</strong> attraverso accertamenti reddituali e patrimoniali che agiscono in maniera automatica e sistematica, in una logica antifrode. <br /><br />G. Più <strong>accessibilità e trasparenza nella gestione degli spazi</strong>, sui risultati del loro utilizzo e sul carattere pubblico e civico dell’impiego di beni comuni nell’area milanese, compresi i beni confiscati alle mafie.  <br /><br />H. Realizzazione di un <strong>centro antidiscriminazione</strong>, nell’ambito dell’Assessorato e in collaborazione con il Terzo Settore, riguardante l’orientamento sessuale, l’appartenenza e l’identità di genere.  <br /><br />I. Realizzazione degli <strong>sportelli anticrisi</strong>, nei quartieri della città, punti di riferimento unici per dare informazioni su bandi, fondi e contributi di sostegno al reddito, del Comune e non solo, destinati a famiglie, a chi è rimasto senza lavoro, a giovani coppie e a coloro che a causa della crisi si trovano in difficoltà economiche. <br /><br /><em>In allegato <a href="/infodiscs/getfile/3091" target="_blank">il Piano di Sviluppo del Welfare</a> , <a href="/infodiscs/getfile/3092" target="_blank">alcuni numeri ad esso realtivi</a> e <a href="/infodiscs/getfile/3106" target="_blank">i contributi ricevuti per definirlo</a> </em>]]></description>
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<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 15:02:09 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Le giornate della salute per VIVERE MEGLIO A MILAN...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9693]]></link>
<description><![CDATA[<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Le giornate della salute per <strong>VIVERE MEGLIO A MILANO</strong></span>
<strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Pierfrancesco Majorino, </span></em></strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Assessore alle Politiche Sociali e alla Cultura della Salute</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Questo Assessorato, come già annunciato nell’ambito del Forum dello scorso dicembre, organizza le Giornate della Salute dal 14 al 19 maggio 2012.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Si tratta di una occasione per dibattere con gli operatori e con la città alcuni temi che riguardano la salute di tutti a Milano.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Quest’anno le giornate della salute si inseriscono nel percorso che abbiamo organizzato per la costruzione del nuovo Piano di Zona della città di Milano.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Per questo abbiamo privilegiato temi che nel piano di Zona dovranno avere sicuro rilievo.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Partiremo da una giornata (lunedì 14) dedicata agli Stili di vita che possono migliorare la salute, con una appendice nella mattinata del 15, proseguendo con una giornata dedicata al tema delle dipendenze vecchie e nuove (martedì 15), dalla discussione delle tematiche relative alla salute mentale (mercoledì 16) a quelle legate alla salute dei migranti (giovedì 17). Venerdì 18 affronteremo il tema della accessibilità e semplificazione dei servizi, per rendere efficace l’integrazione sociosanitaria.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Infine, nella giornata di sabato 19, presenteremo e dibatteremo con illustri ospiti la “Carta dei diritti del cittadino malato”.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Si tratta di una serie di appuntamenti di vasto interesse, cui spero non farà mancare il Suo apporto e la Sua partecipazione, individuando i temi che più La interessano.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">I contributi delle singole giornate troveranno rilievo nel sito dell’Assessorato e costituiranno la premessa per le scelte politiche future.</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">In attesa di incontrarLa alle Giornate della Salute Le porgo i più cordiali saluti.</span></em>
<strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Pierfrancesco Majorino, </span></em></strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Assessore alle Politiche Sociali e alla Cultura della Salute</span></em>
<em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Milano. 9.5.2012</span></em>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"> </span>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br />CALENDARIO DEGLI INCONTRI</span>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Le giornate della salute per <strong>VIVERE MEGLIO A MILANO</strong></span>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">dal 14 al 19 maggio 2012</span>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br />Lunedì 14 maggio ore 16.30 (Museo di Storia Naturale – Corso Venezia)</span>
<strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Stili di vita, salute, benessere</span></em></strong>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br /><a href="/calendar/event/1/757" target="_blank">Martedì 15 maggio ore 9.30 (Urban Center – Galleria)</a></span>
<a href="/calendar/event/1/757" target="_blank"><strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Qualità della vita delle donne milanesi, tempi di vita e benessere: nuovi stili di vita</span></em></strong></a>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br />Martedì 15 maggio ore 16.30 (Museo di Storia Naturale – Corso Venezia)</span>
<strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Le dipendenze: una sfida continua</span></em></strong>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br />Mercoledì 16 maggio ore 16.30 (Museo di Storia Naturale – Corso Venezia)</span>
<strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Non c’è salute senza salute mentale</span></em></strong>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br />Giovedì 17 maggio ore 16.30 (Museo di Storia Naturale – Corso Venezia)</span>
<strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">La salute dei migranti</span></em></strong>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br />Venerdì 18 maggio ore 16.30 (Sala Alessi – Palazzo Marino)</span>
<strong><em><span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">Accessibilità e semplificazione dei servizi</span></em></strong>
<span style="font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;"><br />Sabato 19 maggio ore 9,00 (Sala Alessi – Palazzo Marino)</span>
<strong><em><span style="line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 14pt;">La carta dei diritti dei cittadini malati</span></em></strong>]]></description>
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<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:40:53 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:ANZIANI. ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9617]]></link>
<description><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:<br /><br /><strong>ANZIANI. ECCO IL PIANO ANTI SOLITUDINE “MAJORINO: “UNA RETE DI SERVIZI ATTIVI TUTTO L’ANNO” </strong><br /><strong>Nuovi spazi di socialità in periferia e un’anagrafe che comprenda le persone “vulnerabili” </strong><br /><br /><em>Milano, 8 maggio 2012</em> – “Apriremo nuovi spazi per la socialità nei quartieri popolari di periferia collaborando con Aler affinché faccia lo stesso, e metteremo in rete gli oltre cento centri del Comune che si occupano di anziani sul territorio, coordinando attività e servizi. Riscriveremo l’anagrafe della fragilità, che ogni anno aggiorniamo con la Asl, per includere anche chi si trova in condizioni di vulnerabilità, ossia in situazioni sociali, familiari ed economiche disagiate. Questi sono i punti di partenza del nostro piano anti solitudine per portare assistenza, sostegno, vicinanza agli anziani della città, non solo durante l’estate, quando le loro condizioni diventano più fragili, ma tutto l’anno”.  <br /><br />È quanto annunciato dall’assessore alle Politiche sociali, <strong>Pierfrancesco Majorino</strong> nel corso dell’<a href="/calendar/event/1/737" target="_blank">incontro tenutosi questo pomeriggio in Sala Alessi a Palazzo Marino dedicato agli anziani</a> e inserito nel percorso per la redazione del Piano di Zona 2012-2014: il documento con cui l’Amministrazione comunale, in applicazione delle legge quadro 328 del 2000 programmerà la rete di servizi offerti sul territorio indicando gli obiettivi e le priorità di intervento. <br /><br />“La nostra speranza – ha aggiunto l’assessore Maiorino nel suo intervento – è riuscire a coinvolgere, grazie a un progetto realizzato con Auser, il maggior numero possibile di cittadini nella ricostruzione di una rete di vicinato e di prossimità per prevenire e spezzare la solitudine degli anziani più fragili e senza legami. Sperimenteremo anche un servizio di cittadini volontari. Siamo a ‘caccia’ di milanesi fattivi e di buona volontà, che ci aiutino a non lasciare sole le persone anziane”. <br /><br />Ogni anno sono circa 5.000 gli anziani cosiddetti fragili che sono elencati dalla Asl nella apposita anagrafe. Il piano caldo della scorsa estate ha permesso la consegna di 17.044 pasti a domicilio e 1.082 accompagnamenti. <br />“Dati significativi – ha spiegato l’assessore – che ci indicano a chiare lettere, quanto nella nostra città gli anziani ci chiedano di fare per loro e che noi contiamo di fare tutto l’anno. Per questo aumenteremo in modo consistente proprio queste prestazioni”. <br /><br />“è di oggi – ha proseguito Majorino – la triste notizia di una donna anziana, morta sola senza che nessuno si accorgesse, se non dopo settimane, della sua scomparsa. Apparentemente non era in condizioni di non autosufficienza e aveva dei parenti e dei vicini di casa. Purtroppo questo non è bastato ad assicurarle la vicinanza di qualcuno. Nell’esprimere il nostro cordoglio, ci impegneremo per aumentare sempre di più le azioni sociali nei quartieri”. <br /><br />Nel 2011 la popolazione anziana residente a Milano (dai 60 anni in su) è risultata pari a 385.811 persone, così suddivise per fasce d’età: 75.407 (dai 60 ai 64 anni); 73.914 (dai 65 ai 69 anni); 77.926 (dai 70 ai 74 anni); 63.654 (dai 75 ai 79 anni); 49.289 (dagli 80 agli 84 anni); 29.999 (dagli 85 agli 89 anni); 15.622 (oltre i 90 anni).]]></description>
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<pubDate>Tue, 08 May 2012 19:15:14 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Alcune osservazioni all'Assessore, spero non me ne...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9567]]></link>
<description><![CDATA[Alcune osservazioni all'Assessore, spero non me ne voglia, ma vorrei capire a chi si riferisce quando parla di <strong>furbetti</strong> ? Alle famiglie o anche al terzo settore? Perché i furbetti che prendono soldi che non si meritano, sono ovunque, a volerli cercare attentamente.
Io vorrei segnalare che l'evento è stato veramente poco pubblicizzato... e questo disservizio è stato evidenziato da numerose famiglie che purtroppo non lavorano nel terzo settore e alle quali non è stata girata nessuna comunicazione. Come è stato dichiarato 1624 famiglie usufruiscono dei servizi forniti dal Comune penso che potrebbe essere costituita una mailing list (immagino che il comune sia in possesso dei dati sensibili compresi gli indirizzi email) a cui mandare le comunicazioni. Noi come associazione l'Ortica pur avendo fatto richiesta non siamo mai stati inseriti nella mailing list del terzo settore. Diteci che cosa dobbiamo fare per ricevere gli inviti ai vostri eventi e le  comunicazioni relative.
Infine mi hanno segnalato alcuni genitori presenti che non si è capito se le persone che sono intervenute per ogni ambito di intervento saranno i referenti ai sottotavoli per le tematiche segnalate. E perché sono tutti rappresentanti del terzo settore a parte Anfass? E le famiglie? Non credete che le famiglie siano i referenti PIU' INDICATI per formulare I PIANI DI ZONA visto che meglio di chiunque altro conoscono i veri bisogni che non sono finalizzati esclusivamente ad un ritorno economico? Perché non dimentichiamo che nel bene e nel male le famiglie si fanno carico della disabilità dei loro figli di notte e di giorno, senza orari stabiliti, con i fondi disponibili. Le  famiglie non quantificano le prestazioni di intervento in minuti, o attraverso moduli di intervento. Quali referenti più indicati!!!!  Poi tutti scrivono che bisogna partire dai BISOGNI E non dalla domanda... e chi stabilisce i BISOGNI se non coloro che ci convivono quotidianamente con i bisogni?
Infine, e questa è un'aspra critica da parte di molti (io non c'ero ma avrei voluto esserci), mi dicono che la partecipazione al dibattito non c'è stata: un dibattito è quando le persone si scambiano dei pareri e si confrontano. Nell'incontro che avete organizzato non c'è stata PARTECIPAZIONE o meglio trattasi di partecipazione passiva in quando gli interventi erano finalizzati solo esclusivamente all'ascolto passivo delle famiglie. Chiediamo un incontro  con le famiglie, per ascoltare i loro interventi, per discutere con loro dei bisogni reali e concreti. Questa a mio avviso, è cittadinanza attiva. grazie]]></description>
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<pubDate>Sun, 06 May 2012 23:13:14 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Sono la mamma di uno dei 113 ragazzi accolti nei c...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9565]]></link>
<description><![CDATA[Sono la mamma di uno dei 113 ragazzi accolti nei centri diurni non convenzionati e ho il contributo da parte del comune di Milano; questo mi permette di andare a lavorare e permette a mio figlio di trascorrere parte della giornata in un posto adeguato ai suoi bisogni. Se dovessi pagare io mi converrebbe licenziarmi perché il mio stipendio servirebbe a pagare il centro. Non credo che ci siano tanti furbetti come dice lei caro Majorino perché per avere questo posto al centro e il contributo del comune ho letteralmente sputato sangue ammalandomi seriamente e ho dovuto ricoverare mio figlio in una residenza fuori Milano.
Quindi basta con questa guerra ai disabili ma cerchiamo invece le risorse per far vivere meglio i disabili e le loro famiglie.]]></description>
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<pubDate>Sun, 06 May 2012 20:10:56 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA["...Il deterioramento del valore famiglia, ovviame...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9532]]></link>
<description><![CDATA[<em>"...Il deterioramento del valore famiglia, ovviamente nelle fasce d'età  giovanili, è un dato allarmante, la storica autoprotezione sociale  rappresentata dalla famiglia-modello tradizionale viene a mancare  progressivamente in percentuale allarmante ed entra in gioco la  comunità, e con prepotenza (ed etica tutta da discutere) si reclamano  risorse sostitutive pubbliche: per questo occorre sviluppare un  dibattito culturale approfondito che faccia prendere maggiore coscenza  delle conseguenze delle scelte personali individuali, che  inevitabilmente impattano sul bene comune..."<br />-<br /></em>Enrico Vigo, di cui apprezzo sempre la accuratezza e la qualità degli interventi, e a cui esprimo la mia stima, ha posto come introduzione al suo intervento in questo tema una riflessione sul deterioramento del valore famiglia;  e l’aver  proposto questa riflessione, che poi allarga ed esplica, mi fa domandargli se essa sia nata - e perché - , e riferentesi a quali interventi in particolare del complesso dei progetti che in tema di welfare sono proposti alla nostra attenzione in questa sede.<br />Per quanto riguarda il complesso degli annunci che dall’assessorato alle politiche sociali ci sono offerti, io come cittadina non posso che dirmi felice di quanto si è fatto e si intende fare e - di più - questa politica viene incontro in pieno a quelle che erano le mie aspettative quando ho dato la preferenza a questa Giunta – dove ci sono altri esempi, per esempio nei provvedimenti dell’assessorato al lavoro sviluppo università ricerca ma non solo in questo assessorato! anche in altri che non cito per brevità… -  che si inseriscono in quel percorso di attivismo, di concretezza, di attenzione al territorio…<br />…Solo non posso fare a meno – allargando un attimo la mia riflessione - di continuare a domandarmi se ci sia sufficiente consapevolezza nella cittadinanza di come e in che modo la Giunta lavori  perché purtroppo sono una infima minoranza quelli che comunicano con partecipaMi o con facebook, o che si collegano al sito del Comune; e magari càpita di sentire critiche e insoddisfazione; (e magari vengono anche da persone che sarebbero vicine)...<br />...e mi viene da pensare che allora gli annunci roboanti mediatici che poi non avevano seguito nella/nelle Giunte precedenti non sortivano il medesimo risultato di ignoranza nel senso di ignorare… E Majorino stesso mi conferma nel mio pensiero laddove parla della indifferenza di molti <a href="/infodiscs/view/4268" target="_blank">quando fu varato il piano antifreddo questo inverno</a>… Che una roba così è vero non si era mai fatta dalle amministrazioni precedenti, in particolare non così articolata e prolungata, in soccorso dei senza casa…<br /><em></em>]]></description>
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<pubDate>Sat, 05 May 2012 18:49:17 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:DISABILIT...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9535]]></link>
<description><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:<br /><br /><strong>DISABILITÀ. MAJORINO: “PIÙ RISORSE NEL 2012, BASTA AI FURBETTI DELLE POLITICHE SOCIALI ”. </strong><br /><br /><em>Milano, 5 maggio 2012</em> – “Nessun taglio e qualche risorsa in più nel bilancio di quest’anno per cominciare a smuovere le liste di attesa e meno “furbetti delle politiche sociali” che hanno ottenuto un contributo senza averne diritto, a scapito di chi ne ha veramente bisogno”. Ad annunciarlo è l’assessore alle Politiche sociali <strong>Pierfrancesco Majorino</strong> che questo pomeriggio ha presieduto in Sala Alessi a Palazzo Marino l’<a href="/calendar/event/1/726" target="_blank">incontro, coordinato dal giornalista <strong>Franco Bomprezzi</strong>, dedicato alle persone con disabilità</a>, cui hanno partecipato operatori e rappresentanti del Terzo settore e del mondo del volontariato. L’appuntamento è parte integrante del cammino di redazione del Piano di Zona, 2012 -2014, il documento con cui l’Amministrazione comunale, in applicazione delle legge quadro 328 del 200 programmerà la rete di servizi offerti sul territorio indicando gli obiettivi e le priorità di intervento. <br /><br />“Dai prossimi mesi, nonostante i minori finanziamenti ricevuti – ha spiegato Majorino – destineremo alcune centinaia di migliaia di euro in più per sostenere chi da anni è in lista di attesa. In tempi di crisi e di difficoltà per le amministrazioni a trovare contributi economici, anche per servizi essenziali come l’assistenza ai disabili, saremo in grado aumentare le risorse. Da settimane abbiamo iniziato accurati controlli sulle autocertificazioni presentate per ottenere un sostegno, controlli mai fatti dalla precedente amministrazione, scoprendo purtroppo un numero significativo di soggetti che, stante la reale situazione partrimoniale propria e della propria famiglia, non avrebbero dovuto ricevere alcun contributo. Renderemo note tra pochi giorni le cifre e le forme con cui continueremo i controlli in tutti i settori del sociale di nostra competenza”. <br /><br />“Inoltre – ha aggiunto l’assessore nel suo interevento di apertura – realizzeremo con il Politecnico un mappa georeferenziata delle barriere architettoniche della nostra città, punto di partenza per fare veramente ciò che da anni è rimasto solo un annuncio, coinvolgendo anche i cittadini in una corale assunzione di responsabilità che porti a un reale cambiamento”.  <br /><br />Nel 2011, l’amministrazione comunale ha erogato:
<ul>
<li>interventi economici integrativi del reddito a 1.142 cittadini con disabilità; </li>
<li>progetti individualizzati di inserimento nei centri diurni non convenzionati con il Comune a 113 persone con disabilità; </li>
<li>mantenimento a domicilio, con l’ausilio di apposito personale assunto, a 230 persone con disabilità; </li>
<li>sostegno del costo delle rette in strutture residenziali del privato sociale non convenzionate a 139 persone disabili. </li>
</ul>
Questi interventi hanno consentito a 1.624 famiglie in situazione di particolare difficoltà di poter contare su un aiuto del Comune.  <br /><br />Il totale della spesa per servizi relativi alla disabilità (Residenzalità e contributi per RSD - Residenze sanitarie disabili non convenzionate, servizi semiresidenziali, servizi domiciliari, sostegno al reddito e salute mentale) è stata di 50,5 milioni di euro di cui quasi 41 per servizi e 9,5 per il personale. La spesa dell’area disbilità è equivalente al 21 per cento della spesa totale dell’assessorato alle Politiche aociali e Cultura della Salute e all’11 per cento della spesa totale del perimetro del welfare del Comune. Le risorse provengono per l’87 per cento d al Comune, per il 10 per cento da Fondi sovraordinati e vincolati e per il 3 per cento dagli utenti come compartecipazione alle spese (tariffe).]]></description>
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<pubDate>Sat, 05 May 2012 18:45:03 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[A febbraio ho depositato in  Consiglio Comunale un...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9525]]></link>
<description><![CDATA[A febbraio ho depositato in  Consiglio Comunale un odg perché non si rinunciasse al Garante Infanzia  Regionale e perché ci fosse analoga figura anche per il Comune di  Milano. In Regione l'Istituzione del Garante è stata approvata grazie al  lavoro dell'opposizione. Adesso tocca a Milano.]]></description>
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<pubDate>Fri, 04 May 2012 23:03:11 +0200</pubDate>
</item>
<item><title><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:WELFARE. ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9515]]></link>
<description><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:<br /><br /><strong>WELFARE. MAJORINO: "CHIEDIAMO A REGIONE E GOVERNO DI ISTITUIRE CON NOI IL GARANTE PER L’INFANZIA" </strong><br /><strong>Costituito il Comitato dei 28 Saggi del welfare milanese </strong><br /><br /><em>Milano, 4 maggio 2012</em> – “Chiediamo a Regione Lombardia e al Governo di dare vita assieme a noi, in forma concertata e condivisa, a un Garante dei diritti dell’infanzia, che ci permetta di rendere più efficaci gli interventi svolti in questa città da numerosi soggetti pubblici e privati, mettendo al centro i diritti delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Insisteremo sulla logica della messa in rete tra pubblico e privato, per non lasciare sole le persone, sostenendo la genitorialità”. Questo l’invito dell’assessore alle Politiche sociali <strong>Pierfrancesco Majorino</strong>, che stamattina ha presieduto l’<a href="/calendar/event/1/725" target="_blank">incontro a Palazzo Marino dedicato a famiglia, infanzia e adolescenza</a>. Vi hanno partecipato quasi duecento tra rappresentanti e operatori del privato sociale e del volontariato, impegnati in progetti di assistenza e accoglienza di famiglie e minori in difficoltà.  <br /><br />Dal dibattito sono emerse una serie di proposte e di riflessioni che saranno approfondite durante i tavoli di lavoro parte integrante del cammino di redazione del Piano di Zona 2012–2014: il documento con cui l’Amministrazione comunale, in applicazione delle legge quadro 328 del 2000, programmerà la rete di servizi offerti sul territorio indicando gli obiettivi e le priorità di intervento. <br /><br />“La città che abbiamo in mente – ha aggiunto Majorino – è quella che torna a scommettere sulla funzione educativa, sull’accompagnamento alle famiglie, sul loro orientamento, sull’autogestione da parte dei cittadini degli spazi pubblici nei quartieri. Rispetto al passato faremo meno retorica familista e più interventi mirati e concretamente utili a favore delle mamme e dei papà. Cominceremo mettendo a disposizione delle famiglie milanesi alcuni spazi pubblici per il diritto alla socialità, convinti che, in fasi come queste, la socialità sia una vera opportunità per vivere meglio”. <br /><br />Oggi è stata anche l’occasione per presentare il nuovo “Spazio di confronto delle culture del welfare”: il Comitato composto da 28 Saggi espressione del mondo del welfare ambrosiano. I 28 Saggi, che provengono da tre Università (Cattolica, Bocconi e Milano Bicocca), dal privato sociale, da enti, fondazioni e dal volontariato, parteciperanno alla redazione del nuovo Piano di Zona. Sono stati convocati dal Comune e hanno messo a disposizione dell’Amministrazione comunale le proprie competenze a titolo gratuito.  <br />“Questo gruppo di professionisti, che lavorerà con i nostri direttori e funzionari e i ricercatori del Cergas Bocconi – annuncia l’assessore Pierfrancesco Majorino – avrà la funzione di liberare idee e saperi per le nuove politiche sociali di questa città. Abbiamo chiesto ad alcune persone, diverse per percorsi e biografie, di ragionare con noi senza timidezze sulle scelte strategiche da compiere per ricostruire il welfare nel tempo della crisi e dei nuovi bisogni”. “Il Comitato è uno strumento – prosegue Majorino – che si aggiunge al confronto con le parti sociali, che intensificheremo nelle prossime settimane con le conferenze di zona sulle politiche sociali in programma entro giugno, i numerosi incontri tematici cui stiamo dando vita, i tavoli già operativi sulle questioni della salute e del sociale. Tutto ciò produrrà una documento da proporre al Consiglio comunale per l’approvazione entro luglio”.<em>In allegato l’<a href="/infodiscs/getfile/2487" target="_blank">elenco dei componenti il Comitato</a></em>]]></description>
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<pubDate>Fri, 04 May 2012 17:36:03 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[A Milano quasi 2 cittadini su 10 sono stranieri Ma...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_9255]]></link>
<description><![CDATA[<strong>A Milano quasi 2 cittadini su 10 sono stranieri </strong><br /><br />Majorino: “La nostra città deve essere protagonista delle politiche per l’inclusione sociale”<em><br /><br />Milano, 21 aprile 2012</em> - Sono oltre 240mila, circa il 18% del totale dei residenti, i cittadini stranieri appartenenti a 167 comunità internazionali regolarmente iscritti all’anagrafe di Milano. È da questo dato che l’assessorato alle Politiche sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, partendo proprio dai temi dell’immigrazione e dell’inclusione, ha voluto porre le basi per ripensare il Piano di Sviluppo del Welfare del capoluogo lombardo.

Questa mattina, in una Sala Alessi affollatissima, l’assessore <strong>Pierfrancesco Majorino</strong>, ha avviato il percorso di incontri con la cittadinanza, con i rappresentanti delle associazioni e del Terzo settore e le rappresentanze consolari, dedicato ai diversi ambiti di intervento delle politiche socio assistenziali e socio sanitarie. <br /><br />Sul tema immigrazione è emersa la necessità per gli Enti locali di riappropriarsi di un ruolo da protagonisti, in linea anche con le indicazioni dell’Unione Europea, che permetta di continuare a gestire le fasi emergenziali (rifugiati, richiedenti asilo politico) e allo stesso tempo di poter investire su progetti di medio e lungo periodo di inclusione sociale. <br /><br />A Milano la prima comunità straniera è quella filippina con 37.651 cittadini, a seguire la comunità egiziana con 32.605, mentre al terzo posto con 21.344 si trova quella cinese. Tra le 167 comunità ci sono anche quella francese al dodicesimo posto, quella tedesca al diciannovesimo, quella del Regno Unito al ventesimo e quella statunitense al ventottesimo.
“Oggi abbiamo ascoltato tante storie di persone che vivono nel nostro Paese. Milano - ha detto l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino - deve creare, e lo sta facendo, una forte sinergia con le comunità internazionali presenti sul nostro territorio, perché è in questo modo che si combatte la paura del diverso. La nostra città deve essere il luogo in cui tutelare e riconoscere a tutti i cittadini, italiani e stranieri, i diritti fondamentali, come il diritto alla vita, al lavoro, alla salute, alla casa, all'educazione, alla libertà di culto, alla propria cultura, alla sicurezza. Il livello di internazionalizzazione deve quindi essere uno dei cardini su cui puntare per lo sviluppo economico, sociale e culturale della città”.
“Il Forum della città-mondo, che riunisce 450 associazioni in rappresentanza delle comunità internazionali di Milano, sta puntando sulla cultura come motore dell'integrazione – ha detto l’assessore alla Cultura <strong>Stefano Boeri</strong> –. Dando voce e visibilità alla sua complessa identità, la cultura aiuta infatti il cittadino migrante a uscire dal ruolo angusto di questuante di diritti e gli riconosce la capacità di offrire la sua ricchezza di saperi e esperienze all'intera comunità urbana. Per questo a Milano stiamo creando un luogo, il Museo dell'interculturalità all'Ansaldo, dove le culture internazionali di Milano potranno esprimersi ed essere valorizzate”.
"Come amministrazione vogliamo che il binomio sicurezza-immigrazione cambi significato – ha detto l’assessore alla Sicurezza <strong>Marco Granelli </strong>–. La città deve essere di tutti e sicura per tutti. A partire dall'abolizione dei non luoghi, quelli del degrado e delle occupazioni abusive, situazioni che tolgono dignità alle persone che ci vivono e alla città che finge di non vederli. Per questo dopo l'incendio del campo rom di via Sacile avvenuto la settimana scorsa abbiamo lavorato con un atteggiamento diverso con le famiglie: a chi lo ha voluto l'amministrazione ha trovato una sistemazione, anche grazie al prezioso aiuto di Protezione civile e volontari, senza che i figli e le madri fossero separate dai padri. Fermo restando sempre il rispetto della legalità ".
La mattinata di confronto, suddivisa in tre momenti, “Dalla cultura dell’emergenza alla buona accoglienza”; “Sostenere i progetti di vita”; “Coesione sociale e diritti: verso la piena cittadinanza”, è stata utile per fissare i temi di discussione e progettazione al fine di definire le azioni mirate a un’accoglienza capace di trasformarsi in piena cittadinanza, che rappresenta per questa Giunta una delle priorità. <br /><br />Sono già molte le iniziative avviate dallo scorso giugno: dall’istituzione del tavolo permanente di confronto per le seconde generazioni, all’avvio della campagna “Una finestra sui tuoi diritti”; dall’adesione del Comune alla campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”, che in Lombardia ha avuto il maggior numero di adesioni, alla partecipazione al network città interculturali del dialogo”; dalla sottoscrizione del protocollo UNAR contro le discriminazioni, all’adesione alla giornata nazionale contro il razzismo promossa sempre da UNAR lo scorso 21 marzo. <br />Ma sono ancora tante le azioni da promuovere e sulle quali l’Amministrazione sta lavorando, come l’apertura di un Immigration Center, cui gli immigrati si potranno rivolgere per avere informazioni e orientarsi nella nostra città e l’apertura di uno sportello anti-discriminazioni.
Al programma dei lavori hanno partecipato anche gli assessori <strong>Stefano Boeri</strong> e<strong> Marco Granelli</strong> e il Decano del Corpo consolare <strong>Fernàndez Castano</strong>.
<span style="font-family: Arial; color: #2e4b9b; font-size: x-small;"><a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hAc8OgAE8TIwMDJ2MzAyMPIzdfHw8_Y28jQ_1wkA6zeD9_o1A3E09DQwszV0MDIzMPEyefME8DdxdjiLwBDuBooO_nkZ-bql-QnZ3m6KioCADL1TNQ/dl2/d1/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnB3LzZfQU01UlBJNDIwT1RTMzAySEtMVEs5TTMwMDA!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie+new/politiche+sociali+e+servizi+per+la+salute/welfare_stranieri_2_10" target="_blank">VAI AL SITO DEL COMUNE DI MILANO>></a></span>]]></description>
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<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 12:41:19 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Il deterioramento del valore famiglia, ovviamente ...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_8848]]></link>
<description><![CDATA[Il deterioramento del valore famiglia, ovviamente nelle fasce d'età giovanili, è un dato allarmante, la storica autoprotezione sociale rappresentata dalla famiglia-modello tradizionale viene a mancare progressivamente in percentuale allarmante ed entra in gioco la comunità, e con prepotenza (ed etica tutta da discutere) si reclamano risorse sostitutive pubbliche: per questo occorre sviluppare un dibattito culturale approfondito che faccia prendere maggiore coscenza delle conseguenze delle scelte personali individuali, che inevitabilmente impattano sul bene comune.
Questo aspetto va meglio studiato e approfondito in tutti gli ambiti socio-culturali, senza indagare nel privato o azzardare giudizi di merito, nel rispetto delle scelte individuali, ma è doveroso sottolineare che si tratta di un comportamento collettivo (come somma di tanti comportamenti individuali talvolta non del tutto coscienti delle conseguenze) poco opportuno sia per la sfera privata che quella pubblica.
Le scelte individuali finiscono poi per impattare sulle finanze collettive drenando risorse che potrebbero soddisfare bisogni umani ancora più critici e meno determinati dalla volontà del singolo.
Abusare socialmente della propria libertà di scelta, per poi pretendere copertura sociale, è un approccio che va reso cosciente sia del fatto in sé che delle conseguenze, non sempre la collettività-mamma può prendersene cura, né si può pretendere che lo faccia; le scelte devono sempre essere assunte in piena consapevolezza, un giusto bilanciamento doveri e diritti alzando la soglia dell'autocoscenza è sicuramente opportuno, ma oggi mi pare che questo aspetto sia troppo trascurato.
Non a caso nella storia dell'uomo la famiglia è una determinazione storica che è prevalsa su altri modelli, forse un modello imperfetto, ma comunque socialmente il meno peggio, questione che va analizzata nel privato e meglio ponderata.]]></description>
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<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 07:23:11 +0200</pubDate>
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<item><title><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:POLITICHE...]]></title>
<link><![CDATA[https://www.partecipami.it/infodiscs/view/8608#body_8846]]></link>
<description><![CDATA[Dall'Ufficio Stampa del Comune di Milano:<br /><br /><strong>POLITICHE SOCIALI. MAJORINO: "SCRIVIAMO INSIEME IL NUOVO WELFARE DI MILANO"</strong><br /><strong>In 600 all’Auditorium San Fedele per l’avvio del percorso condiviso per i Piani di Zona</strong><br /><br /><em>Milano, 3 aprile 2012</em> – Seicento persone tra volontari, operatori del Terzo settore, associazioni e cittadini hanno gremito l’Auditorium San Fedele per la presentazione del percorso di realizzazione del nuovo Piano di Zona 2012-2014 con cui l’Amministrazione comunale, in applicazione delle legge quadro 328 del 2000, programmerà la rete di servizi offerti sul territorio, indicando gli obiettivi e le priorità di intervento. Il percorso è stato illustrato dall’assessore alle Politiche sociali <strong>Pierfrancesco Majorino</strong>, dal Direttore centrale <strong>Paola Suriano</strong> e dal direttore del CERGAS - Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale dell’Università Bocconi, <strong>Francesco Longo</strong>. Ha partecipato anche l'assessore alla Sicurezza, Coesione sociale, Volontariato <strong>Marco Granelli</strong>.<br /><br />“Alcuni mesi fa, tra l’indifferenza di alcuni e l’ostilità di altri – ha detto nel suo intervento l’assessore Majorino – si è materializzata la più importante opera di accoglienza di senzatetto mai registrata in questa città. Il Piano per i senzatetto di questo inverno è l’emblema del welfare che vogliamo, un welfare che parte dai diritti irrinunciabili e universali delle persone e che scommette sul protagonismo dei soggetti, sviluppando il massimo dell’incontro possibile tra il pubblico e il privato. Da qui muove questa nostra sfida di oggi: scrivere, insieme, le linee strategiche del welfare ambrosiano”. <br />“Vogliamo realizzare attraverso un lavoro corale in passato non praticato – ha spiegato Majorino – un’opera di confronto permanente che ci faccia scegliere e verificare i risultati di quelle scelte. Crediamo infatti che la scrittura del Piano di Zona non debba né possa essere un’occasione attraverso cui, burocraticamente, accedere alle risorse, sempre più scarse, messe a disposizione da Regione Lombardia. Deve essere l’opportunità per proporre al Consiglio comunale un documento frutto di una condivisione ampia, che serva a tutti per definire orizzonte di senso, scelte e azioni”.<br /><br />Durante l’incontro sono stati presentati alcuni numeri significativi forniti dal Cergas che hanno aiutato a delineare il quadro della città per cui costruire il nuovo welfare. <br />È emerso che si è di fronte a 394.000 ultra sessantenni, in larga maggioranza donne, tra cui 84.000 vedove; 94.330 ultraottantenni, molti dei quali estranei a qualsiasi programma di accompagnamento e presa in carico; 217.000 stranieri residenti. I dati evidenziano un numero di imprese nascenti di origine “immigrata” maggiore rispetto a quelle italiane e un tasso di occupazione femminile fermo al 62% (media nazionale 46%). A Milano sono 29.748 le donne divorziate. Si sono dichiarate single il 25% delle partorienti nel 2010 alla Mangiagalli, per la maggior parte italiane sui 35 anni. Sono il 43% le famiglie milanesi costituite in realtà da una persona sola, il 28% quelle formate da due persone.<br />Rispetto all’anno scorso i giovani diciottenni figli di famiglie immigrate che hanno chiesto la cittadinanza (entro il diciannovesimo anno di età) sono aumentati del 40%.]]></description>
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<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 22:31:17 +0200</pubDate>
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