3 anni fa
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Settimana scorsa durante la trasmissione "pane al pane"  su radio Lombardia, la consigliera e candidata dal PD Rosaria Iardino si è messa ad urlare contro i "fascisti", che evidentemente per lei (e per la sinistra ideologizzata a e fanatica)  rappresentano uno dei maggiori "pericoli" di questa città e uno spauracchio da agitare prima delle elezioni.

Evidententemente la signora del PD fa finta di non vedere il vero fascismo che tiene in ostaggio  Milano, che è quello "rosso" di centri sociali e gruppi anarchici.

Basterebbe farsi un giro per la città.  Milano è tappezzata di scritte che inneggiano alla dittatura rossa e anarchica ("no tav", "no expo", "occupa tutto", "dax odia", "10, 1000, 1000 sabotaggi ai cantieri", "sbirri morti",  ecc,). 

Che poi non si tratta solo di scritte (magari!), ma anche di "fatti": cioè le decine di centri sociali che occupano abusivamente edifici, ci fanno dentro quello che vogliono illegalmente, istigano a delinquere, e hanno creato delle vere e proprie zone di extraterritorialità dove vive il principo del "io faccio il padrone in casa degli altri e impongo la mia volontà illegalmente". E anche le Forze dell'Ordine lasciano fare.

Se non è fascismo questo, signora Iardino, ci spieghi cosa intende lei (e la sua giunta) per fascismo. E' fascista chi fa il saluto romano, o chi fa il dittatore ladro impunito?

La signora Iardino, durante la trasmissione ha affermato che "non si possono mettere sullo stesso piano i fascisti e i centri sociali".

Eccola qua la dichiarazione esplicita del "doppiopesismo" e della ipocrisia che da sempre anima certa sinistra.

Con certa gente, sembra di essere tornati agli incubi degli anni '70, quando i compagni dei gruppi extraparlamentari, facevano ogni genere di violenza nella città, tiravano bottiglie molotov alla polzia, giravano issando i vessili dei peggiori criminali sanguinari della storia (Lenin, Stalin, Mao, Pol Pot), e però loro erano "antifascisti" e il "pericolo" era quello "fascista".

MI chiedo come una città che si rispetti possa essere amministrata da gente come la Iardino.

Nella foto una immagine dai muri delle case popolari in zona Corvetto.

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