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3 settimane fa
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Sulla mobilità ciclabile si è sempre fatto troppo poco e male, con una situazione penosa in cui decenni di disinteresse e cattiva volontà ci hanno condannato.

Anche adesso che si sta investendo per realizzare qualche decina di km in modalità d’urgenza, saremo infatti lontanissimi dall’avere una vera rete cittadina, perché abbiamo sempre troppi spezzoni, discontinui, isolati, spesso troppo brevi e sconclusionati per avere una vera utilità.

Per questo è sbagliato realizzare dei piú o meno lunghi tratti disconnessi, magari inserendoli tra le opere di urbanizzazione di un certo ambito.

Invece le piste ciclabili realizzate con una corsia laterale della carreggiata sono o possono essere, grazie anche alla semplicità di tracciatura, le piú rettilinee, uniformi, piane, continue, accessibili, quindi anche sicure, di tutte le altre soluzioni, a patto che sia impedita la sosta di autoveicoli sopra di esse.

Qualcuno poi ha mai visto una minima manutenzione del manto e della segnaletica delle piste ciclabili? No, a parte ripristini (sovente mal fatti) dovuti a scavi o altro, quelli sono dalla costruzione e quelli rimangono (addirittura la prima pista ciclabile di Milano da piazzale Lotto al parco Solari e al parco Sempione ha ancora la pavimentazione originale, mai rifatta, in condizioni ormai fatiscenti!)!

Certo, bisogna anche pensare a sviluppare l’estensione, ma non è accettabile nemmeno lasciare andare e dimenticarsi in quel modo di quelle esistenti come si sta facendo da sempre.

 

Usare la bicicletta a Milano è davvero lasciato all’"arte di arrangiarsi”...

 

Andrea Giorcelli 

www.andreagiorcelli.it

avatar Bruno Alessandro Bertini 3 settimane fa
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avatar Andrea Giorcelli 2 settimane fa
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