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Il Parco Nord è certamente un polmone di Milano eccezionalmente importante e questo ne determina una responsabilità a pari livello per chi lo deve gestire. Città metropolitana effettua nomine/designazioni in relazione al rapporto di gestione della Comunità del Parco che ad oggi è formato come segue:

CONSIGLIO DI GESTIONE  eletto dalla Comunità del Parco in data 29/10/2019:

  • MARZIO MARZORATI Presidente - Designato dalla Città metropolitana di Milano con Decreto n. 161/2019 del 28/10/2019
  • ACUNZO GIOVANNA Consigliere
  • ANDREA FANZAGO Consigliere
  • GIANFRANCO GALLI Consigliere (in carica dal 22/10/2020)
  • LAURA PICCARDI Consigliere (in carica dal 24/02/2020)
  • PAOLA SANTERAMO Consigliere (in carica dal 22/10/2020)

A questi si aggiunge il Direttore dell’Ente Parco Riccardo Gini e la sua organizzazione.

In quale contesto si può configurare una gestione di un parco se non in uno fortemente connesso con la popolazione e le sue ragioni sociali declinate ai bisogni di svago, di sport e di tempo libero compresi gli aspetti faunistici, boschivi e di altro genere naturalistico da tutelare e preservare con ferrea disciplina.

Senza ombra di dubbio, il Parco è un enorme contenitore di percorsi adatti alle discipline sportive, dalla bicicletta alla passeggiata anti-stress alla semplice contemplazione della natura.  Ma com’è  organizzato per certe iniziative e Associazioni che intendano svolgere delle attività? Userei quel "luci ed ombre" di rilevanza letteraria giusto per non essere eccessivamente critico.

In genere le Associazioni devono adottare e rispettare lo Statuto tramite una sottoscrizione di una convenzione e questo aspetto, se da una parte tutela il rapporto d’utilizzo e di interazione, dall’altra stabilisce delle regole che, in qualche caso, limitano alcune organizzazioni o associazioni e ne agevolano altre. Senza entrare nello specifico, ci sono associazioni che, se pur presenti da anni, non godono degli stessi benefici perché magari facenti parti di organizzazioni non italiane (ad esempio Parkrun). Se poi scendessimo in alcuni dettagli organizzativi, va detto che l’enorme numero di cittadini che frequentano il parco da privati ma anche le tante iniziative sportive in cui ci siano delle performance fisiche degne di rilievo tuttavia a livello di raduno, farebbe pensare che ci sia un punto di assistenza medica o almeno un punto di primo soccorso dove ci sia un defribillatore, come presidio permanente, invece assente.

L’augurio è che questa bellissima organizzazione cittadina di Città Metropolitana e di tutti i Comuni di cui fa parte, si organizzi per dare sicurezza sanitaria a chiunque frequenti il Parco e che riveda certi meccanismi di assistenza e tutela di tutte le associazioni o organizzazioni ad oggi non cosi tutelate come converrebbe in questi contesti.

Gianluca Gennai

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