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5 mesi fa
Via Bolla, 42, 20151 Milano MI, Italia
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Fa bene Galesi a sollevare il problema, ma quando punta il dito lo fa in un'unica direzione, Lui sa bene che le responsabilità sono in % e che i problemi non si risolvono così. Dovrebbe fare un passo oltre ora che è dentro il sistema.

Dopo l’incendio nelle cantine del palazzo ALER di via Bolla in Gallaratese, da anni soggetto a occupazioni e delirio abitativo fino a grossi problemi di sicurezza che costringe i residenti a vivere blindati, è scattata la diatriba politica tra destra e sinistra.

L’argomento di "via Bolla" è datato nel tempo, le occupazioni sono oramai decennali e negli anni, le varie Giunte sia di destra che di sinistra, si sono contese responsabilità e allori in seno alle diverse campagne elettorali in cui, a più voci, ci siamo sentiti dire che il problema sarebbe stato risolto. In questa vicenda purtroppo, il primo argomento è: chi fa che cosa.

Il problema nasce dal contenzioso tra Comune, soggetto che dovrebbe garantire la tutela e la sicurezza del cittadino, e Regione Lombardia azionista di maggioranza di ALER proprietaria dei condomini in questione.

Oggi assistiamo a un attacco del Municipio direttamente alla Regione, ovvia mossa del cavallo "autorizzata" per proteggere il Comune e la "casacca" da evidenti problemi di rango a livello istituzionale, soprattutto la valle delle polemiche per i noti fatti di sicurezza in città. A dire il vero, l’argomento "via Bolla" sarebbe da declinare anche sul tema sicurezza, non tanto per il corto circuito elettrico che pare essere non doloso, ma per una totale assenza delle Forze Municipali atavica poichè si ha paura anche solo ad avvicinarsi al quel condominio, colpevole di una buona parte del degrado in cui riversa la zona dove la rassegnazione ha preso il sopravvento alla speranza.

Da cosa vediamo, anche questa volta non verrà risolto il problema alla radice, grazie a questo giochino di sponda tra Comune e Regione, entrambi responsabili a livelli diversi. Peraltro il Comune si defila e lascia parlare il Municipio, cosa che ci pare giusta solo nella condizione in cui lo stesso municipio poi venga messo in grado di decidere e agire in autonomia. Si parla di abbattimento degli stabili, ma in primis il ricollocamento delle famiglie non abusive ma anche di quelle abusive, le quali dovranno essere ospitate da qualche parte. Come al solito, si fa presto a sollevare la polemica ma se non c’è convergenza e qui si parla di milioni di euro che dovrebbero essere stanziati nell’immediato, tutto resterà com’è e anzi, sul subito verrà programmato un intervento di messa in sicurezza ovvio, poi tutti inizieranno a dire qualcosa a voce, comprese le organizzazioni di tutela degli interessi di alcune etnie ivi presenti. Si parlerà d’inclusione, di esclusione, di integrazione e di repressione, di tutele delle sensibilità, di rispetto e ripristino della legalità, di degrado sociale, di mancata presenza delle Istituzioni e degli organismi vari ma il cerino resterà sempre e comunque nelle mani del povero cittadino che, viva dio, si è ritrovato all’inferno dove tutti hanno paura ad entrare.

Gianluca Gennai

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