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3 settimane fa
Cordusio M1, 20123 Milano MI, Italia
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Gentilissima Sig.ra Shammah,

Mi colpisce la sua ultima vicenda e m'ispira. 

La cronaca:

Sig.ra Shammah, fondatrice del Teatro Franco Parenti, aggredita e derubata in pieno centro a Milano, intorno alle 23 di mercoledì 31 gennaio 2024 (si trovava il P.le Cordusio). La Sig.ra a seguito dell’episodio, sul momento decide di fare un post sui social comuni, ripreso dalle testate giornalistiche, in cui denunciare al mondo intero l’episodio, certamente non usuale né ipotizzabile fino a qualche tempo fa, o perlomeno non in P.le Cordusio alle 11 di sera e non a Lei. D’altra parte, Lei non è una cittadina qualunque. D’altra parte, fino a mercoledì è lecito pensasse che certe situazioni capitassero ad altri, in altri luoghi, non lì, non così, e non nella sua Milano di sempre, percepita a dimensione d’uomo e sicura almeno dentro i Bastioni, certamente in zona Duomo.

Si capisce l’amarezza del momento, si capisce anche il grido di rabbia e di delusione, un impatto con la realtà drammatico e inaccettabile sul momento per chiunque, a maggior ragione per una donna, in un luogo che è il salotto di Milano e alle 23, l'ora del caffè di una seconda serata.

Penso alle tante aggressioni anonime cara Signora Shammah, penso ai tanti ragazzi e ragazze aggrediti di umili origini e vite normali, fatte di orari improbabili sul passante e di marciapiedi e sottopassi underground, non controllati da telecamere, dimenticati da Dio, zone popolate da vite ancor più lontane, ancor più umanamente inaccettabili.

Allora cara Signora, mi lasci dire che non è accettabile il suo secondo post che annulla il primo, in cui scrive che preferisce cancellare quel grido di denuncia perché in molti hanno risposto al suo sfogo con aggettivi molto negativi su Milano, giudizi urticanti, contrari al bon-ton che si usa in certi ranghi della Società, probabilmente poco elegante, lontano dalla pacatezza, dal cliché del pensiero felice, come segnale di distinzione sociale.

Va detto forte e soprattutto va detto da persone come Lei, influenti e capaci di muovere chi non lo fa credendo, come Lei fino all’altro ieri, che tutto vada bene. Ma Milano deve cambiare, deve tornare ad essere quella che era, perché neanche al Bronx rubano e aggrediscono le signore perbene, neanche al Bronx se uno si fa i fatti propri viene aggredito. Allora cara Signora Shammah, aiuti la sua Milano a cambiare, facendosi voce attiva su un fatto purtroppo reale che fa vivere molto male tanti suoi concittadini meno fortunati di Lei, che non hanno il giorno dopo diverso dal giorno prima.

Denunci al mondo intero che Milano non è più quella che era anche se questo non piace ai suoi cari amici probabilmente ancora convinti; vantandosene, che questo rappresenti la prova che anche Milano oramai è come tante altre città multietniche, fino a ieri pensate come un modello con la sola differenza che di quelle città si ha solo la narrazione e poco si sa di certi aspetti del vivere. Bisognerebbe andare a guardare bene come gestiscono certi fenomeni di microcriminalità. Su questo aspetto Milano forse avrebbe molto da imparare.

Gianluca Gennai.

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/shammah-rapina-50844677 

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