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11 anni fa
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La giunta Bricchetto-Moratti vuole tradire il mandato fiduciario e l'esperienza di qualità con cui Italia Nostra ha realizzato un Bosco per la Città. Domani alle 16 il PD milanese sarà davanti a Palazzo Marino per difendere i cardini di questo progetto. Ci saremo anche noi.

Stefano Boeri

Bosco in Città, dopo 36 anni sfratto in vista per Italia Nostr
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La Repubblica - 15 dicembre 2010

DUE anni fa era finita l' esperienza al Parco delle Cave, con un addio tra Italia Nostra e il Comune consumato per divergenze nella gestione. Quest' anno la storia si ripete:a fine anno scade la concessione all' associazione ambientalista per il Bosco in città, nato nel 1974 proprio da un' idea di Italia Nostra. Il Comune, dopo 36 anni di rinnovi automatici della concessione, ha deciso che dal prossimo anno la gestione dell' area verde sarà invece assegnata per mezzo di una gara pubblica. «Così un altro pezzo pregiato del verde urbano rischia di andare in malora per scelte esclusivamente politiche», attacca il consigliere dei Verdi Enrico Fedrighini, che annuncia una petizione online per salvare il bosco. Della decisione di Palazzo Marino si è discusso ieri, durante una commissione consiliare sul Bilancio. «Gli uffici comunali sono orientati a fare la gara, Italia Nostra ci chiede di rinnovare l' affidamento diretto: saranno ora i nostri legali a dirimere la questione», spiega l' assessore al Verde Maurizio Cadeo. In ogni caso la concessione avrà una miniproroga di sei mesi: il tempo per istruire il bando per la gara che sceglierà i futuri gestori (la deliberaè già pronta per essere approvata dalla giunta). Ma è proprio a questo che si attaccano le speranze di Italia Nostra: «Bosco in città è stato creato da noi, non siamo semplici fornitori di servizi, non ci occupiamo solo di tenere pulito il verde, ma abbiamo messo in piedi un' area utilizzata da tantissima gente per le attività più diverse, con un ritorno sociale e economico superiore anche al contributo del Comune», spiega uno dei rappresentanti della onlus, Luca Carra. Che aggiunge speranzoso: «Ecco perché, secondo noi, il Comune potrebbe evitare la gara e riconoscere il nostro contributo a questa importante realtà». Ma su questo punto l' assessore non si sbilancia, lasciando in mano agli uffici tecnici la risposta agli avvocati di Italia Nostra. Fedrighini è meno ottimista, invece, almeno sulle intenzioni dell' amministrazione. Ricorda la vicenda del Parco delle Cave, con l' associazione che decise di abbandonare la gestione in aperta polemica con le scelte del Comune. All' epoca Verdi e Pd chiesero che fosse revocata la delega a Cadeo proprio su quel parco. E ipotizza: «Forse c' è qualche operatore privato che bussa alla porta, interessato a rilevare e a trasformare in business la gestione dell' area; forse prevale nell' attuale amministrazione un' idea di gestione del verde modello lunapark, dove ogni spazio va riempito con stand e sponsor, senza pensare al paesaggio e alle aree rinaturalizzate». - (or.li.)

 

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