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9 anni fa
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MILANO EXPO 2015 PER PETRARCA.

Milano saprà far conoscere al mondo Francesco Petrarca, uno dei suoi più grandi cittadini di adozione?

Milano saprà ricordare degnamente un nome che suscita sempre emozione in tutto il mondo occidentale?

Quand’era ancora in vita, la figura di Petrarca era considerata come fondamento nella nuova cultura europea che sfocia nell'umanesimo e nel risorgere del culto dell'antichità. Eppure, pochi sanno che nella nostra città questo “gigante” visse un lungo periodo che copre la maturità della sua vita. Nella quiete agreste del contado riposava dagli impegni di ambasciatore dei Visconti e dal caos della frenesia che già allora perseguitava la vita di Milano.

Pochi sanno che delle sue dimore milanesi, Cascina Linterno, l’antica Infernum è l’unica ancora miracolosamente sopravvissuta.

Vent'anni fa, quando conobbi casualmente questo luogo in decadenza, erano già state rilasciate le concessioni edilizie e le ruspe già pronte per uno scempio pianificato per produrre profitto. L'antica Infernum era caduta nell'oblio e nel degrado: un antico gioiello stava per essere sostituito da un residence di lusso. Poi, una battaglia titanica di un gruppo di volontari tesi a difenderla ad oltranza dalla demolizione; una giunta comunale onesta e la Cascina fu salvata in extremis dalle ruspe. Almeno, restò in piedi. Quindi, un’azione a tutto campo di un gruppo culturale alla ricerca dei documenti, lettere, incunaboli dimenticati, che per secoli avvalorarono Linterno come residenza petrarchesca. Il rinvenimento all'archivio della canonica di Sant'Ambrogio della Carta Investiture pergamena che attestava la presenza della Cascina fin dal 1154, la riscoperta della lettera petrarchesca autografa che reca la data: “Papiae 20 juni ad vesperam raptim” indirizzata all'amico Moggio di Parma e conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, con il riferimento ad “Infernum” (Var. 46).  Convegni, giornate di studio, pubblicazioni, il coinvolgimento della Fondation Pégase (istituita nel 1991 da Parlamentari di tutti i Paesi della CEE) nel progetto europeo “La scuola adotta un monumento” e il lavoro straordinario della scuola media statale Benedetto Marcello portarono Cascina Linterno al traguardo del Decreto Ministeriale 9/3/99 che la vincola come Monumento Nazionale. Lʼunica cascina milanese che abbia oltre ad un vincolo paesistico anche un vincolo monumentale. La dimora di Petrarca era salva? Come affermò il prof. Nerio de Carlo, alla presentazione degli atti del Convegno “Figura ed opere di Francesco Petrarca nel periodo milanese” (Sala del Grechetto, 2001): “Shakespeare ebbe a dire che 'La bellezza attira i ladri più dell’oro'. Sappiamo dunque che dobbiamo regolarci in proposito: Cascina Linterno è una dimensione di bellezza, può fare gola più dell’oro”.

Nel giugno 2010 si giunse alla tanto attesa acquisizione pubblica e pareva fatta: tante battaglie, manifestazioni, petizioni erano finalmente culminate alla meta finale. Da quel momento non si mosse un solo mattone e tutto sembrava abbandonato nel silenzio e nel degrado. Per la verità, al momento culminante del recupero e della progettualità, nell’autunno 2010 giunse la tanto attesa bozza della Delibera “Cadeo-Terzi”, la quale, anche se offriva ghiotti spazi agli Amici di Cascina Linternoall'interno del Monumento e ne ampliava la funzione culturale agricola, come contropartita ne cancellava per sempre Francesco Petrarca, la figura in cuiInfernum/Linterno si è specchiata nei secoli, che l’ha preservata dalla distruzione e che è stata all'origine - come si legge sulla Relazione storica nell'incartamento del Decreto Ministeriale 9/3/99 - del Vincolo ai sensi della Legge 1089 del 1939 relativo a Cascina Linterno. Va precisato che questo Vincolo non è una semplice tappa di un'odissea senza fine: questo Vincolo aveva salvato la Cascina - essendo classificata B2 e quindi edificabile - dalle ruspe e dalla demolizione della proprietà privata. In apparenza presentata come la panacea per far rientrare i volontari che l’avevano difesa per tanti anni, ridando vita e lustro al vernacolo rurale dopo tanto abbandono e degrado, per contro la Delibera nascondeva tra le pieghe una “mela avvelenata”, come appurato insieme al funzionario della Soprintendenza di Milano, che ne era completamente all’oscuro e ha tirato un sospiro di sollievo alla notizia che era stata fermata in tempo: nella Delibera si legge testualmente “consolidamento tetto e rifacimento manto - interventi su muratura cuci-scuci” nella parte storica risalente al XII-XIV sec. - il che significa, per gli addetti ai lavori, “distruzione irreversibile” di ogni traccia di affreschi preesistenti. Gli affreschi sono tuttora presenti, nonostante l'evidente degrado, sotto strati di innumerevoli tinteggiature successive, come verificato dalla restauratrice Paola Centurini nel 2009 e recentemente in un sopralluogo di restauratori di Italia Nostra. Va precisato che, trattandosi di una Delibera di carattere istituzionale e amministrativo, era vincolante per ogni progettualità futura, indirizzando precisi stanziamenti (scomputi urbanistici dal PII Calchi Taeggi) a partire dal primo lotto che coincide con i locali tradizionalmente attribuiti a Francesco Petrarca. Il recupero di un Monumento Nazionale è invece incentrato su una prescrizione ineludibile, che non può essere aggirata, tipo: “Il progetto di restauro prevede il trattamento conservativo delle superfici, con particolare riguardo alle decorazioni interne, oltre a lavori di bonifica generale”. Un particolare strategico: nella Delibera in questione veniva cancellato, con ostinazione e senza possibilità di mediazione, qualsiasi riferimento alle fatiche del gruppo culturale (convegni, giornate di studio, pubblicazioni approdate in memorabili eventi a Palazzo Marino, Palazzo Dugnani e Sala del Grechetto) che avevano dato lustro all'associazione e al monumento. Si è appurato, quindi, che la Delibera celava un’azione distruttiva dietro l’apparente recupero della Linterno, una Delibera che la Soprintendenza ha definito “illecita” e che ha purtroppo spaccato il gruppo di volontari unito da vent'anni di lotte. Ancora oggi fatico a comprendere certe chiusure, come se mi fossi reso colpevole di tesi contrarie al recupero del Monumento Nazionale; chi ama la Linterno non può perdersi in personalismi che vanno nella direzione opposta di un ragionamento limpido e costruttivo, restituendo ad ognuno la propria dignità culturale e rappresentativa.

Per sensibilizzare le Istituzioni sull’immensa figura di Petrarca alla base di ogni progettualità futura, si mosse subito e con determinazione Roberto Gariboldi, ricercatore storico e archivista della Certosa di Garegnano, che nell'ottobre 2010 pubblicò il Manifesto “Milano e Francesco Petrarca, anno zero?”, con l’adesione di Philippe Daverio, ItaliaNostra, il FAI, prestigiosi esponenti della cultura e centinaia di cittadini. Un Manifesto vincente nel bloccare la Delibera e in cui si sottolineava: “Le altre case petrarchesche a Milano sono scomparse. Solo l'antica Infernum, l'attuale Cascina Linterno, ha un supporto storico credibile e coordinate geografiche riscontrabili negli incunaboli e nelle cinquecentine. Petrarca sarebbe l'aspetto che renderebbe Cascina Linterno unica, soprattutto quale 'perla culturale' dell'EXPO 2015”.

Andarono in questa direzione le Osservazioni al PGT protocollate dal CSA Comitato Salvaguardia Ambiente e Cultura, che evidenziano la centralità di Petrarca nel restauro conservativo della Linterno che rispetti la componente storica e agricola, sotto l'egida della Soprintendenza. È intervenuta anche Italia Nostra, con un appello alle Istituzioni del presidente regionale Luigi Santambrogio, che ha raccolto l’adesione di 600 studiosi e cittadini sensibili alla Cultura, offrendo anche la propria disponibilità alla progettualità della parte antica. Dopo aver salvato in extremis dalla distruzione i preziosi reperti petrarcheschi della Linterno, incredibilmente, lo scorso 26 gennaio è stata riproposta la stessa Delibera nella Commissione congiunta "Cultura-Urbanistica" della Zona 7. Nell’occasione, una pubblica accusa del CSA ha convinto i presidenti delle Commissioni e la maggioranza dei consiglieri ad affossarla definitivamente. Nella nuova Delibera del Consiglio di Zona 7 viene sancita “l'analisi materica per la migliore tecnica di restauri in accordo con la Sovrintendenza” anche se un emendamento toglie inspiegabilmente la testimonianza che accomuna Petrarca alla Linterno: la citata lettera autografa Papiae 20 juni ad vesperam raptim”. Per evitare altre manipolazioni, su iniziativa di Italia Nostra, la Soprintendenza ha quindi emesso un ingiunzione al Comune di Milano per una urgente “messa in sicurezza” dell’intero complesso.

Dopo lusinghe, tranelli e sofferte lacerazioni, Cascina Linterno ha ora l’opportunità della riqualificazione, nell’ambito di EXPO 2015: tappa fondamentale nella storia millenaria di questo monumento che ha visto la difesa ad oltranza di tante brave persone contro la speculazione, l’oblio e il degrado del tempo.

All'amarezza della solitudine per la sfiducia dell’associazione che avevo contribuito a fondare, nella mia azione per difendere Petrarca contro un piano di recupero che avrebbe cancellato ogni sua traccia, è subentrato il conforto e il sostegno di un gruppo sensibile e determinato. Sono i volontari del CSA che lottano con me da cinque anni per la salvaguardia del territorio della Zona 7 e della sua cultura: splendide persone che si sono date il compito di segnalare alle Istituzioni (interagendo con esse dove ce ne sia la volontà politica) le situazioni “scomode” che paiono viziate da irregolarità, se non da interessi poco chiari. È l’unica associazione che si sia mossa concretamente, nonostante le pesanti intimidazioni, per il recupero dello storico fontanile Marcionino, legato a don Giuseppe Gervasini. Il CSA si rende portavoce della richiesta del mondo culturale di dare la giusta visibilità alla figura di Petrarca nelle linee progettuali del Monumento storico.

Roberto Gariboldi nel suo Manifesto e il CSA nelle Osservazioni al PGT, sostengono che Francesco Petrarca potrebbe essere, da pionieristico intellettuale europeo amante della natura, un potente “Testimonial” ideale per la missione “Nutrire il pianeta” assegnata alla manifestazione. L'antico paesaggio agreste adiacente alla Cascina Linterno, il territorio storico del Parco delle Cave, è assai simile ai “Delitiosi Passeggi” descritti da Rovillius nel 1576, un'eccezionale testimonianza vivente e unica del contado milanese medievale, dove Petrarca poteva esercitare serenamente la sua passione preferita: l’orticoltura. Su questi sentieri passeggiava, ripensava alle rime del Canzoniere, all’Itinerarium Syriacum (Guida alla Terrasanta) e perfezionava il De Vita Solitaria in cui esaltava la solitudine nella pace agreste, dedicata agli studi letterari e alla riflessione religiosa.

La prova generale dell’enorme potenziale del Poeta è stata realizzata nel 2008, subito dopo la presentazione del libro “Petrarca a Milano, la vita, i luoghi e le opere”in cui l’Assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi sollecitò un'attenzione nuova verso l'iniziatore della poesia lirica italiana e della cultura poetica universale, con la realizzazione di percorsi e di letture dedicate alla sua opera. Cascina Linterno e la Certosa di Garegnano, due luoghi legati a Petrarca, furono accomunate nella giornata di studio del liceo “Albert Einstein”. Un’esperienza da ricordare, vissuta sui sentieri del Poeta, la prova generale di un percorso culturale da proporre in occasione dell'EXPO 2015 e stabilmente dopo, per far conoscere agli studiosi di tutto il mondo aspetti storici e ambientali inediti di Milano, legati alla straordinaria figura del Cantore di Laura.

Massimo de Rigo

Comitato Salvaguardia Ambiente e Cultura

http://www.partecipami.it/csazona7

(articolo pubblicato su "Il Rile" di maggio 2012)

Allegati (2)

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