7 anni fa
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BASTA CON LA PIAGA DELLE “CONTRO-MANIFESTAZIONI”: PRATICA DEI DITTATORI

 

Don Rodrigo, patrono di tutti i Centri Sociali, intima : “questo matrimonio non s’ sa da fare”.

Ormai è diventato un triste rito. Quando alcune persone (ma solo alcuni, che evidentemente sono cittadini di serie B) cercano di manifestare le loro idee, scattano le “contromanifestazioni”, cioè il tentativo di disturbare, sabotare e tendenzialmente impedire la manifestazione altrui.

Gli altri (quelli che fanno le “contromanifestazioni”) ovviamente, vivono sonni tranquilli e nessuno li disturba. Se qualcuno osasse farlo, come minimo verrebbero definiti “provocatori”, “fascisti” e gente che vuol mettere “bavagli” alla libertà di espressione, ecc. ecc.

Del resto, quelli che si ritengono sempre in diritto di impedire le manifestazioni altrui sono gli stessi che per decenni hanno sempre rivendicato per se stessi il “diritto” a fare quello che vogliono (pure illegalità e reati), proprio in base ad un principio assoluto ed esasperato di libertà e di diritto di critica e disobbedienza. Tutte cose che ovviamente, valgono solo per loro, e che loro vogliono negare agli altri.

Nella mente (si fa per dire) dei “contestatori” scatta il meccanismo per cui “chi non la pensa come me non deve parlare”. Un meccanismo che sta nel DNA dei tiranni da sempre. E che svela, appunto la vera natura di questi farabutti che si spacciano come “anarchici”, “antagonisti” , “liberatori”, ma che sono in realtà i peggiori sgherri del peggiore stato totalitario.

Nella loro regressione ad un sistema feudale, hanno abolito la distinzione, tipica conquista dalla modernità, per cui un conto è avere idee "sbagliate", un conto è non poterle professare. Per loro le idee "sbagliate" (oltretutto, in base ai loro insindacabili giudizi) non si dovrebbero nemmeno professare. Ma la cosa è aberrante.  Io ad esempio, non sono d'accordo con le critiche della Lega alla operazione Mare Nostrum, perchè ritengo che la vita umana venga prima anche dei pericoli di "invasione".  Ma lascio ad altri il diritto di pensarla diveramente, e di manifestare le loro idee.   Invece nelle scorse settimana abbiamo visto la città tappezzata di manifesti (abusivi) dove si incitava ad "impedire" la manifestazione della Lega Nord.   Se si deve vietare a qualcuno di manifestare, sarebero da vietare le manifestazioni dei centri sociali, che incitano alla illegalità e ai reati. L' apologia di reato è vietata dalla leggi esistenti. Professare le proprie idee no.

Poi, ovviamente, tutti i dittatori hanno le loro scuse, per giustificare le loro censure.  Diranno che loro non sono dittatori, che la libertà è per tutti, ma non per i “nazisti”, i “fascisti”, i “razzisti”, o gli “speculatori”, o quelli che “vogliono impadronirsi del corpo delle donne”, o gli "omofobi", o quelli che “pregano per strada” o quelli che tifano per la Sampdoria.

“La libertà per tutti, tranne che… “, è il solito trucco, che da sempre regge gli stati totalitari.   In Unione Sovietica tutti erano liberi, tranne quelli che facevano “attività antisovietica”. A Cuba tutti sono liberi, tranne quelli che sono collusi con gli Yankees. In Cina, tutti sono liberi, tranne gli “imperialisti”. E così via.  Queste “eccezioni” discrezionali sono proprio quelle che fondano ogni tirannide (e fonda il sistema para-nazista dei centri sociali di Milano e di altre città).

Il malcostume delle contromanifestazioni è il frutto perverso di una malintesa “tolleranza” verso i prevaricatori e i prepotenti; quelli che occupano abusivamente, violano la legge e commettono reati. Ovvio che questi, dopo decenni in cui hanno potuto fare quello che vogliono, abbiano accresciuto progressivamente la loro arroganza, fino a credersi dei padreterni in grado addirittura di dispensare patenti di legittimità e di “agibilità politica” agli altri.  Padroni e papponi (e ignoranti) come la mafia o come i signorotti tipo don Rodrigo. Quando il gatto non c’è, i topi ballano.

 

L' IPOCRISIA  DEL LINGUAGGIO

Purtroppo questa situazione viene sostenuta, come sempre accade, dalla ipocrisia e dalle menzogne. E la prima menzogna è quella del linguaggio.

I termini usati abitualmente per definire queste azioni di intolleranza, sono fuorvianti. Studiati apposta per dare una qualche legittimità a questi comportamenti. Si parla di “contestazione” o “contromanifestazione” o “protesta”. Tutti termini sballati in questo contesto.

Il termine “contestazione” fa pensare ad una attività nobile e anzi meritoria. Fa venire in mente qualche figlio dei fiori che si batte contro la guerra del Vietnam.

Il termine “contromanifestazione” è ancora più fuori luogo: fa pensare ad una manifestazione al contrario. Quindi, se uno ha diritto a manifestare, perché qualcun altro non dovrebbe avere il diritto a “contro" manifestare?

La parola “protesta”, poi, fa pensare ad una espressione di spontaneità e di rabbia, non più di tanto censurabile.

In somma, il linguaggio usato dai media sembra coniato apposta per proteggere i prevaricatori, facendoli passare per gente che esercita un qualche "diritto democratico".

La realtà è tutto l’opposto. Qui la democrazia la si sta distruggendo.  Se è lecito contromanifestare, sicuramente non è lecito farlo nello stesso tempo e nello stesso luogo degli altri che stanno manifestando. E anche quando la si fa in un altro luogo, adiacente, rimane comunque la dose di intimidazione, che già di per sé è un attento alla democrazia e una dissuasione alla maggior parte della gente a partecipare per non rischiare brutti incontri...

Chi minimizza o assolve questi comportamenti, lo invitiamo a fare alcune considerazioni.   Provi ad immaginare uno studio televisivo o radiofonico dove, durante una trasmissione arriva un gruppo di “contestatori” urlanti e si introduce nello studio coi megafoni (e magari vandalizzanto le suppellettili).  O immaginate una redazione di un giornale, dove si introduce gente a molestare i giornalisti mentre stanno scrivendo i loro editoriali, o anche solo si mette a vociare e minacciare sotto le loro finestre. O un convegno dove, mentre il relatore sta parlando, qualcun’altro cerca di sovrapporsi alle sue parole con le sue urla.

Si potrebbe dire in questi casi, che ci sia una qualche forma di democrazia? O non piuttosto la sua più diretta violazione!

E poi non è necessario pensare ad aggressioni "pesanti". Anche nel caso di semplici intolleranze e disturbi, si sta già sta commettendo un killeraggio della democrazia e alla libertà.  

Libertà e democrazia sono beni molto delicati e volatili, Basta molto poco per farli sparire.

Se uno sa che, quando dovrà organizzare qualcosa, subirà aggressioni di vario genere, sia pure verbali, già avrà la bocca tappata al 90% prima di iniziare. Questo lo sanno anche gli asini. E lo sanno soprattutto i prevaricatori, che sono ben coscienti di creare un clima di intimidazione che già di per se stesso distrugge la libertà degli altri.

Si sono fatte leggi per proteggere la gente da stalking e mobbing; per mandare in galera gente che telefona troppo insistentemente o dirigenti che lanciano messaggi subliminali ai loro dipendenti. E poi dovremmo lasciare dei cittadini che manifestano il loro pensiero vengano sistematicamente aggrediti e insultati?

BASTA!!!


LA INACCETTABILE TOLLERANZA VERSO I CONTROMANIFESTANTI ABUSIVI

L’ ultima cosa che vorrei è fare polemica con le Forze dell’Ordine.   Anche perché sono le prime vittime di prepotenti e violenti.

Ma ci sono alcune cose che sinceramente non capisco. Se alcune volte i “contromanifestanti” vengono tenuti a debita distanza e la loro arroganza viene rintuzzata, altre volte non è così!

Io ho partecipato varie volte a manifestazioni (regolarmente autorizzate dalla Questura) dove siamo stati vittime di intolleranze da parte dei “soliti noti”. La stessa cosa è successa anche il 5 ottobre alla Sentinelle in Piedi.

I “contromanifestanti” arrivano abusivamente con cartelli pieni di volgarità e insulti, con megafoni e urla, ci provocavano in tutti i modi. Altro che “stalking” !!  La polizia è presente, ma lascia fare.   Se parli con i funzionari di polizia, dicendo loro che questo è inaccettabile e che i diritti democratici comprendono che questi diritti possano essere esercitati VERAMENTE, senza subire intimidazioni e disturbi (se no è come se ti vietassero la manifestazione), ti rispondono che non si può fare di più, che si devono evitare problemi peggiori (che si verificherebbero se si intervenisse con maggiore decisione contro i disturbatori),  e che “l’ordine pubblico è l’arte del compromesso”.

L’ordine pubblico frutto del compromesso? Come dire che se un ladro mi vuole derubare e ammazzare, lo lasciano rubare per evitare che mi ammazzi? Ma che razza di sistema è questo?

A mio parere l'ordine pubblico non è può essere l'arte del compromesso. Ma deve essere l'attività di difendere i diritti dei cittadini dalle aggressioni dei prepotenti. E se non si riesce a fare questo, si è già fallito l'obbiettivo.


DUE PESI E DUE MISURE ?

E poi, anche qui vale il principio dei “due pesi, due misure”. Quando a contromanifestare sono altri, rispetto ai soliti soggetti legati ai centri-sociali, essi vengono allontanati senza troppi complimenti.

Potrei citare vari casi in cui la polizia non ha avuto lo stesso atteggiamento di “tolleranza” nei confronti di contromanifestanti molto meno petulanti dei soliti contromanifestanti dell'area antagonista,  ma li ha allontanati a debita distanza.

3 anni fa, quando un gruppo di “cattolici integralisti” (come sono stati definiti) voleva esprimere il suo dissenso nei confronti di uno spettacolo teatrale ritenuto ingiurioso verso la religione stazionando con dei cartelli sul marciapiede di fronte al teatro, la polizia ha imposto loro di sloggiare e spostarsi in una piazza a 500 metri di distanza.

La motivazione era "voi se volete, andate a contestare andate da un‘altra parte, perchè non dovete disturbare chi si reca allo spettacolo".

Perfetto!  Ma perché lo stesso principio non vale quando sono le femministe della “consultoria autogestita” a contromanifestare verso i pro-life o le Sentinelle in Piedi?

Forse a giustificare questa diversità di trattamento c’è il fatto che da una parte ci sono cittadini pacifici e non violenti, dall’altra prepotenti e violenti?

E’ questo un sistema libero? Quello dove si lascia spazio ai prepotenti, per paura delle loro violenze, mentre si negano gli spazi ai cittadini normali, sempre per paura delle violenze degli altri?

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Il regime da ieri sta crollando.
avatar Lorenzo Pozzati 7 anni fa
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Speriamo, tutti i regimi è bene che crollino, Roberto. Ma forse tu intendi un regime che non è. 
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Ma come.. copia in peggio del regime fascista, ha cambiato colore ed ha moltiplicato i mangioni e gli...
avatar Lorenzo Pozzati 7 anni fa
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Forse bisognerebbe dire: basta con la piaga delle manifestazioni fasciste e razziste, Angelo Mandelli (ma -...